Tari 2018, nella delibera sottostimati i costi di gestione

I revisori dei Conti chiedono chiarimenti sul piano economico e finanziario (PEF). Risparmi nello smaltimento in discarica grazie all’aumento della raccolta differenziata

[Salvo La Delfa] La Civetta di Minerva, 27 aprile 2017

E’ stato approvato dal Consiglio Comunale il nuovo Piano Economico e Finanziario (PEF) nonché il Piano tariffario 2018 per la Tari. L’ultimo Piano Economico e Finanziario approvato è stato nel 2015 ed ha avuto validità fino al 2017. Durante il Consiglio Comunale l’assessore al Bilancio, Salvatore Piccione, ha dichiarato che nel P.E.F. del 2018 ci sono circa 4 milioni in meno rispetto al precedente del 2015.

Vediamo nel dettaglio i due piani e cerchiamo di comprendere in cosa sono diversi. Come si evince dai due prospetti riassuntivi, il totale dei costi per il 2018 ammonta ad euro 25.990.000,00 di cui euro 9.854.319,05 di costi fissi e 16.135.680,95 di costi variabili. Per quanto riguarda il 2015 invece il totale dei costi ammonta ad euro 29.893.901 di cui 18.294.368,00 di costi fissi e 11.599.533 di costi variabili. Ai fini del ruolo TARI, al totale dei costi va detratto l’importo delle riduzioni e aggiunto il tributo provinciale nella misura del 5%.

Confrontando i dati si osserva immediatamente che tra il 2015 e il 2018 si è avuto effettivamente una riduzione dei costi di circa 4 milioni di euro e precisamente di euro 3.903.901. Si osserva inoltre che nel 2018 si raddoppia la quota fissa mentre diminuisce di un quarto la quota variabile. Nella valutazione dei costi è necessario tenere conto di due aspetti; la qualità del servizio che si intende fornire alla comunità e l’obbligo di assicurare l’integrale copertura dei costi. Dal prospetto si evince che il totale dei costi comprende diverse macro categorie (costi operativi di gestione, costi comuni e Costi d’uso capitale, oltre alle minori entrate per riduzioni.

I costi operativi di gestione (CG) sono dati dalla somma dei costi relativi al ciclo di gestione dei rifiuti indifferenziati (CGIND) e dalla somma dei costi relativi al ciclo di gestione differenziati (CGD); Il CGIND è la somma dei costi di spazzamento e di lavaggio strade (CSL), dei costi di Raccolta e Trasporto (CRT), dei costi di Trattamento e Smaltimento in discarica (CTS) e da Altri Costi (AC) che comprendono lavaggi cassonetti, campagne informative, consulenze, noleggio cassoni ed altro.

Confrontando i due piani economici si osserva che il CGIND per il 2015 ammontava a euro 18.207.905 mentre per il 2018 ammonta a 4.400.000, derivante esclusivamente dai costi di Trattamento e Smaltimento in discarica (CTS) mentre tutti gli altri costi (CSL, CRT, AC), nel 2018, risultano azzerati in virtù del nuovo capitolato di appalto. Da attenzionare che gli stessi costi di Trattamento e Smaltimento si riducono da 6.500.000 a 4.400.000 euro in quanto si prevede una percentuale di raccolta differenziata che comporterà minore conferimento in discarica, risparmio per conferimento della frazione organica in piattaforma di compostaggio e risparmio per rimborso CONAI.

IL CGD è la somma dei Costi di Raccolta Differenziata per materiale (CRD) e dei Costi di Trattamento di Riciclo (CTR) al netto dei contributi CONAI. Il CGD del 2015 è di soli euro 820.773 mentre quello del 2018 è di euro 7.827.703. I costi di raccolta differenziata per materiali (CRD) aumentano da euro 570.773 a euro 7.947.703,50 mentre quelli relativi al Trattamento e Riciclo si riducono da euro 250.000 a euro -120.000 grazie anche ai contributi CONAI. Confrontando i dati riportati nei due documenti si osserva che nel 2015 i costi operativi di gestione (CG) ammontano a euro 19.028.678 mentre quelli relativi al 2018 ammontano ad euro 22.553.254,35. Però, per il 2018, facendo la somma dei costi relativi al ciclo di gestione dei rifiuti indifferenziati (CGIND) e dalla somma dei costi relativi al ciclo di gestione differenziati (CGD) si raggiunge una cifra di euro 12.347.704,50 che è lontana dai 22.553.254,35 riportata nel prospetto riepilogativo. E’ stato richiesto agli uffici competenti un chiarimento relativamente a questo punto ed è stato comunicato che per il 2018 i costi operativi di gestione (CG) sono stati calcolati dalla somma del corrispettivo annuo per l’appalto del servizio di igiene urbana, pari ad € 18.273.254,35 e della voce CTS – Costi per trattamento e smaltimento RSU – pari ad € 4.400.000 e sottraendo la voce CTR – Costi di trattamento riciclo – pari ad € 120.000. Le precisazioni di cui sopra sono state date anche ai revisori dei Conti che avevano chiesto chiarimenti.

I costi comuni (CC) sono dati dalla somma dei Costi Amministrativi dell’accertamento, della Riscossione e del Contenzioso (CARC), dai costi Generali di Gestione (CGG) e dai costi Comuni Diversi (CGD). I Costi Comuni passano da euro 6.598.192 ad euro 1.248.745,65 soprattutto perché i costi Generali di Gestione (CGG) che comprendono il 50% del costo del personale dell’azienda assegnataria) passano da 5.822.727 a zero euro.

Il costo d’uso capitale (CK) è ricavato in funzione degli Ammortamenti (AMM), Accantonamenti (ACC) e remunerazione del capitale investito (R). Per il 2015 il costo è stato di euro 1.867.031 mentre per il 2018 risulta essere stato pari a zero.

Stabiliti i costi di gestione del servizio di igiene urbana, il passaggio successivo è l’individuazione della natura di tali valori. Essi si suddividono in parte fissa destinata alla copertura delle componenti essenziali del servizio e la parte variabile correlata alla produzione effettiva di rifiuto.

Da leggere

Villetta Aretusa: l’ascensore che “non va giù”. Intervista al sindaco Francesco Italia

Quando è iniziata a girare la notizia, molti hanno pensato a uno scherzo, la provocazione …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti