Dopo le penalizzazioni inferte dal Tribunale Federale. La sentenza della Disciplinare e i due diversi verbali di conciliazione stipulati nella stessa data
La Civetta di Minerva, 27 aprile 2018
Dopo i 4 punti già precedentemente decurtati in classifica alla squadra aretusea, la Sezione Disciplinare del Tribunale Federale Nazionale ha deciso di ridurre ancora di un altro punto la classifica del Siracusa Calcio. Facendoci così precipitare in decima posizione con 43 punti. E senza neanche darci il tempo di allacciare la cintura di sicurezza.
Quest’ulteriore penalizzazione arriva per le difformità contrattuali relativi ai giocatori Daffara, Mancino e Sandomenico (quest’ultimo ceduto nel mercato di gennaio). Il Tribunale Federale Nazionale, nel visionare i contratti dei tre differenti giocatori, ha individuato infatti delle anomalie nella documentazione fornita alla CO.VI.SO.C. Di conseguenza la Procura Federale ha formulato le seguenti richieste sanzionatorie: per Cutrufo Gaetano e Iodice Giuseppe: inibizione di mesi 6 ciascuno; per i calciatori Daffara Manuel, Mancino Nicola e Sandomenico Salvatore: squalifica per 6 gare ufficiali ciascuno; per la Società Siracusa Calcio Srl: penalizzazione di un punto in classifica, da scontarsi nella corrente stagione sportiva.
Infatti il comunicato cita: ”alla Co.Vi.So.C. sono stati forniti documenti che, sebbene riportino la stessa data, risultano alterati nel loro contenuto, in maniera tale da non poter identificare con certezza quale sia il contenuto originario dei verbali di conciliazione e, soprattutto, anche il soggetto firmatario. Prima anomalia rilevabile è data dalla circostanza che, in data 21/12/2017 in occasione della verifica ispettiva da parte della Deloitte & Touche relativa agli adempimenti sul bimestre settembre-ottobre 2017 non è stata data alcuna evidenza documentale, da parte della Società Siracusa Calcio Srl, in merito al pagamento di premi contrattuali da corrispondersi ad alcuni tesserati con la mensilità di ottobre 2017, per un ammontare complessivo lordo pari a € 24.000,00, sebbene gli stessi, alla data della visita, risulterebbero essere già stati stipulati.”
Al collegio appaiono anomali due punti, i quali sono decisivi per ritenere la colpevolezza delle intenzioni della società siracusana: “che i verbali di conciliazione, sebbene sottoscritti in data antecedente alla visita della Deloitte & Touche, non siano stati regolarmente consegnati alla stessa; che vi fossero due diverse versioni dei verbali di conciliazione stipulati nella stessa data, ad opera di soggetti diversi in rappresentanza del Siracusa Calcio Srl (che, deve dedursi, erano presenti entrambi nella sede sindacale) e che non si sia proceduto, contestualmente, a prevedere l’annullamento e la sostituzione integrale del primo verbale qualora il secondo sia stato redatto per sostituire integralmente il precedente; qualora infatti si fosse trattato di mere integrazioni sarebbe bastato procedere ad una integrazione del primo verbale senza procedere, nella stessa sede e nella stessa data, a redigere un verbale diverso e a farlo firmare dallo Iodice piuttosto che dal Cutrufo. Orbene, né può dirsi che la modifica intercorsa fra i due verbali fosse meramente formale. Infatti la specificazione introdotta con la quale si prevede espressamente che restano fermi ed impregiudicati tutti gli altri diritti derivante dal contratto professionistico stipulato fra la Società ed i calciatori, sembra a questo Collegio che sia chiaramente volto ad evitare i rischi di nullità del primo verbale di conciliazione in relazione alle rinunce in esso previste. Si ritiene, inoltre, che il secondo verbale stipulato avrebbe dovuto chiaramente far riferimento al primo e prevedere espressamente la sua valenza integrativa e/o sostitutiva del predetto. Anche la diversità soggettiva del soggetto stipulante non sembra possa ritenersi una mera divergenza formale che non incide sul contenuto sostanziale dei due verbali. In tale contesto, pertanto, a prescindere dalla falsità o meno dei documenti in questione, che questo collegio non ritiene di sindacare, emerge chiaramente che, agli organi di controllo sia stata comunque presentata una documentazione non corrispondente, e quindi diversa, a quella effettivamente rappresentativa dell’effettiva volontà dei deferiti. A ciò si aggiunge che i calciatori deferiti nelle loro memorie difensive fanno riferimento ad un verbale di conciliazione firmato; addirittura la difesa del Daffara arriva a disconoscere l’esistenza di un secondo verbale, salvo poi procedere alla rettifica formulata in sede di udienza”.
Questo recita il comunicato ufficiale della Procura Federale. Lo si sapeva già. Su questo giornale, già nelle scorse settimane, ci eravamo relazionati coi vertici della società aretusea e quello che ne era venuto fuori altro non era che un quadro a tinte fosche. Però, fino a quando l’acquazzone non ci sorprende, rimane in tutti la speranza di riuscire a rientrare asciutti in casa. E invece così non è stato. E fa male. Fa male a tutti. Perché solo pochi mesi sono passati da quando si leggeva dappertutto che quella dei Cutrufo era una società modello, con i conti in regola, e che si vantava che mai con loro al comando si sarebbero rivissuti gli incubi del passato.
Sono passati solo alcuni mesi, ma ora paiono anni. Perché il siracusano ci è già passato da queste forche caudine, ma purtroppo non ci si abitua mai. È stato spezzato un sogno. Siamo passati in un battibaleno dall’essere la quarta forza del campionato, e quindi giocare per la B, a sgomitare in fondo alla classifica nella speranza almeno di evitare i playout. Non lo meritano i giocatori, sempre impeccabili in campo – nei limiti delle loro possibilità tecniche – non lo meritano i tifosi, che seppur spesso criticati il loro apporto l’hanno comunque sempre dato (soprattutto da parte dei gruppi organizzati, che quest’anno si sono lasciati alle spalle ogni passata incomprensione per tornare uniti e compatti in curva solo per il bene della squadra. Forse avremmo tutti da imparare da loro), e non lo merita la città. Trascurata, deturpata, discussa, ma pur sempre un gioiello che molti ci invidiano.
E ora? A parte il fatto che forse la ghigliottina delle penalizzazioni non si è ancora arrestata – a meno che non si cerchi una soluzione in lega per ovviare a quest’epidemia che rischia di decimare le già surclassate società di lega pro – il problema semmai più grosso sarà quello di riassestare la società affinché non si rischi realmente di non avere l’anno prossimo ai blocchi di partenza la squadra azzurra. E sarebbe un film già visto. La speranza di molti tifosi, a questo punto, è quella che ci sia una nuova figura imprenditoriale pronta a rilevare la società dai Cutrufo, perché se così non fosse il rischio più grosso è che l’imprenditore siracusano consegni la società nelle mani del sindaco. Ma Gaetano Cutrufo ha sempre cercato di rassicurare i tifosi in questo senso. E tale assicurazione dovrebbe diventare ufficiale giovedì (ieri, per chi legge) perché è stata indetta dalla società una conferenza stampa, inizialmente prevista per martedì. Conferenza dalla quale si spera vengano fuori delle notizie confortanti per il sempre più deluso pubblico aretuseo. E a ragione, aggiungeremmo. Vediamo se ci riesce, anche questa volta, a tirar fuori il coniglio dal cilindro…

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