Chiacchierata con l’ex presidente dell’Autorità Portuale. Catania pigliatutto: “Trattiene i 9 milioni di accantonamento della CamCom di Siracusa, si porta via 160 milioni più 250 di investimenti da Augusta…”
La Civetta di Minerva, 13 aprile 2018
“La Camera di Commercio di Siracusa non ha mai avuto problemi di bilancio. È una sciocchezza. Ha 9 milioni di accantonamento che ora sono nella disponibilità di Catania. Così come, dall’autorità portuale di Augusta, Catania si porta via 160 milioni più 250 di investimenti. I risultati della mia direzione. E c’è qualcuno che ha il coraggio di dire che è giusto così! Sono sempre stato un fautore delle aree vaste quando queste siano di tipo pattizio, non predatorio; rispondano cioè a criteri di lealtà e correttezza senza posizioni di predominio di un territorio rispetto ad altri. Per esempio, ancora oggi la provincia di Catania ha diritto di prelazione per il prelievo dell’acqua del Biviere di Lentini”.
Le posizioni degli aderenti a “Territorio Protagonista 2016”, in continuo contrasto con la Confcommercio che ha la maggioranza nella nuova Camera di Commercio del Sud Est, sono note: ridare autonomia alla Camera di Commercio di Siracusa.
“È vero, la politica ha commesso un errore – riconosce Garozzo -. Si sarebbe dovuto aspettare il definirsi della situazione fino all’ultimo istante sapendo come vanno le cose in Italia. E invece, come in tutta la Sicilia, abbiamo dato subito seguito alle indicazioni del governo. Dal 2014 è iniziata questa azione di contrasto ai cosiddetti corpi intermedi dello Stato, e tra questi le Camere di Commercio, in un’ottica di semplificazione complessiva del sistema, per esempio lasciare le regioni ed eliminare le province. L’idea era di ridurre a 40 le Camere di Commercio, cioè 125mila aziende, possibili solo unendo Siracusa Ragusa e Catania. Poi si è compreso che una tale riduzione avrebbe compromesso i valori della territorialità e quindi si è passati a 60, 75mila aziende, riconoscendo Catania Messina e Palermo come città metropolitane. La legge Madia parla chiaro: bisogna rispettare i caratteri del territorio e se si è in grado di dimostrare la propria “sostenibilità”, e Siracusa lo può fare, si può anche restare da soli. Forse qualcuno non pensa al fatto che nell’attuale composizione è assente proprio Confindustria Siracusa. Ma si ricorda o no che siamo la prima provincia italiana per esportazione via mare?”
Da qui la battaglia legale e la condivisione della nuova scelta da parte di Ragusa; i ricorsi al Tar e al Cga, e la convinzione di poter dimostrare l’incostituzionalità di alcuni elementi del decreto Madia come del decreto Calenda. E in effetti, a novembre, la Corte Costituzionale ha ritenuto non valido il decreto Calenda per aver dato l’avvio all’unione della super camera del sud est sulla base non dell’intesa Stato Regione bensì di un mero parere. “Per cercare di rimediare alla situazione in un Consiglio dei Ministri durato 4 minuti, l’ho visto su internet, hanno deciso di tutto e anche confermato l’accorpamento. Da qui un nuovo ricorso basato sulle competenze esclusive della Regione: l valorizzazione del nostro statuto autonomistico. Sia chiaro: non c’è nessun accanimento contro Catania. Si tratta solo della tutela degli interessi del nostro territorio che non vogliamo vedere penalizzato. Nessuna battaglia di retrovia come azzarda qualcuno”.
Una battaglia supportata, con soddisfazione dell’associazione, dalla Commissione Attività produttive del Governo Regionale i cui componenti, quattro su sei sono d’area, hanno votato all’unanimità la risoluzione di Territorio Protagonista, confermata poi dalla stessa Regione nel corso della Conferenza Stato-Regioni dell’11 gennaio 2018. Sullo sfondo di tutto, in evidenza, il ruolo da giocare e le posizioni da non perdere nel processo di privatizzazione delle società di gestione degli aeroporti di Catania e di Comiso dove Camera di Commercio ed ex Provincia hanno rispettivamente il 12,5 di quote azionarie per 200 milioni di euro. Risorse sufficienti quindi anche per risolvere il problema delle pensioni dei dipendenti che solo nella nostra regione gravano sui bilanci delle 4 Camere al momento in essere per oltre 25 milioni di euro all’anno. “La Regione sta affrontando il problema e una soluzione che abbiamo suggerito è l’incameramento del patrimonio di tutte le Camere di Commercio, incluse appunto le quote degli aeroporti, per costituire un fondo regionale che consentirebbe di pagarle. Il surplus rimanente alle Camere consentirebbe loro di svolgere la propria attività come sempre”.
All’orizzonte poi altre battaglie: dopo quella sull’autorità portuale di Augusta per ora congelata, quella sul rilancio del porto di Siracusa.
L’augurio quindi che l’intera provincia, anche attraverso la propria camera di commercio, possa tornare ad essere protagonista del proprio destino e che si ponga fine a quella spoliazione sistematica delle sue ricchezze che lo stesso Garozzo ha voluto raffigurare come una margherita a cui una mano “catanese” toglie uno per volta i preziosi petali.

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