Il vulcanologo Marco Neri: nonostante le cospicue risorse messe a disposizione dallo Stato, solo otto municipi siracusani hanno chiesto i finanziamenti per mappare le microzone del territorio. Per proteggersi dai terremoti bisogna rendere antisismici gli edifici
La Civetta di Minerva, 13 aprile 2018
Lunedi 9, nel salone di rappresentanza del Comune di Augusta, si è tenuto un interessante incontro con il vulcanologo e sismologo Marco Neri il quale ha illustrato i rischi legati ad eventi sismici, anche in relazione ad un effetto tsunami legato alle caratteristiche geomorfologiche del nostro territorio. Il relatore, con l’aiuto di simulazioni multimediali e con riprese dal vivo di eventi sismici pregressi, ha invitato i presenti ad acquisire la consapevolezza che rispetto a questi fenomeni la migliore difesa è la conoscenza e la capacità delle popolazioni e degli amministratori di attrezzarsi costruendo o adeguando gli edifici ai criteri antisismici oggi sufficientemente sperimentati.
In questo contesto, il relatore non ha mancato di osservare che, al di là di comportamenti isterici e irrazionali, la prevenzione è l’unico strumento utile per la salvaguardia delle vite umane; in questo settore lo stato da tempo mette a disposizione dei comuni risorse non indifferenti per dotare le città di una mappatura microzonale che permetta una progettazione adeguata degli edifici. Come già fatto due anni fa in occasione di un analogo incontro all’Itis di Augusta, il ricercatore dell’INGV ha rivelato che sono molto pochi i comuni siciliani che richiedono i fondi per effettuare queste microzonizzazioni del territorio e che ad oggi solo 8 comuni sui 21 della provincia hanno fatto queste richieste.
Come nella tradizione, il comune di Augusta non ha richiesto nulla nonostante proprio due anni fa, in occasione di un’intervista all’assessore ai LLPP, lo scrivente avesse segnalato all’amministratore questa opportunità indicando la legge e le modalità per richiedere i fondi. Purtroppo non si riesce a capire perché l’Amministrazione comunale di Augusta sia così incline a non richiedere i fondi che Stato, Regione e Unione Europea mettono a disposizione. Speriamo che prima o poi cambi questo andazzo altrimenti oltre al danno dovremo registrare la beffa di aver avuto le opportunità e non averle saputo utilizzare.

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