Anche per le Comunali, siamo in piena campagna elettorale

Tanti politici passano da sinistra a destra senza alcun pudore. Sistema Siracusa, è giusto dare atto al sindaco Garozzo di avere reagito con dignità e fermezza

La Civetta di Minerva, 16 febbraio 2018

Chissà a chi si riferiva il sindaco Garozzo, quando nella sua ultima conferenza stampa a proposito degli arresti eccellenti e del “Sistema Siracusa” ha voluto ringraziare i giornalisti presenti “ma soprattutto quelli che in questi anni hanno avuto coraggio e determinazione”. O meglio, chissà a chi non si riferiva, dato che coraggiosi e determinati (come sempre nella categoria si dovrebbe essere) non è che poi siano stati tantissimi, e non sono manco tanto sconosciuti. Volendo, va.

Il verminaio giudiziario, dunque è stato l’argomento della settimana e tutto fa supporre che lo sarà ancora per molto. Altri risvolti, ulteriori provvedimenti saranno possibili. C’è, dunque, da aspettarsi altre sorprese più o meno eccellenti ma soprattutto c’è da augurarsi che le crepe si allarghino, che i veli si squarcino e che luce, finalmente, sia fatta rimuovendo la nube pesante, oscura e tossica che in questi anni si è abbattuta sul nostro territorio influenzando gravemente lo svolgersi della vita sociale, economica e politica. Che ha consentito di infangare e colpire dignità e storie di persone rivelatesi (e ancora da rivelare) innocenti causando danni gravi e incancellabili conseguenze alla loro vita.

C’è da auspicarsi anche che quanto sta emergendo non sia argomento per pochi intimi o per addetti ai lavori ma che l’opinione pubblica, la più vasta possibile, si renda conto di quanto successo, ne percepisca la gravità e sappia valutare e discernere. Che non si cada nell’errore (purtroppo frequente e usuale dalle nostre parti e di questi tempi) che tutto cada nel dimenticatoio. Magari distratti da altro, per esempio dalla lunga stagione di campagna elettorale che la farà da padrona fino alla prossima estate.

E su questo torna l’argomento della responsabilità civile, della cittadinanza responsabile, dell’informazione corretta. Come giustamente rispondeva il sindaco alla domanda di un intervenuto (forse abusivo?) che paventava il rischio che “la gente non si sia resa conto di quanto realmente successo e che possa presto essere dimenticato”: sta a voi, questo è il vostro compito, io non posso che affidarmi alla stampa” concludeva Garozzo richiamando l’incipit sui giornalisti coraggiosi e determinati.

Infine ci sembra giusto dare atto alla persona di Giancarlo Garozzo, per aver agito e reagito con dignità e fermezza. La forza di chi ha la coscienza a posto a volte non è sufficiente a farti reggere fardelli quanto macigni, essere nell’occhio del ciclone, nel tritacarne mediatico, oggetto di accuse infamanti. Egli stesso ha affermato di aver tratto ulteriore forza e coraggio da due fattori di natura personale: la nascita della figlia che gli ha dato ulteriore linfa e slancio e la giovane età (eletto sindaco a 36 anni) che gli ha consentito di sopportare i pesi e attendere l’esito finale forse più di quanto avrebbe potuto fare un politico esperto e navigato.

Il sindaco può piacere o meno, la sua gestione amministrativa può essere approvata o avversata, le sue posizioni e scelte politiche condivise o combattute ma nel caso specifico non si può non riconoscergli il merito di non aver abbandonato la nave, di non essersi dimesso in tempo per assicurarsi un posto sicuro alle politiche, di non aver strumentalizzato l’attentato subito alla vettura della moglie e di aver affrontato la questione a testa alta e forse politicamente da solo o quasi. Apprezzabile, anche il suo riferimento finale ad Ettore Di Giovanni, che in questa battaglia avrebbe avuto a fianco.

Insomma un lato umano che troppo spesso ci dimentichiamo di evidenziare nel commentare i politici e le loro vicende.

A proposito di politica, per le prossime amministrative siamo in piena campagna elettorale. Ce ne siamo accorti? Ne siamo sicuri? I più attenti non si saranno persi il valzer delle candidature, e soprattutto i giri di giostra straordinari che alcuni riescono a regalarci: Vinciullo (la cui campagna elettorale dopo la sconfitta elettorale alle regionali non si è ancora fermata) lascia il centro sinistra e torna al centro destra chiedendo le primarie. Cutrufo, anche lui candidato senza successo alle scorse regionali molla il suo mentore Garozzo per bussare al centro destra. Scrofani, fidato assessore al bilancio della giunta Garozzo, abbandona l’Amministrazione e si riposiziona a destra. Delle performances di Reale ne abbiamo altre volte detto. Va bene che c’è la libertà di scelta e di cambiare pensiero, che la coerenza politica non è più un valore, anzi … Ma il rispetto verso l’elettorato, i valori e le battaglie che i cittadini, i  gruppi, gli schieramenti ritengono di individuare e perseguire, dove stanno? Quale considerazione si ha delle persone a cui si chiede il voto in maniera del tutto personale, aldilà e al di sopra di ideologia, principi e progettualità? Come si può pretendere che l’elettore non abbia scrupoli, che possa stracciare a piacimento le proprie scelte, i propri convincimenti per compiacere un politicante o un capopopolo (dato che di leader o di referente politico non si può certo parlare). Chi si sentono questi, per poter decidere di gestire pacchetti di consensi elettorali spostandoli da uno schieramento all’altro solo in nome e per conto proprio, capaci di saltare su ogni cavallo vincente?

Il cittadino è sempre libero di scegliere e decidere? Di valutare e discernere? Ha le idee chiare? A noi sembra non del tutto ed è per questo che abbiamo pensato di allargare i punti di vista chiedendo un minimo di analisi e il parere a due personaggi locali.

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