Nonostante gli esposti a Procura, Carabinieri, Questura, Guardia di Finanza e Vigili Urbani, nella zona a ridosso del parco archeologico un giovanotto si è appropriato di un mestiere che gli frutta 30 mila euro l’anno esentasse
La Civetta di Minerva, 2 febbraio 2018
Una guerra non dichiarata direttamente all’interessato ma che si svolge attraverso continui esposti alla procura, al sindaco, ai comandi dei vigili urbani, dei carabinieri e della guardia di finanza, al questore. Il fatto è che il nostro lettore-cittadino proprio non riesce a farsi una ragione dell’impotenza delle forze dell’ordine e delle massime istituzioni cittadine di fronte alla pervicacia del parcheggiatore abusivo di via Romagnoli. Una strada scelta certamente non a caso bensì con raziocinio e lungimiranza: lì parcheggiano i turisti per andare a visitare l’area archeologica, e sono loro a poter essere più facilmente ingannati dallo “spregiudicato e fantomatico abusivo” (così nella nuova lettera arrivata in redazione quasi come aggiornamento delle nuove azioni esperite): “In assenza del parcometro chiede tre euro previo il rilascio di un tagliando, palesemente falso, con la scritta Città di Siracusa, di colore e caratteristiche diverse da quello autentico e soprattutto senza l’indicazione della cifra di 80 centesimi e validità di 60 minuti”. Uno stratagemma che dura da circa un anno e che, fatti rapidi conti, gli ha fruttato non poco: “Gli stalli sono circa 79, quindi circa 150 euro nei periodi di alta affluenza e almeno una cinquantina di euro in bassa stagione. Si può considerare verosimile un guadagno truffaldino di circa 30mila euro nell’arco di un anno”.
Non che si sia rimasti del tutto inermi e indifferenti: come in altre zone della città, già dagli ultimi mesi dell’altr’anno, l’azione della polizia municipale nella repressione del fenomeno, in sinergia con le altre forze dell’ordine, è stata molto più incisiva: tagliandi falsi sono stati sequestrati anche presso le abitazioni private dei parcheggiatori e più volte è stato emesso il cosiddetto daspo urbano, uno strumento di cui anche la nostra amministrazione si è dotata da ottobre scorso in aggiunta alla denuncia all’autorità giudiziaria per la violazione dell’articolo 134 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (è vietato svolgere un’attività non autorizzata di vigilanza di beni mobili e immobili). Strumenti efficaci, che dovrebbero avere forza deterrente ma ciò solo se fatti valere efficacemente.
Nel caso del parcheggiatore di via Romagnoli pare infatti che tutto sia risultato inutile. L’unico effetto ottenuto, secondo il nostro lettore, è che l’irriducibile ha iniziato ad organizzarsi meglio: ha dismesso la pettorina arancione che indossava per “legittimarsi”, si è dotato di zainetto dove conservare i tagliandi e “armato talvolta di fischietto, esercita imperterrito ancora la sua attività criminosa, stazionando stabilmente alla confluenza di viale Augusto e l’ingresso principale del teatro greco, spostandosi continuamente verso via Romagnoli non appena le autovetture arrivano per la sosta… È veramente assurdo e stupefacente che un parcheggiatore abusivo possa impadronirsi per così lungo tempo di una strada pubblica”.
E giù l’elenco dei reati: “truffa (articolo 640 n.1 codice penale) per l’uso di tagliandi falsi quale mezzo fraudolento per indurre i turisti in errore con l’aggravante del danno a un ente pubblico (il Comune), fattispecie procedibile d’ufficio; falsità materiale (art. 482 e 477 c.p – art. 381 n.4 c.p.p.) che prevede l’arresto facoltativo in fragranza di reato qualora si ritenga giustificato dalla gravità del fatto o dalla peculiarità del soggetto desunta dalla sua personalità o dalle circostanze del fatto quale reiterazione di reato, com’è in questo caso”.
Ancora una volta la richiesta è che si ponga fine a questa “ignominiosa situazione, adottando le misure che si riterranno le più opportune. Dal momento che l’installazione di uno o più parcometri, segnalati adeguatamente, risolverebbero definitivamente la situazione e ripristinerebbero la legalità, qual è il reale motivo per cui non lo si fa?”
Secondo il nostro interlocutore, la disattenzione, l’inerzia, l’impotenza (qualsiasi cosa sia) della pubblica amministrazione in questa vicenda non fa che alimentare il sospetto che il parcheggiatore in questione sia da considerare tra gli intoccabili: qualcuno dice per appartenenza familiare, qualcuno per particolari protezioni di cui godrebbe grazie alle quali, in sostanza, gli verrebbe garantito uno stipendio mensile ma questo ovviamente a scapito non solo del rispetto delle regole bensì anche dell’immagine della città, per giunta proprio nei confronti di quegli stranieri che poi, con ogni mezzo, si cerca di convincere a soggiornare qui da noi.

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