Organizzato dal Forum delle Associazioni di Agenda 21. Questa vegetazione in Sicilia si estende per 110.000 ettari, ossia il 21 per cento della superficie forestale
La Civetta di Minerva, 19 gennaio 2018
Il Convegno del 3 febbraio 2018 che si svolgerà a Noto (vedi locandina) ha l’intento di promuovere un Percorso di Educazione ambientale mirato a sensibilizzare istituzioni e cittadini sulla Tutela della Macchia Mediterranea. Tutela dettata dalla necessità, particolarmente sentita in Sicilia, di attuare una selvicoltura di prevenzione finalizzata a fermare lo sfruttamento antropico, contrastare gli incendi, prevalentemente dolosi e gli abusi legati al pascolo intensivo e continuato.
L’idea è di intestare ai Comuni un impegno di Informazione, Comunicazione, Educazione e Tutela del bene Macchia Mediterranea.
Lo strumento è la Carta dei Comuni Custodi della Macchia Mediterranea, ossia quel documento che i firmatari assumeranno l’impegno di adottare e rispettare.
MACCHIA MEDITERRANEA – La Macchia Mediterranea, chiamata anche macchia-foresta a sclerofille sempreverdi (da skleros=duro, phyllon=foglia) è una formazione vegetale, tipica delle coste del Mediterraneo, caratterizzata da basse piante legnose, perenni e sempreverdi, prevalentemente arbustive, adattate a resistere alla siccità estiva. In questo bioma la piovosità totale annua è di circa 300-600 millimetri, concentrata soprattutto nei mesi autunno ed invernali. In estate la temperatura media mensile è superiore ai 25° C e, in inverno, difficilmente scende sotto zero. Contenuta entro 6-9 °C è l’escursione termica tra il giorno e la notte.
Essaè presente in tutti i paesi che si affacciano sul mar Mediterraneo (Sud Europa, Nord Africa e Medio Oriente). In Italia la macchia ospita un rilevante patrimonio floristico, vegetazionale e faunistico; il più rappresentativo del Mediterraneo ed una parte apprezzabile di esso si concentra in Sicilia. In Sicilia è articolata in 8 tipi e si estende per 110.000 ettari, ossia il 21% della superficie forestale. Si tratta della cenosi vegetale più espressiva della nostra regione. Essapuò essere distinta in macchia alta, prevalentemente composta da specie a portamento arborescente, con chiome che raggiungono i 3-6 metri d’altezza, e in macchia bassa ad arbusti e cespugli impenetrabili. Le piante che la costituiscono concentrano la loro attività vegetativa in inverno fino alla primavera, mentre sono in parziale o totale stasi vegetativa in estate. Grazie a queste sue peculiarità molte specie di animali vi si rifugiano e trovano nutrimento. Tra le piante arboree e arborescenti sono da ricordare l’oleastro, il carrubo, l’olivello spinoso, l’alaterno, il lentisco, il terebinto e, in condizioni più umide, il leccio, la sughera, il corbezzolo, il pero mandorlino, il biancospino e anche l’alloro.
Tra le specie arbustive ricorrono il mirto, il rosmarino, le eriche, la ginestra odorosa, il timo, e alcuni cisti. Tra le piante rampicanti si ricordano la clematide, la salsapariglia (stracciabraghe), il caprifoglio, la rosa di S. Giovanni. Vi trovano spesso rifugio alcune orchidacee terricole ed endemismi rupestri come diverse specie di cavoli selvatici e di ginestre. Un caso molto localizzato è rappresentato dal raro cardo di Greuter. Attualmente nel Bacino del Mediterraneo la Macchia è più povera di animali a causa della lunga presenza dell’uomo e, conseguentemente, dei ricorrenti e devastanti incendi, rispetto ad altre parti del globo dove si mantiene decisamente più integra e diffusa.
PIANTE SIMBOLO – L’olivo selvatico [Olea europaea L var. sylvestrs (Mill.) Lehr] è la specie arborea progenitrice dell’olivo, specie arborea anticamente e diffusamente coltivata nella fascia potenziale della macchia Mediterranea. L’olio è il prodotto di derivazione agricola più importante su cui si basa l’economia delle aree di pertinenza della Macchia Mediterranea.
Il carrubo (Ceratonia siliqua L.) è uno degli alberi tipici della Macchia Mediterranea. Può essere utilizzato per controllare l’erosione, conservare il suolo, fornire foraggio per gli animali, produrre bevande alcoliche, ricavare addensanti (la farina di carrube) e come surrogato del caffè.
La Macchia Mediterranea è una grande riserva di piante aromatiche d’interesse gastronomico come ad esempio:
-il rosmarino (Rosmarinus officinalisL.), un arbusto aromatico alto da pochi centimetri a 1,50 metri, con piccole foglie verdi e lineari;
-il mirto (Myrtuscommunis L.), arbusto sempreverde molto decorativo; le foglie, sin dai Romani, vengono utilizzate per aromatizzare le carni;
-il timo [Coridothymuscapitatus(L.) Rchb. fil.], una delle erbe officinali più diffuse note fin dall’antichità, impiegata in fitoterapia, nella cura del corpo e in cucina;
BIODIVERSITA’ – Si tratta di un’importante Riserva Mondiale di Biodiversità; a fronte della modesta incidenza territoriale, appena il 2% della superficie del globo, accoglie più del 20% delle specie vegetali e animali ad oggi censite. Nella flora della Regione mediterranea, valutata in 25 mila specie, il numero delle endemiche incide per circa il 50%. Nella Regione mediterranea esistono aree di eccezionale concentrazione di biodiversità ed elevata densità di specie endemiche, chiamate hotspots. In Italia queste aree si trovano in Sicilia e in Sardegna. La Macchia Mediterranea in Sicilia, estremo limite meridionale di molte specie presenti in tutta Europa, è una grande riserva di biodiversità la cui importanza è riconosciuta in tutto il mondo.
ESSERE CUSTODI – I Comuni firmatari della Carta diventano Custodi della Macchia Mediterranea e dovranno impegnarsi moralmente, con risorse umane e finanziarie da reperire, ad elaborare Programmi condivisi di Azioni finalizzate al perseguimento di tale obiettivo, inoltre per l’importanza della Macchia Mediterranea per l’ecosistema e la qualità della vita, dovranno impegnarsi a promuoverne la conoscenza, la conservazione e la tutela nei territori da loro amministrati.
Presente in tutti i paesi che si affacciano sul mar Mediterraneo (Sud Europa, Nord Africa e Medio Oriente), in Italia la macchia ospita un rilevante patrimonio floristico, vegetazionale e faunistico; il più rappresentativo del Mediterraneo. Se il nostro territorio nazionale ospita il patrimonio floro-vegetazionale e faunistico più significativo dell’area mediterranea, una parte apprezzabile di esso si concentra in Sicilia. La Macchia Mediterranea In Sicilia è articolata in 8 tipi e si estende per 110.000 ettari, ossia il 21% della superficie forestale.
PECULIARITA’ – La Macchia Mediterranea può essere distinta in macchia alta, prevalentemente composta da specie a portamento arborescente, con chiome che raggiungono i 3-6 metri d’altezza,e in macchia bassa ad arbusti e cespugli impenetrabili. Le piante che la costituiscono concentrano la loro attività vegetativa in inverno fino alla primavera, mentre sono in parziale o totale stasi vegetativa in estate. Grazie a queste sue peculiarità molte specie di animali vi si rifugiano e trovano nutrimento.
Tra le piante arboree e arborescenti sono da ricordare l’oleastro, il carrubo, l’olivello spinoso, l’alaterno, il lentisco, il terebinto e, in condizioni più umide, il leccio, la sughera, il corbezzolo, il pero mandorlino, il biancospino e anche l’alloro. Tra le specie arbustive ricorrono il mirto, il rosmarino, le eriche, la ginestra odorosa, il timo, e alcuni cisti. Tra le piante rampicanti si ricordano la clematide, la salsapariglia (stracciabraghe), il caprifoglio, la rosa di S. Giovanni. Vi trovano spesso rifugio alcune orchidacee terricole ed endemismi rupestri come diverse specie di cavoli selvatici e di ginestre. Un caso molto localizzato è rappresentato dal raro cardo di Greuter.
Attualmente nel Bacino del Mediterraneo la Macchia è più povera di animali a causa della lunga presenza dell’uomo e, conseguentemente, dei ricorrenti e devastanti incendi, rispetto ad altre parti del globo dove si mantiene decisamente più integra e diffusa.

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