Foto Michele Pantano

Mario Michele Giarrusso: “Infiltrazioni mafiose nei comuni siracusani: venga subito la Commissione di Accesso”

Il senatore cinquestelle chiede l’intervento del prefetto. Paolo Borrometi: “Sto approfondendo il caso di tre politici candidati alle regionali che hanno chiesto voti alla mafia”

[Salvo La Delfa] La Civetta di Minerva, 28 dicembre 2017

Sto approfondendo il caso di tre politici candidati alle ultime elezioni regionali che hanno chiesto voti ai mafiosi per essere eletti, hanno chiesto voti a Salvatore Giuliano, al clan Attanasio-Bottaro e ai Crapula. Oggi non posso fare i loro nomi ma posso dirvi che presto racconterò come questi tre candidati hanno sfruttato i clan, hanno pagato 25 o 30 euro per voto. Voto di scambio politico mafioso. La libertà di ognuno di noi non ha prezzo”, chiude il suo intervento con queste frasi Paolo Borrometi, avvocato e giornalista, intervenuto a Siracusa durante la presentazione del libro “Il voto di scambio politico-mafioso” scritto dal senatore Mario Michele Giarrusso e dal saggista ed esperto di mafia Andrea Leccese, che ha avuto ed ha il coraggio di denunciare giornalmente il malaffare nel nostro territorio.

Ma nomi e cognomi ne sono stati fatti tanti durante la presentazione del libro, moderata da Costantino Messina. Continua Borrometi: “Vedo a Siracusa persone che si lamentano ma fanno poco per la collettività. Io sono un piccolo giornalista che fa il proprio dovere e che fa nomi e cognomi di boss di spaccio e di politici. Queste persone non hanno né onore né dignità. Come Alessio Attanasio, boss di Siracusa che pur avendo il 41bis si fa i selfie per far comprendere che è ancora al comando. Come Michele Crapula capo mafia ad Avola o Franco Toscano, capo del clan Bottaro Attanasio che che era uscito dal carcere e ci ritorna dopo soli 20 giorni. Si tratta di una società vera e propria, organizzata con vedette, procacciatori, delinquenti. Vediamo queste persone ogni giorno sotto casa, sono tutte persone che incontriamo per strada e non dobbiamo abbassare la testa ma denunciarli. Alcuni cittadini siracusani hanno giustificato lo spaccio, se c’è un reato è gravissimo che nessuno si indigni. Dopo alcuni miei articoli, Francesco Capodieci ha scritto un post su facebook contro di me e 300 siracusani hanno messo mi piace. E’ stata approvata recentemente al Senato una legge sui testimoni di giustizia che dà la possibilità di denunciare e di avere le giuste tutele. C’è un impegno notevole e straordinario delle forze dell’ordine ma, nonostante ciò, la gente non denuncia. Se in una strada tutti pagano non perde lo stato ma perdiamo ognuno di noi”.

Paolo Borrometi continua a raccontare l’esperienza che ha avuto quando, intervenendo in una scuola per raccontare di Christian Grapula che aveva pubblicamente appoggiato Salvatore Guastella durante le ultime votazioni comunali, era stato invitato a non fare nomi e cognomi e gli era stato richiesto, per “par condicio”, che potessero intervenire anche Christian Grapula e Salvatore Guastella.

“In qualunque altra provincia una amministrazione che si regge con l’appoggio dei boss avrebbe avuto addosso da subito la Commissione di Accesso ai documenti amministrativi istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Mandiamo via questo prefetto di Siracusa? Se questo non accade, qualcuno non sta facendo il proprio dovere. Qui a Siracusa c’è chi rischia e chi sta in ufficio a centellinare mentre la provincia brucia. Solo a Siracusa ci sono stati 12 attentati”, tuona il senatore Mario Michele Giarrusso. Paolo Borrometi, invece, ricorda le infiltrazioni mafiose all’interno delle amministrazioni comunali: “Ad Avola è stato eletto consigliere Salvatore Guastella appoggiato dal clan Grapula, a Noto un consigliere comunale condannato ripetutamente per firme false prima si autosospende e poi come se niente fosse ritorna a fare il consigliere, a Pachino, il sindaco ha accettato nella sua maggioranza due consiglieri di opposizione, eletti con il candidato sindaco sconfitto e mafioso. Il sindaco di Pachino è persona perbene ma non bisogna essere solo onesti, bisogna apparire anche onesti. Lui doveva dimettersi ed andare a votazioni, non accettando nessun ricatto”.

“Li conosce questi atti il prefetto di Siracusa o gli dobbiamo ricordare le parole di Giovanni Falcone?”,  si chiede Giarrusso.

Il libro nasce dai colloqui tra Andrea Leccese e il senatore sulle modifiche al 416 ter. “Il reato di voto di scambio è il terzo reato più grave del nostro ordinamento in quanto la nostra Costituzione prevede che la sovranità appartiene ai cittadini e questa sovranità si esercita principalmente attraverso il voto. Quando si colpisce la nostra società con il voto si colpisce al cuore la nostra democrazia”. In un linguaggio comprensibile a tutti, Mario Giarrusso racconta l’iter del 416 ter, il passaggio al 41bis e al 4 bis dell’ordinamento giudiziario che ha permesso la chiusura del periodo delle stragi in quanto prevede per i reati di mafia l’ergastolo a meno che sia evidente la collaborazione dei malavitosi.

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