Scelta folle quel palazzo sulle Terme bizantine

Il complesso potrebbe identificarsi con il Bagno di Dafne, dove nel 668 d.C. fu ucciso Costante II, che cinque anni prima aveva trasferito la sede dell’Impero d’Oriente da Bisanzio a Siracusa

 

Per scoprire l’ubicazione delle Terme bizantine bisogna recarsi a Siracusa, in via Arsenale, e avvicinarsi a un noto negozio di materiale elettrico. In corrispondenza di esso, un moderno palazzo di sette piani, risalente agli anni 70. L’impianto termale bizantino è proprio sotto l’edificio, nel portico del condominio, con i pilastri in cemento armato poggiati direttamente sui resti archeologici. Una scelta urbanistica assolutamente folle, la cui responsabilità è imputabile tanto alla Soprintendenza quanto all’amministrazione comunale di allora. Una prosaica recinzione consente di osservare, tra le sbarre della ringhiera, quello che rimane del monumento fagocitato.

Il complesso termale costituisce una delle poche testimonianze archeologiche bizantine ancora visibili nell’impianto urbano di Siracusa. Le modeste dimensioni fanno propendere soprattutto per un impianto termale privato. Sono riconoscibili la stanza quadrata di ingresso alle terme (H, vedi la mappa), la stanza a pianta semicircolare per i bagni in acqua fredda (G, il frigidarium), una sala destinata ai bagni in acqua tiepida (E, il tepidarium), la sala per i bagni di vapore e acqua calda (C, il calidarium), una vasca semicircolare (K), e la base di una fornace per riscaldare le terme (P). Inoltre è visibile un canale per lo smaltimento dell’acqua piovana.

Il primo impianto termale si data alla media età imperiale (III/IV sec. d.C.), con successivi restauri in età bizantina. Per la fase bizantina è stato ipotizzato che il complesso termale possa identificarsi con il Bagno di Dafne, dove nel 668 d. C., secondo le fonti (Teofane, Chronographia, I 535), fu ucciso l’imperatore bizantino Costante II (630-668), che già nel 663 aveva trasferito la sede dell’Impero da Bisanzio a Siracusa. La storia riferisce che il 15 luglio 668 l’imperatore stesse facendo il bagno e che un cortigiano, lo scudiero Andrea, mentre lo aiutava a rinfrescarsi, prima gli versò sulla testa acqua calda e sapone, poi, approfittando della momentanea cecità, gli scaraventò sulla testa un pesante vaso di bronzo che conteneva il sapone. Per il colpo Costante II tramortì, cadde riverso nella vasca, e morì soffocato.

L’imperatore aveva causato tanta sofferenza ai siciliani e ai calabresi. Spogliò chiese e monasteri di ogni avere, e applicò un regime fiscale talmente insopportabile da costringere gli uomini più ricchi a vendere come schiavi i propri figli e a far prostituire le mogli per riuscire pagare le tasse.

L’ipotesi del Bagno di Daphne è basata sul rinvenimento nel 1872, lungo la vicina ex linea ferroviaria Siracusa/Catania, di un tesoro di monete d’oro e di un anello di forma ottagonale, attribuito proprio a Costante II e che egli avrebbe potuto avere al dito quando fu ucciso in queste terme.

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