“La Fillea denuncia chi lo fa: riscontrate situazioni assurde”. “Alcuni consulenti del lavoro, chirurghi del malaffare, assecondano squallidi giochi sulla pelle dei lavoratori”
La Civetta di Minerva, 1 dicembre 2017
All’indomani della manifestazione Siracusainrete, uniti contro la criminalità, resta da chiedersi cosa di concreto si può fare per combattere il sistema creatosi sia per la presenza di elementi guasti e corrotti nella nostra società sia per motivazioni economiche e sociali tra le quali spicca la devastante crisi economica che da più di un decennio attanaglia la nostra terra. Abbiamo chiesto a Salvo Carnevale, segretario provinciale Fillea Cgil, quali gli aspetti più comuni di illegalità diffusa proprio nel settore dell’edilizia.
“Il punto di partenza sul quale focalizzare la discussione – spiega Carnevale – è l’economia. Non vi è dubbio che tra i disoccupati diventa più semplice, da parte di delinquenti e corrotti, il reclutamento di manodopera illegale. Il binomio, che appare semplicistico e scontato, ci spinge a riflettere sul come si muova l’economia legale di una città. Non può essere messo in secondo piano il fatto che in questa provincia, solo nell’edilizia, si sono persi i due terzi dell’occupazione legale in 10 anni. E la domanda sorge spontanea: dove va a finire questa massa di disoccupati che ormai non è più sostenuta neppure dagli ammortizzatori sociali? Non si dimentichi infatti che gli stessi sono stati più che dimezzati nella durata e nell’importo a causa degli ultimi provvedimenti presi dal governo. Dunque niente lavoro, niente ammortizzatori, le famiglie vanno alla deriva e, complici i movimenti malavitosi come riferiscono gli esperti di cronaca, il malaffare siracusano è in grande crescita, come riscontrabile anche dagli avvenimenti che hanno riguardato la nostra città negli ultimi tempi e un serbatoio potenzialmente più grande per il reclutamento. Dove non c’è lo Stato arriva qualcun altro. Sicuramente teorie riduttive ma non lontane dalla realtà. Ma il malaffare ha anche altre sfaccettature come dare sponda al lavoro nero e grigio, fuggire dalle regole e dai contratti ed eludere il fisco”.
La Fillea Cgil, che è stata tra le federazioni convintamente favorevoli alla marcia del 30 novembre, ha deciso di entrare a gamba tesa su queste tematiche e sono fioccate già le prime sanzioni per ditte inadempienti o non regolari sempre nella massima tutela dei lavoratori. “Il lavoro nero in edilizia – aggiunge il segretario Fillea – si assesta in questo momento intorno al 25-30% nella nostra provincia e ciò vuol dire che i lavoratori salariati contrattualizzati muovono una massa salari di 30 milioni di euro (la ricchezza prodotta dagli stipendi dei lavoratori in edilizia) ma se a questi aggiungiamo la quota in nero che elude le regole, quantifichiamo circa 10 milioni di euro che sfuggono all’erario o/e alla Cassa Edile. Fenomeno grave ed in netta crescita. Come organizzazione sindacale Fillea Cgil stiamo denunciando le aziende che operano in nero o che non rispettano i contratti supportando così gli organismi di vigilanza preposti. E, sebbene ci si stia ancora muovendo a macchia di leopardo, i risultati sono soddisfacenti e le situazioni riscontrate assurde o al limite”. Carnevale ci racconta di denunce, avviate mesi fa e già concluse con tanto di documentazione.
Porticciolo di Augusta: uno degli appalti più grossi della provincia con cofinanziamento privato. La ditta imputata applicava altri contratti ma non quello edile ritenuto più oneroso. Dopo 6 mesi di denunce, l’azienda è stata pesantemente sanzionata ed ha iniziato a rivedere il tutto. “La Fillea Cgil come forza sindacale – spiega Carnevale – deve, da un lato, tutelare i lavoratori evitandone l’esposizione, dall’altro evitare di interrompere o far chiudere i cantieri. Viviamo come equilibristi e ci piacerebbe che qualcuno si rendesse conto di quanto è difficile coniugare i due aspetti. Il nostro primario obiettivo è l’applicazione del contratto edile e nessuno può derogarlo”.
Un altro interessante esempio è in un cantiere siracusano dove la Fillea Cgil aveva riscontrato carenze igieniche sui bagni chimici. Segnalato il tutto agli organi ispettivi, l’azienda aveva risolto il problema… facendo sparire i servizi igienici. In fondo si era a ridosso del mare, dunque apparivano superflui. I controlli ispettivi hanno sanzionato l’azienda. “Siamo al medioevo lavorativo – aggiunge Salvo Carnevale – perché abbiamo noi stessi constatato le situazioni e le abbiamo denunciate.
Altre imprese invece agiscono sulle tredicesime e quattordicesime dei lavoratori: derogano dal contratto nazionale (le due mensilità sono pagate dalla cassa Edile due volte l’anno) affermando che gli accantonamenti per la gratifica natalizia e quella estiva li pagheranno direttamente ai lavoratori in busta paga, facendo firmare un’autocertificazione “libera” (che libera non era per niente) ai dipendenti ed infine trattenendo i soldi degli edili impiegati nell’azienda. L’impresa in questione è stata sanzionata per oltre 80 mila euro. Sia chiaro: nessuno, libero o costretto, può derogare al contratto nazionale che va correttamente applicato e le imprese che operano in regola vanno premiate con incentivi anche economici a fronte di chi le regole non le rispetta, paradigma affermato finalmente nell’ultimo contratto provinciale edile”.
Qui però la critica va anche a quei consulenti del lavoro compiacenti che, fregandosene delle regole, assecondano squallidi giochi sulla pelle dei lavoratori. “Là dove si riscontri un fare sbagliato da parte di alcuni professionisti – conclude il segretario Fillea – suggeriremmo di isolarli. Sono una piccola parte ma chi infrange le regole va allontanato. Accettare chirurghi del malaffare che risparmiano sul costo del lavoro penalizza ed infanga ogni categoria. Come Fillea Cgil abbiamo inaugurato con le altre organizzazioni sindacali una nuova stagione che è quella di controllare il territorio diventando anche un prolungamento degli organi di vigilanza. Lo facciamo da diverse settimane, ci siamo dati delle scadenze con report pubblici semestrali perché vogliamo dare un segnale a questa città che ha bisogno di sapere che c’è qualcuno che ha il coraggio di denunciare. Il coraggio che lo Stato ha il dovere di fare diventare anche più conveniente con norme più efficaci. E’ fondamentale unire le forze sane di questo territorio perché a noi sembra folle in questo momento separare le battaglie per il lavoro regolare che stiamo conducendo come Fillea Cgil dalla lotta al racket delle estorsioni”.

Commenti recenti