Ci servono tecnici specializzati, la FP sforna estetiste

Siracusa Sicilia, Formazione anno zero. Il mercato del lavoro richiede congegnatori, saldatori, tubisti –  e, fra poco, addetti a robotica, intelligenza artificiale, biotecnologia e genomica –  i corsi degli enti professionali qualificano parrucchieri

La Civetta di Minerva, 1 dicembre 2017

Se oggi un’impresa siracusana cerca dei lavoratori specializzati nell’area metalmeccanica o nella meccanica di precisione, avrà serie difficoltà. Purtroppo il Ciapi, formidabile scuola di maestranze specializzate, è un triste ricordo. Negli anni si è sempre più inceppato l’ingranaggio tra impresa e formazione. I congegnatori meccanici, i saldatori industriali e i tubisti, sono espressione di un tempo perduto. Oggi tra scandali di varia natura, la Sicilia assume il carattere diabolico di un esempio non replicabile in nessuna regione europea.

La Sicilia ha 7000 addetti alla formazione, la Lombardia 900. Eppure l’Isola non produce altro che parrucchieri ed estetisti. Ancora il costo della formazione in Sicilia è pari a 9,80 euro per ora per corsista. Al nord è di 7,80. A fronte di un’erogazione di 100 milioni di euro tra il 2012 ed il 2016, la Sicilia ha rimborsato senza alcuna rendicontazione la bellezza di 80 milioni di euro. Nessuno dei centri di formazione ha mai fatto richiesta di saldo delle spettanze. Avere l’80 % delle presunte somme spettanti, senza dover rendicontare alcunché. Una pacchia da repubblica delle banane. Gli osservatori del lavoro sono concordi nel definire imminente la quarta rivoluzione industriale. I dati Excelsior di Union Camere non lasciano spazio ad alcun dubbio.

L’economia europea dal 2020 domanderà il 32% di occupati con alti livelli di istruzione e qualificazione, il 50% con livelli intermedi, e solo il 18 % con bassa qualificazione. A Davos, al World Economic Forum, è emersa in maniera incontrovertibile la immediata esigenza di formare le nuove competenze industriali. Robotica avanzata, Intelligenza Artificiale, Biotecnologia e Genomica. Eppure in Sicilia continuiamo a formare parrucchieri ed estetisti. Dobbiamo tuttavia sfatare il mito della nostra incapacità progettuale. In Lombardia vi è un ragusano, Giovanni Bocchieri leader della Formazione regionale, balzato quale esempio europeo di buone prassi. Bocchieri ha disegnato dei percorsi formativi strettamente legati alle esigenze del mondo del lavoro. Di fatto ha rivoluzionato l’accesso alla Formazione. E’ il lavoratore che attraverso ai Centri per il Lavoro viene indirizzato a seguire dei sentieri di apprendimento legati ad una immediata collocazione. Il lavoratore dunque sceglierà quale oppurtunità formativa seguire. Il Centro di Formazione dovrà pertanto selezionare dei corsi da avviare per non rimanere al palo. Una selezione che costringe all’innovazione, alla ricerca e allo sviluppo.

In Sicilia invece cosa accade? Le inchieste degli ultimi anni hanno riguardato ogni genere di malversazione. Gli ultimi sviluppi di indagine hanno coinvolto i funzionari della Regione e alcuni consiglieri. E’ il caso di Faustino Giacchetto, Francesco Scoma, Santi Formica, Salvino Caputo e Nuccio Dina. Tutti generosamente perdonati da una prescrizione collegiale. A questo catalogo di ben poco rispetto, si aggiunge la storia paradossale che riguarda il Boss della Formazione siciliana, Fracantonio Genovese. L’avvocato messinese si sarebbe appropriato di 100 milioni di euro. Ovviamente, se i diversi gradi di giudizio lo confermeranno, non li ha sottratti di notte. Un sistema di connivenze ne ha permesso il furto. Tangenti, falsi corsi di formazione mai eseguiti, totale assenza di controlli ne hanno di fatto autorizzato l’indebita appropriazione.

Eppure la Sicilia, secondo i dati Eurostat, Regional Year Book 2017, col suo 41,4%  è tra la regioni europee al 198° posto su 200 in tema di giovani Neet. Si tratta di quei giovani non occupati che hanno rinunciato allo studio, al lavoro e alla ricerca di qualsivolgia occupazione. Peggio di noi solo la Guyana francese (territorio d’oltre mare) col 44,7% e la regione bulgara di Severozapaden col 46,5%. Il dato europeo riguardanti i Neet è del 15.2% mentre per l’Italia è del 26%. Dato quest’ultimo che assegna al Bel Paese il primato negativo a livello europeo.

Reduci da una campagna elettorale per il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana, nessun candidato alla presidenza si è posto questo genere di obiettivo. Il presidente Musumeci dovrebbe affrontare senza alcun indugio il tema della Formazione finalizzata all’inclusione nel mondo del lavoro. Senza, non crediamo potrà mai diventare “Bellissima”.

Da leggere

IL PIANO ENI VERSALIS SPACCA IL SINDACATO

Prima ancora che avesse inizio al Vermexio l’incontro dei sindaci dei comuni del petrolchimico, di …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti