Un martedì d’autunno in Ortigia, fra ruggine e bellezza

La città con gli occhi di un turista, con stupore e un pizzico di tristezza: al passeggio Adorno le colonnine di cemento che sorreggono la ringhiera sono divelte. Guardate il mare: soffermatevi sulla bellezza che nasconde isole di plastica, gocce di mercurio e resti di liquami chimici…

 

La Civetta di Minerva, 17 novembre 2017

Un giorno feriale come un altro – lavoro e impegni permettendo – vi invitiamo a passeggiare per le vie del centro storico della nostra città. La Marina, di solito gremita di un viavai di turisti, vi apparirà deserta e silenziosa: una visione affascinante; le papere della Fonte Aretusa si affacceranno tranquille per salutarvi e le viuzze che si arrampicano su per Ortigia mostreranno il loro splendore d’antan. 

Guardare Siracusa con gli occhi di un turista è un privilegio che spetta a pochi: troppo presi dalla routine quotidiana, avvelenati dal puzzolente smog che avvolge le vie trafficate, ci scordiamo di alzare gli occhi per ammirare una città che richiama numerosi turisti, in tutti i periodi dell’anno.

Lungo la passeggiata che – ve lo auguriamo – vi dedicherete, per scoprire una città assonnata e che affronta le prime ventate di freddo, guardate il mare: soffermatevi sulla bellezza di uno specchio d’acqua che nasconde isole di plastica, gocce di mercurio e resti di liquami chimici.

Non voltate gli occhi verso la piazzetta che chiude il passaggio Aretusa: accanto a un locale dall’altisonante nome, troverete cestini della spazzatura e cassette della frutta a cielo aperto. Il busto di Garibaldi li osserva con la coda del suo occhio di marmo e si augura che, almeno, lo smaltimento differenziato dei rifiuti – innovativa conquista della città – avvenga in modo corretto.

Armatevi di fiato e di comode scarpe perché vi toccherà camminare: le navette comunali sono più sporadiche di quanto desideriate. Potrebbe capitarvi di vedere una signora, in attesa già da diverso tempo, accettare un passaggio di un conoscente in arrivo su un roboante Suv e mormorare: “Aspettavo la navetta per scendere alla piazza della Posta, ma…”.

Vi raccomandiamo di fare attenzione a dove mettete i piedi. Lungo il passeggio Adorno, per esempio, le colonnine di cemento che sorreggono la ringhiera sono divelte o sbriciolate.

“Alcuni pezzi di pietra sono già caduti sotto – dicono i commercianti della zona – “e, poco tempo fa, una signora si è ferita con un ferro arrugginito che sporgeva: ambulanza, antitetanica, potete immaginare. Abbiamo fatto innumerevoli segnalazioni, ma nulla è stato aggiustato finora.”

Vi auguriamo, un giorno feriale o anche uno festivo, di attraversare Siracusa e guardarla come farebbe un turista: con stupore e con un pizzico di tristezza.

 

 

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