Il taccuino
La Civetta di Minerva, 3 novembre 2017
Nell’ipotesi di sua vittoria, il geometra Cancellieri candidato alla presidenza della Regione non ci ha detto con chi si alleerebbe per governare la Sicilia. Nessun commentatore politico si è azzardato a pronosticare che i 5 Stelle porteranno a Sala d’Ercole 36 deputati, tanti quanti ce ne vogliono per la maggioranza assoluta. Deve allearsi con qualche partito; su tale alleanza silenzio assoluto: si andrà a cercare i voti contando su singoli deputati o su una forza di partito presente a Sala D’ercole con un proprio gruppo consiliare?
Io mi vado immaginando i deputati della nostra provincia, sia gli uscenti sia i papabili, con un gonnellino hawaiano in una danza di seduzione del detto geometra Cancelliere, al quale non resterà che scegliere. L’odore del potere la vince sempre sul senso dell’onore. Se invece, putacaso, la palma della vittoria dovesse andare al perito agrario Musumeci non ci sarebbero dubbi: nel nome della Sicilia, il pizzuto candidato del centro destra si andrebbe ad alleare col partito di Renzi. Quali dei due mali scegliere? Indubitabilmente il minore, ma qual è quello con minore ripercussione sulla vita dei cinque milioni di siciliani?
Il buon rettore dell’ateneo di Palermo mi sembra fuori gioco; ma non mettiamo limiti alla Provvidenza perché se non scattano i trentasei seggi né a Musumeci né a Cancelliere lui può rientrare in gioco alla grande, sempre danzando con un gonnellino hawaiano.
Ognuno sprigioni la propria fantasia per una danza la meno erotica possibile; la Sicilia ha bisogno di atti eroici e non di atti erotici.

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