Alessia Giuliana (21 anni): “Ragazzi, andiamo a votare!”

Riceviamo e pubblichiamo volentieri la riflessione di una giovane siracusana: “Noi contiamo. Non dobbiamo temere che tanto non cambia nulla. Crediamoci”

 

La Civetta di Minerva, 3 novembre 2017

A proposito di elezioni e di scarso impegno politico dei giovani, riceviamo e pubblichiamo volentieri la riflessione in merito di Alessia Giuliana, una studentessa ventunenne siracusana.
Questi che viviamo sono tempi duri per i giovani. Moltissimi hanno perso la speranza e la fiducia
nella politica. Se mi guardo intorno, a Siracusa, spesso mi sembra di incontrare giovani troppi grandi e grandi troppi giovani. Mi capita di frequente sentir dire: “Io non vado a votare!” o “La Politica non mi interessa…”. Secondo me, queste sono affermazioni gravi. Infatti, sono convinta che rifiutarsi di votare non migliora certamente la situazione. Non si può dire: “La politica non mi interessa” e poi lamentarsi perché le cose vanno male, la società non è di nostro gradimento.

Io, da giovane, da donna che ha ancora speranza e fiducia nella politica come organizzazione e gestione della cosa pubblica, dell’amministrazione della mia città, vorrei rivolgermi ai miei coetanei e lanciare loro un appello:

Amici, ragazzi, noi tutti abbiamo dei sogni, dei progetti da realizzare, un futuro da costruire. Dobbiamo avere il coraggio e la forza di prendere la situazione nelle nostre mani. Non possiamo aspettare che le cose ci calino dall’alto o che sia compito di altri. È, quindi, necessaria una nostra partecipazione, un nostro coinvolgimento, e la politica è uno strumento fondamentale, come si suol dire, un male necessario. Perché dobbiamo per forza partire all’estero o al nord Italia per cercare di realizzare i nostri sogni? Perché sentirsi sconfitti in partenza e pensare che noi, nella nostra città, non si può costruire nulla?

Il cambiamento, l’evoluzione è dietro l’angolo, se solo avessimo la capacità, la forza e il coraggio di impegnarci di più, di crederci, di non sentirsi vittime ad ogni costo.

Non ci sta bene qualcosa? Cambiamola! Ci sentiamo oppressi e insoddisfatti? Parliamone!

È vero che un solo gesto o azione non cambia nulla; Ma tutte le nostre azioni  e pensieri, messi insieme, potrebbero fare la differenza. Dovremmo far sentire di più la nostra voce, e più voci insieme saranno occasioni di miglioramento, di cambiamento.

Certo, di opportunità, di spazi, di considerazione non è che ce ne siano tanti. Anche io sono molto delusa e scoraggiata dalla politica, da cosa si legge, soprattutto a livello locale. Ma proprio per questo io dico di andare a votare giorno 5 novembre. Aldilà del partito. Aldilà del candidato. Non lasciamo che altri decidano per noi, non restiamo indifferenti. Votare è il primo gesto necessario, un diritto ma anche un dovere di tutti. Abbiamo la possibilità di scegliere, pensando e votando con la nostra testa. Prendiamo coscienza e consapevolezza, senza farci strumentalizzare o sfruttare. Mettiamoci in testa questo pensiero: “Io sono libero di pensare. Io sono libero di parlare. Io sono libero di votare con la mia testa!”

Non possiamo  non porci una domanda cruciale: “Voto perché?” Io penso che, bisognerebbe votare per portare una bella mutazione culturale e generazionale. Io voto perché sono stanca dell’ignoranza che incombe a Siracusa, perché la maggior parte delle persone siracusane e siciliane non hanno neanche una vaga idea di ciò che realmente collega Siracusa alla storia, alla cultura, alla vere radici Sono stanca di essere attaccata, giudicata e discriminata perché altri decidono per me: io vado a votare  per il cambiamento! Chiediamoci cosa vogliamo, come possiamo ottenerlo, come possiamo migliorare il mondo che ci circonda. Non dobbiamo delegare tutto agli altri, agli adulti Non dobbiamo avere timore che non contiamo nulla. Non rassegniamoci

Se viviamo sempre nell’idea che mai nulla cambierà, come possiamo guardare al futuro? Non smettiamo di sognare e di sperare. Non dico di porre fiducia incondizionata e cieca in un partito, anzi, io sono la prima a trovare difficoltà a riconoscermi nei partiti. Ma possiamo riporre fiducia sulla persona, alla sua storia, alla sua esperienza, ai suoi progetti.

Dobbiamo avere la curiosità, quanto meno, di conoscere il candidato, senza prevenzioni. Non dobbiamo necessariamente pensare: “Sono tutti uguali. Non faranno mai nulla. Vogliono solo la poltrona, pensano ai loro interessi.” Secondo me non è vero che sono tutti uguali, cioè tutti negativi. Non tutti pensano solo per se stessi.

Io, di recente ho voluto approfondire e interessarmi in questa campagna elettorale. Mi sono informata, sono andata a qualche incontro, ho conosciuto alcuni candidati. Vi dirò, in alcuni ancora riporto speranza, lealtà, rispetto e devozione. Io voglio riporre fiducia, metterli alla prova, provare a crederci. Non credo sia facile per nessuno metterci la faccia, mettersi in gioco, rischiare, cercare comunque di interagire con la società, anche con noi giovani. Nella politica, a mio parere, ci vuole forza e onore di squadra; volontà e fiducia; rispetto e sincerità. Purtroppo, non tutti i politici incutono fiducia e spesso i partiti ci deludono, offrono solo caos confusione, litigi… Ma io credo che abbiamo la testa per saper riconoscere quelli giusti e quelli sbagliati. Gli onesti dai corrotti. I puri d’animo dai maniaci di protagonismo. Apriamo la mente. Non lasciamoci manipolare da furbi e avidi. Non lasciamoci abbindolare da chi ci promette mari e monti. Ma soprattutto non facciamoci condizionare, controllare, nè mettere parole e idee in testa che non siano le nostre! Abbiamo fiducia, innanzi tutto in noi stessi.

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