Sotto accusa la giunta Crocetta del 2013, una dirigente e il presidente del Ciapi. Repubblica: “I dipendenti hanno oziato”. Giarratana (Cgil): “Si è lavorato con impegno a sostegno dei Centri per l’Impiego”
La Civetta di Minerva, 20 ottobre 2017
Non appare per nulla agevole districarsi nel presunto scandalo Ciapi per il progetto Spartacus scoppiato nel 2014 e che oggi vede, da parte della Procura regionale della Corte dei Conti, una richiesta di chiarimenti – tecnicamente inviti a dedurre – rivolta ai molti indagati della prima ora, cioè tutti i componenti della giunta regionale del 2013 (Rosario Crocetta, Ester Bonafede, Nino Bartolotta, Luca Bianchi, Lucia Borsellino, Dario Cartabellotta, Mariella Lo Bello, Nicolò Marino, Nelli Scilabra, Michela Stancheris, Patrizia Valenti e Linda Vancheri), l’ex dirigente del Lavoro Anna Rosa Corsello e il dirigente del Ciapi Egidio Ortisi.
L’accusa sarebbe quella di aver dissipato 35 milioni di euro di fondi europei e statali che avrebbero dovuto essere utilizzati per retribuire l’attività di formazione e di politiche attive del lavoro espletata, per 8 mesi, da circa 1.800 ex sportellisti a favore di 9 mila cassaintegrati. Secondo la ricostruzione di Antonio Fraschilla per La Repubblica, a seguito dell’esposto proprio di alcuni ex sportellisti, la Guardia di Finanza, effettuando controlli a campione, avrebbe appurato che pressoché nessuna attività lavorativa sarebbe stata fatta e che invece di operare presso uffici del Dipartimento Lavoro, gli ex sportellisti sarebbero stati assegnati ad alcune scuole e ad altri rami dell’amministrazione ma sempre per restare sostanzialmente inattivi, almeno secondo quanto dichiarato da alcuni capi di istituto.
Una ricostruzione dei fatti che ha visto la sdegnata protesta degli ex sportellisti preoccupati che il riaccendersi dell’interesse sull’inchiesta possa anche andare ad incidere sul percorso di stabilizzazione avviato dalla Regione.
“Non si può certo escludere che da qualche parte ci siano state disfunzioni ma non si può gettare fango su tutto il progetto – evidenzia Turi Giarratana, responsabile della CGIL per la formazione professionale e che di Spartacus ha esperienza diretta -. Va intano chiarito, come già è stato fatto notare, che le indagini sono scaturite proprio da un esposto di alcuni colleghi, in attesa di un incarico preciso, che lamentavano i ritardi della Regione nel dare concretezza al progetto, certo ambizioso. Ma, come comprovato dalla documentazione disponibile, il lavoro a supporto dei centri per l’Impiego è stato svolto con impegno ed è consistito prevalentemente in quelle attività di politiche attive del lavoro, formative, di riqualificazione e professionalizzanti, previste dalla legge a favore di chi riceve sostegno economico per una temporanea crisi aziendale o già licenziati.
“Abbiamo rappresentato in sostanza il nuovo modello di collocamento, aiutando chi non aveva le adeguate competenze per esempio ad elaborare un curriculum, laddove prima era sufficiente indicare solo il titolo di studio omettendo così le tante abilità che ciascuno di noi possiede e che potrebbe utilizzare (Turi è un bonsaista, attività certo non certificabile, ma chissà se per un giovane una passione come questa non potrebbe essere tra quelle che favoriscono un qualche inserimento nel mondo del lavoro: presso un vivaio per esempio); abbiamo insegnato come formulare una corretta domanda di presentazione e come esplicare tutte le pratiche burocratiche online oggi che ogni amministrazione predispone bandi propri per procedere alle nuove assunzioni: il più recente caso del personale Ata, delle procedure complesse che si devono seguire, ne è una esemplificazione; abbiamo riqualificato vecchi profili ormai inattuali come quello di stenodattilografia indicando il percorso della certificazione ecdl.
“Ci sono stati casi in cui siamo stati noi stessi a “stanare” i neet, la generazione fantasma dei giovani che non hanno un impiego né lo cercano né sono impegnati in altre attività similari come tirocini o altro. Ti porto ad esempio una mia personale esperienza: a Palazzolo l’elenco dei ragazzi da orientare era di soli 23. Una cifra assolutamente irrisoria, era evidente. Bene, ci siamo dati da fare, ed abbiamo individuato 250 ragazzi da motivare e spingere a un inserimento nella banca dati del progetto di Garanzia Giovani. Piuttosto che titoli scandalistici come quelli di La Repubblica, occorrerebbe ricordare che dopo Spartacus la Regione Siciliana non ha più erogato questi servizi obbligatori (PAL) divenendo così inadempiente rispetto a quanto prescritto dalla norma. O meglio si potrebbe sbattere in prima pagina il dramma siracusano di 340 dipendenti, 340 famiglie, che sono a casa senza nessuna integrazione a reddito, da 25 mesi e oltre senza stipendio. Ma questo evidentemente interessa di meno”.
Si potrebbe scoprire se è vero che, come denunciato dall’onorevole Enzo Vinciullo, il governo regionale intende spalmare i sei milioni di euro accantonati per 1.485 sportellisti su 1800 unità “come se anche i lavoratori potessero essere oggetto di moltiplicazione di biblica memoria”.

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