Cgil: “Per i docenti vogliamo un contratto europeo”

Anna Maria Santoro (segretaria nazionale Flc): “Il personale scolastico ha gli stessi carichi di lavoro dei colleghi europei”. Il provinciale Paolo Italia: “Mortificati gli Ata, in provincia di Siracusa abbiamo perso quaranta collaboratori”

 

La Civetta di Minerva, 20 ottobre 2017

Istruzione e formazione, democrazia, rinnovo contrattuale della pubblica amministrazione al centro del seminario tenuto qualche giorno fa a Siracusa dalla Flc Cgil. Oltre 3 milioni di italiani interessati, con una fetta consistente di impiegati del comparto scuola, Università, ricerca ed Afam. “In verità – spiega Anna Maria Santoro, segreteria nazionale Flc Cgil – ciò che preme di più è rimettere al centro gli spazi della partecipazione democratica, diminuiti per carenza di regole e trasparenza negli ultimi 10 anni. Il mancato rinnovo contrattuale ha mandato un messaggio negativo al Paese sul lavoro pubblico, sulla scuola e sulla classe docente e i lavoratori hanno vissuto problemi legati all’emergenza salariale con stipendi bloccati e inadeguatezza delle norme.

“Chiariamo un punto: il divario a danno del personale scolastico italiano non ha giustificazioni, essendo i suoi carichi di lavoro in linea con gli orari di servizio dei colleghi europei. La base della discussione parte dallo stanziamento in finanziaria di 85 euro al netto del bonus fiscale e risorse aggiuntive per mantenere lo stesso bonus. Che l’aumento salariale sia poco è chiarissimo ma, dopo anni di silenzi ed offese al comparto pubblico, ci sono le condizioni per sedersi e riaprire la discussione partendo da un elemento che per noi Flc Cgil è fondamentale: il contratto deve derogare le norme approvate e riacquisire, come definito dall’intesa del 30 novembre 2016, funzione nell’organizzazione del lavoro”.

La tempistica è fondamentale: bisogna accelerare poiché lo scioglimento delle camere ed il percorso verso il voto bloccherebbe la nuova fase contrattuale. “Innanzitutto vogliamo proporre al Paese una diversa idea di scuola – aggiunge la Santoro – ispirata alla Costituzione. Una scuola che rimuova gli ostacoli, promuova l’autonomia, confermi la libertà d’insegnamento messa pesantemente a repentaglio con le ultime disposizioni di Renzi, che abbia al centro i Lep (livelli essenziali di prestazione) come nastro di partenza per garantire a tutti uguaglianza delle opportunità e che preveda un piano di investimenti su edilizia scolastica. Per i docenti vogliamo un contratto che guardi all’Europa, che salvaguardi gli scatti di anzianità: è ora di finirla di dire che i nostri docenti fanno meno ore degli europei perché i dati mostrano esattamente che siamo nella media. Siamo carenti rispetto agli altri stati in stipendi ed investimenti”.

Altro tema sono le sanzioni disciplinari del personale della scuola che devono tornare ad essere argomento di contrattazione e la Flc Cgil, insieme ai sindacati unitari, propone di istituire delle sedi di garanzia alle quali i docenti si possano appellare tutte le volte che viene messa in discussione la loro libertà d’insegnamento. Ed anche il bonus premiale va ricondotto in contrattazione visto che non fa altro che pagare le stesse funzioni del Fis ma con la discrezionalità del Dirigente. “E’ necessario – spiega la segretaria nazionale – consentire al personale docente, educativo e Ata la possibilità di partecipare democraticamente alla costruzione e alla realizzazione delle scelte della singola istituzione scolastica e definire i passaggi degli insegnanti dagli ambiti alle scuole per garantire regole certe e trasparenza nella mobilità”. Insomma bisogna recuperare le materie contrattuali sottratte dalle leggi Brunetta e dalla legge 107/15 e rimettere gli organi collegiali al centro delle decisioni.

“Non dimentichiamo gli Ata – conclude la Santoro – bistrattati nella colpevole dimenticanza della legge Renzi: chiediamo la revisione dei profili di collaboratori ed assistenti. Bisogna ricondurre alla contrattazione integrativa d’istituto alcune materie che ora non ne sono oggetto come l’alternanza scuola-lavoro alla quale siamo contrari per come essa è oggi strutturata: imporre dall’alto un numero di ore ha portato l’alternanza a divenire alternativa alla scuola”. Il percorso prevede assemblee unitarie e un evento nazionale, il prossimo 18 novembre, con una marcia per la scuola di tutti e di ciascuno con riferimento all’opera di Don Milani. “Un momento importante dopo 10 anni di blocco: la contrattazione riprende la sua funzione mettendo uno stop a molti dirigenti che hanno utilizzato atti unilaterali – spiega Grazia Maria Pistorino, segretaria regionale Flc Cgil – e il nostro lavoro in questi anni bui sta oggi consentendo di aprire una nuova fase che vedrà nuovamente protagonisti gli attori principali della scuola”.

Alcune sentenze come quelle del Tar di Perugia e del Lazio hanno scardinato alcuni punti della 107/2015 sul bonus premiale e confermano il diritto di accesso agli atti dei docenti legittimanti ad avere informazioni relativamente alle attività retribuite, ai destinatari del beneficio e anche agli importi attribuiti e così anche la vittoria dei sindacati sulla mobilità da ambito a scuola. “Purtroppo in questi ultimi anni – spiega Paolo Italia, segretario provinciale Flc Cgil – abbiamo assistito alla mortificazione degli ata che non sono stati coinvolti né nel bonus né nella premialità ma sottoposti a tagli per 2020 unità in Italia mentre in provincia di Siracusa abbiamo perso 40 collaboratori. Se aggiungiamo la diminuzione di alunni iscritti di quasi 800 unità in provincia, il calo delle nascite, i flussi migratori (intere famiglie che vanno via) e l’accanimento di alcuni Ds che per colmare le deficienze degli EE.LL. eliminano servizi causando un taglio di personale, abbiamo il quadro completo.

“Quando poi ci si accorge che gli ata non riescono a coprire le istanze delle istituzioni scolastiche ecco che si interviene con deroghe. Il rinnovo contrattuale interesserà in provincia poco meno di 9 mila unità e punta a diminuire la forbice tra docenti italiani ed europei e a garantire maggiore democrazia nelle scuole rimettendo al centro i lavoratori. Le priorità oggi sono altre, per questo non siamo favorevoli alla sperimentazione dei licei brevi in 4 anni perché riteniamo la proposta inopportuna e priva di elementi di analisi. Un po’ come la questione vaccini visto che non ci risultano condizioni di emergenza sanitaria tali da giustificare disposizioni così drastiche e penalizzanti. Intere famiglie mobilitate a cercare documenti e l’aumento del carico di lavoro nelle segreterie scolastiche: bastava un semplice accordo tra Asl regionali, Comuni e scuole come è accaduto in alcune regioni e la Sicilia si sta allineando. Forse bisognerebbe guardare all’edilizia scolastica”.

E guarda caso proprio in queste settimane si è aperto il problema di oltre 200 allievi iscritti all’istituto comprensivo Archia che stanno dovendo sopportare i doppi turni. “Manca un serio piano dell’amministrazione comunale per l’utilizzo degli edifici scolastici – spiega il segretario Flc – Assistiamo alla mancata consegna del Chindemi di via Temistocle mentre la scuola di via Calatabiano (destinata alla Martoglio) verrà utilizzata per l’Archia. Viene di fatto modificato il progetto di destinazione d’uso che prevedeva che gli attuali spazi della Martoglio venissero liberati per il Cpia evitando così una promiscuità tra adulti e minori. Di fatto la preside dell’Archia ha spezzato gli equilibri che esistono da sempre in quella parte della città semplicemente applicando la legge sull’autonomia. L’amministrazione comunale, il cui compito è sopperire alla carenza dei locali, ha di fatto mostrato tutti i suoi limiti”. Ma tanto chi paga sono famiglie e minori.

 

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