L’esponente del movimento indipendentista: “L’autonomia è stata svuotata; siamo stati privati di tutto, dalle banche all’Alta Corte di Giustizia”, “Noi siamo per la Sicilia-Stato, che ridarà dignità agli isolani”
La Civetta di Minerva, 16 giugno 2017
Qualche giorno fa nel cuore della Sicilia, presso Enna, si è tenuto un incontro dal titolo Noi Siciliani. Ripartenza. Risorgenza Sicilia Stato Sovrano. Referendum subito”.
Ci spiega Salvo Attardo, esponente siracusano: “I sicilianisti tornano a riunirsi in prossimità delle tornate elettorali per richiamare al cuore dei nostri isolani i valori della nostra Isola e dello Statuto autonomistico. Da sempre terra di conquista, la Sicilia ha pesantemente subito l’arrivo di Garibaldi e, nonostante la partecipazione dei siciliani all’Unità d’Italia, da allora la storia vede l’Isola in condizioni miserrime. E pensare che la nascita della lingua italiana partì proprio da noi e dalla corte di Federico II di Svevia! Il movimento Noi Siciliani mette al centro della propria attenzione l’amore per questa terra da sempre relegata al margine. La Sicilia deve autogovernarsi in virtù del proprio Statuto e della propria peculiare storia, ma purtroppo siamo stati privati di tutto: dalle banche all’Alta Corte siciliana, dalla possibilità di battere moneta al diritto di introitare le accise per le produzioni sul nostro territorio”.
Ma – gli chiediamo – parlare oggi di autonomia siciliana in un quadro internazionale ed europeista ha ancora senso? In che contesto può essere rilanciato lo statuto e le sue funzioni da sempre disattese? Serve ancora parlare di forma sovranista, di movimento autonomista e/o indipendentista per la nostra Sicilia? “La globalizzazione ci ha rubato la dignità e la possibilità di risolvere i problemi veri e concreti della nostra Isola – dice. E purtroppo la classe politica che si è alternata negli anni ha utilizzato il tema del riscatto isolano solo come strumento di campagna elettorale tradendo i valori siciliani da sempre. Noi Siciliani siamo per l’autonomia, l’indipendenza e per una Sicilia-Stato, scelta che ridarà dignità ai siciliani, da sempre un popolo di lavoratori”.
Certo da anni la questione autonomistica è sbandierata ai quattro venti sotto elezioni e tra poco chissà quanti candidati agli scranni dell’Ars si ricorderanno dei problemi che ci affliggono e di uno Statuto da sempre disatteso. Salvo Attardo vuole invece lanciare proposte concrete. “Vi sono alcuni aspetti che da subito possono essere affrontati e sui quali possiamo richiamare ad appello la dignità dei siciliani non sotto un colore politico ma per il risveglio di una terra che deve diventare Stato. Il primo è la questione vaccini. Da subito dobbiamo muoverci per creare un’opposizione al Tar e avviare una raccolta di firme per la libertà di scelta. La decisione, in uno stato di diritto, di imporre l’obbligatorietà vaccinale tramite legge è coercitiva e ricattatoria. Qualcuno potrebbe parlare di altri interessi…noi chiediamo invece da subito il blocco del decreto”.
Ildecreto legge 73/2017 con cui è stato ampliato l’obbligo di vaccinazione per i minorenni è stato pesantemente contestato soprattutto per le sanzioni, gli obblighi e le punizioni cui vanno incontro famiglie e bambini non vaccinati. “L’altro tema – continua l’esponente di Noi Siciliani – è la possibilità data alla nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione di poter procedere al pignoramento dei conti correnti in modo diretto, prendendo i soldi direttamente dalle banche, senza dover richiedere l’apposita autorizzazione al giudice. Ma da quando lo Stato mette le mani nelle tasche della gente? Basterebbe realmente applicare le leggi e scovare gli evasori. Perché non si procede su questa strada? Perché in Italia pagano solo i tracciabili? Pensionati, impiegati pubblici e privati con busta paga? Esistono sistemi d’avanguardia della Guardia di Finanza che però non vengono utilizzati”.
Scandaloso peraltro che il pignoramento del conto corrente diventi più facile e veloce nel caso di debiti fiscali e cartelle per le classi medie mentre i grandi flussi viaggiano altrove. “Infine, ma non meno importante – conclude Attardo – vogliamo centrare l’attenzione sul processo di desertificazione che sta interessando da oltre 20 anni l’Isola. E’ risaputo che tracciando una diagonale ipotetica da Agrigento in su, l’area interessata sarà tra qualche anno deserto. L’obiettivo dei siciliani deve essere quello di rallentare almeno il processo. Piuttosto che concentrare l’attenzione solo sulla produzione di grano, che peraltro tende a depauperare il terreno, bisogna investire attraverso contributi economici su alberi d’alto fusto ed agrumi e ripristinare le gebbie al fine di contenere i processi”.
Idee condivisibili che certamente torneranno in auge sotto campagna elettorale… ma poi?

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