Dossier M5S. Acrobazie di bilancio sui soldi delle multe

Come sono utilizzati dal Comune gli introiti per le contravvenzioni? Vistose lacune nella rendicontazione, sospetti di storno in altri capitoli. Un gruppo di volontari ha spulciato tutte le cifre per due mesi. Ecco le anomalie riscontrate

 

La Civetta di Minerva, 30 giugno 2017

Alla voce “spese” c’è chi usa sempre la forbiceIn base a quanto previsto dalla legge e in base ai dati che si evincono dai bilanci del Comune di Siracusa, le somme da destinare ai vari capitoli avrebbero dovuto avere i seguenti valori:

BILANCI PREVENTIVI:

2012 il 50% di quanto incassato è pari a € 1.227.500,00. Viene preventivato di meno: € 1.202.000,00. Secondo la legge alla lettera a) spetterebbero € 306.875,00, ma ne sono stati preventivati 16.875 in meno! Come mai?

2013: il comune avrebbe dovuto stanziare in totale 800.000 euro, ma ne ha previsti soltanto 637.500! Per il capitolo a) si sarebbe dovuto trovare la somma di € 200.000  e invece sono preventivati soltanto €116.000!

2014: sui 1.050.000 che ci si aspetterebbe dagli incassi previsti, alla voce spese si trovano soltanto 782.000 euro. Anche qui, un quarto di 1.050.000 fa 262.000, ma alla lettera a) ci sono 116.000!

2015: € 749.060,00 su ben € 2.090.000,00 come somma totale. 522.550 sarebbero stati, invece, gli euro da destinare alla lettera a), ma risulta poco meno della metà!

2016: ci si aspetterebbero ben 1.500.000 euro di previsione spesa (il 50% dei 3.000.000 che si prevede di incassare!), ma nel bilancio sono stanziati 718.516,00. Alla lettera a) non vanno i previsti

€ 375.000 bensì 241.000.

Inoltre, anche per quanto riguarda la lettera b) del comma 4 art. 208, negli anni 2015 e 2016 sono

stati stanziati meno soldi di quanto previsto dalla legge.

Come vengono utilizzati dall’amministrazione comunale gli introiti derivanti dalle sanzioni per violazione del codice della strada? Su questo quesito ha lavorato per un paio di mesi il gruppo di lavoro sulla mobilità del MeetUp Siracusa, partendo dall’analisi delle voci di bilancio dal 2011 al 2016, quindi anni relativi non solo all’amministrazione Garozzo ma anche a quella precedente di Visentin.

Dall’esame del prospetto nella slide il dato costante (e in alcuni casi non gratificante per lo scarto tra introiti e riscosso) è costituito dalla capacità di esigere il dovuto da parte dell’amministrazione: circa un milione  e mezzo di euro, cifra ben lontana dalle previsioni soprattutto per l’anno 2015, anno comunque anomalo per l’entità del consuntivo tant’è che, come hanno riferito gli attivisti del M5S nell’incontro di giovedì scorso, i Revisori dei Conti,  nella relazione al Bilancio 2015, hanno invitato l’Ente a mantenere “un atteggiamento maggiormente prudenziale nella gestione delle entrate evitando sovra stime”.

Infatti, hanno evidenziato i 5stelle, al primo gennaio 2015 è stata accertata una presenza di residui attivi (cioè multe ancora da riscuotere) di quasi 4 milioni di euro. “Soldi che se non verranno mai incassati, da crediti diventeranno perdite. Ma sarebbe anche interessante capire perché le entrate previste per l’anno 2015 siano il doppio rispetto all’anno precedente o il triplo rispetto a due anni prima. Esiste un obbligo di motivazione in tal senso, ma nel Bilancio 2015 pubblicato dall’Ente nella sezione Amministrazione Trasparente, non risulta alcuna relazione di accompagnamento allo stesso”.

 

 

Come sono state utilizzate queste somme? L’articolo 208 del Codice della Strada, hanno chiarito gli attivisti, stabilisce che almeno il 50% dei proventi derivanti dalle contravvenzioni sia vincolato in appositi capitoli di bilancio finalizzati proprio alla circolazione stradale e che, sebbene la legge non espliciti per cosa esattamente andrebbe utilizzato l’altro 50%, sarebbe doveroso comunque da parte dell’Amministrazione far sapere come esso sia utilizzato.

Il 208 elenca minuziosamente le voci di spesa e le divide in tre sottocapitoli: la lettera a) parla di

interventi di “sostituzione, ammodernamento, potenziamento, messa a norma e manutenzione della segnaletica delle strade di proprietà” del Comune, destinando somme “in misura non inferiore ad un quarto della quota del 50%”; la b) riguarda il “potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale” per gli stessi importi detti; e infine la lettera c), senza specificare alcuna quota minima, indica altre finalità connesse al miglioramento della sicurezza stradale (sistemazione del manto stradale, potenziamento delle attività di controllo,   redazione del Piano Urbano del Traffico, interventi a tutela degli utenti deboli – bambini, anziani, disabili, pedoni e ciclisti -, organizzazione di corsi didattici finalizzati all’educazione stradale, interventi a favore della mobilità ciclistica).

Due le maggiori anomalie riscontrate dal gruppo di lavoro. “Durante l’anno, la Giunta ha l’obbligo non solo di approvare una delibera che definisca l’ammontare dei proventi derivanti dalle contravvenzioni ma anche di individuare con precisione i relativi capitoli di spesa nel bilancio di previsione. L’anno successivo queste somme andranno poi rendicontate, sebbene sembra che la nostra amministrazione lo ignori o faccia finta di non saperlo. Ad una nostra precisa richiesta del marzo scorso, il Comando della Polizia Municipale, anche rimproverando al portavoce M5S Stefano Zito di non essere ben informato, ha sostenuto che l’obbligo di rendicontare, previsto dall’art.142 CdS, non è stato ottemperato semplicemente per la mancanza dei decreti attuativi non ancora approvati dal Ministero competente. Ma questo non é vero, perché il legislatore è intervenuto sulla questione con l’art. 4-ter del D.L. n. 16/2012 disponendo che l’eventuale mancata emanazione del decreto interministeriale non preclude l’applicazione delle disposizioni. Ciò vuol dire che al 31 maggio 2014, tutti gli enti locali avrebbero dovuto inviare al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e al Ministero dell’Interno la prevista relazione per l’anno 2013. E così via per gli anni seguenti.

Veniamo quindi al secondo aspetto contestato dai 5 Stelle, quello relativo all’esatta definizione delle somme vincolate (vedi scheda). In particolare è stato notato che dall’ammontare delle contravvenzioni l’Amministrazione decurta ogni anno una somma forfettaria di circa 480.000€ come spese di notifica dei verbali e/o spese legali, a volte dal totale delle somme, a volte dalla parte vincolata del 50%. L’effetto finale è che la cifra rimanente per gli interventi sulla circolazione stradale si riduce notevolmente: quasi mezzo milione di euro all’anno). Si può fare? si è chiesto il gruppo di lavoro. “A quanto ci risulta no, e a metterlo nero su bianco è la Corte dei Conti della Toscana che, con delibera 104 del 2010, ha emanato sull’argomento delle linee guida: Si ritiene che le risorse derivanti dai proventi relativi alle sanzioni per violazioni al codice della strada debbano ricomprendere anche tutti gli elementi accessori di natura aggiuntiva previsti espressamente dalle norme e che formano un insieme unico e inscindibile con la sanzione, nel suo valore nominale originario”.

Il sospetto é che l’amministrazione abbia utilizzato queste somme per coprire altri capitoli di bilancio e ciò, se fosse vero, costituirebbe una grave inadempienza anche perchè verrebbero così sottratte risorse a un settore, quello della sicurezza stradale, in cui le criticità sono quotidianamente sotto gli occhi di tutti. L’incolumità dei cittadini dovrebbe essere una assoluta priorità”.

Infine l’ultima nota del gruppo MetUp: “il Comune ci ha scritto testualmente “.. negli anni in esame il personale di questo Comando non ha eseguito accertamenti delle violazioni dei limiti massimi di velocità ..”. Dato che una fonte ci ha riferito che la Polizia Municipale almeno fino al 2013 aveva a disposizione gli strumenti necessari, per quale motivo questi non sono stati più utilizzati dal 2013 in poi? Dove sono finite le (costose) apparecchiature? A cosa servono i cartelli che ogni tanto si intravedono sul controllo elettronico di velocità? Forse sono come gli spaventapasseri nei campi di grano. L’auspicio è quello di un riscontro a questi dubbi per allontanare il sospetto di un danno erariale che andrebbe comunicato alla Corte dei Conti”.

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