Il Comune e l’autocertificazione: “Mi porti questo e quest’altro”

Alla parete di una delegazione municipale campeggia il manifesto sulla legge Bassanini, ma l’impiegata lo ignora. Solo quando stavo per chiamare i Carabinieri hanno deciso di applicare la norma. E i cittadini?

 

La Civetta di Minerva, 16 giugno 2017

Per quanto siano trascorsi cinque anni dall’entrata in vigore della legge sull’autocertificazione, primo gennaio 2012, capita spesso che l’amministrazione pubblica, nelle figure di certi dirigenti, finga di ignorare l’efficacia di una legge dello stato.

In questa data la legge è passata da semplice norma discrezionale a legge di fatto. I servizi pubblici e le aziende che hanno in concessione trasporti, erogazione di energia, poste, reti telefoniche eccetera (per esempio le aziende municipalizzate, l’Enel, le Poste, ad eccezione del servizio Bancoposta, la Rai, le Ferrovie dello Stato, la Telecom, le Autostrade, ecc.) sono tenuti ad accettare l’autocertificazione dai loro utenti.

I Tribunali non sono obbligati ad accettare l’autocertificazione. Le banche e ogni altro ente privato non sono tenuti ad attenersi alla norma sull’autocertificazione. Questo è un dato fondamentale. Consapevole dell’enorme rischio derivante da false dichiarazioni, lo Stato ha inteso riservare l’autocertificazione al solo esercizio derivante dal rapporto con la Pubblica Amministrazione.

A Siracusa i cittadini spesso subiscono l’abuso d’ufficio da parte di impiegati e dirigenti inosservanti la Legge Bassanini sullo snellimento delle procedure della P.A. Accade infatti che ancora oggi sportelli municipali, ad esempio, richiedano documenti quali: certificato di nascita, di morte, di residenza eccetera, anche se la legge dice che nessun ufficio può chiedere documenti di cui la Pubblica Amministrazione è già in possesso. Ma lo sanno gli impiegati? E i cittadini?

Personalmente chi scrive ha fatto la sua brava esperienza. Presso una delegazione municipale di Siracusa, ho fatto richiesta di un cambio di residenza. Senza alzare gli occhi, un’impiegata mi ha sciorinato una lista di documenti da produrre. Il fatto straordinario è che sopra la sua testa faceva bella mostra di sè un poster di un metro per 70 in cui si descriveva a caratteri cubitali lo snellimento burocratico con gli enormi vantaggi per il cittadino.

Quando ho fatto notare alla signora che non intendevo produrre alcun documento di cui già la P.A. fosse in possesso, mi ha risposto che probabilmente il cambio di residenza non mi serviva, giacché lei non me lo avrebbe rilasciato. Dopo aver fatto notare la presenza del poster gigante sulla legge Bassanini, spazientita l’impiegata ha chiamato il capoufficio. Questi, con fare indispettito, ha confermato la posizione dell’impiegata. La motivazione era che il comune di Siracusa non aveva recepito l’applicazione della norma. Dinanzi a tanta ignoranza e risolutezza ho telefonato ai carabinieri. Prima che mi rispondessero, il capoufficio stizzito mi ha fatto cenno di chiudere la chiamata perché avrebbe applicato la legge.

Ma i cittadini più sprovveduti, gli anziani, i disabili gli analfabeti, come possono difendersi da simili prevaricazioni? E’ necessario attivare sistemi di controllo qualità orientati al cittadino. L’eccellenza di una legge dello stato non può soggiacere alle facezie di vecchi dinosauri.

Da leggere

Villetta Aretusa: l’ascensore che “non va giù”. Intervista al sindaco Francesco Italia

Quando è iniziata a girare la notizia, molti hanno pensato a uno scherzo, la provocazione …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti