Speriamo che il governatore decida di far valere l’interesse del popolo siciliano a rivendicare margini di autonomia non dissimili da quelli che la Corte ha riconosciuto alla Valle d’Aosta (sentenza n. 142 del 2015) e alla Provincia autonoma di Trento (sentenza n. 51 del 2016)
La Civetta di Minerva, 19 maggio 2017
L’assessore Contrafatto ha annunciato l’emissione di una circolare che “spieghi” ai Comuni come applicare ciò che rimane della legge censurata dalla Corte. La parte rimasta vigente dovrebbe consentire la costituzione delle ATI (assemblee territoriali idriche, che riuniscono i sindaci dei territori degli ex ATO o delle ex province). Secondo l’assessore, le ATI eleggeranno al loro interno i vertici che si dovrebbero occupare della gestione delle risorse idriche “applicando le leggi nazionali”. Solo quelle hanno valore per l’assessore del governo regionale? Pensino un po’ i nostri lettori se i sindaci della zona montana iblea (che non consegnarono gli impianti nemmeno ai commissari inviati dall’ex presidente Lombardo) ed altri sindaci che hanno riconquistato la gestione diretta si sogneranno mai di applicare adesso la norma nazionale sulla base di una circolare della Contrafatto. Responsabile ai loro (ed ai nostri) occhi di non aver tentato nulla per difendere la legge regionale dalle impugnative renzianissime, lesive della nostra autonomia. Riteniamo più probabile un licenziamento (sia pur tardivo) dell’assessore da parte di Crocetta. Ed altrettanto probabile una iniziativa forte a difesa del nostro Statuto dell’Autonomia.
Non escludiamo, infatti, che il governatore possa decidere di far valere l’interesse del popolo siciliano a rivendicare margini di autonomia non dissimili da quelli che la Corte ha riconosciuto alla Valle d’Aosta (sentenza n. 142 del 2015) e alla Provincia autonoma di Trento (sentenza n. 51 del 2016), ovvero una potestà legislativa primaria in materia di organizzazione del servizio idrico. Suggeriremmo infine al governatore di farsi paladino di una proposta di estensione della autonomia (nostra, della Valle e delle province di Trento e Bolzano) a tutte le altre Regioni d’Italia. Condividere le prerogative dell’autonomia (siciliana, aostana, trentina e bolzanina) con tutte le Regioni (piuttosto che limarne gli ambiti con argomentazioni capziose ed arzigogolate) sarebbe un ottimo modo di festeggiare la ricorrenza del nostro Statuto, che risale al 15 maggio del 1946. La Costituzione non c’era ancora.
Informeremo i nostri lettori degli sviluppi della situazione. E ci schieriamo sin da ora al fianco dei sindaci che vorranno continuare a difendere ad oltranza la gestione pubblica di un bene comune come l’acqua. Contro ogni renzianissima manovra. Il PD siciliano e Crocetta scelgano da che parte stare. Ci auguriamo di non dover ritenere esaurita la rivoluzione siciliana che fu annunciata qualche anno fa dal governatore. E gli suggeriamo un nuovo “Vespro” incruento.

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