Incuria estesa a tutta Siracusa, sempre più sporca: deposito arbitrario di rifiuti, di statue che cadono a pezzi, di strade piene di buche…
La Civetta di Minerva, 19 maggio 2017
Trascorsi pochi giorni dallo splendido evento che ha visto Siracusa sotto i riflettori con la sua manifestazione “Aperto per Cultura”, rimangono i problemi di sempre: Siracusa città anche di grandi, piccoli mercati all’aperto. Cosa c’è di strano penserete, nulla se non fossero tutt’altro che regolari. Di fatti sono sempre più copiosi coloro che in ogni luogo, in ogni angolo della città, con le loro bancarelle di fortuna espongono le mercanzie più variegate. Il prezzo sembra essere il piatto forte, una cifra che spesso non si comprende se è arrotondata o netta, ma che certamente induce il potenziale acquirente alla sosta, creando ulteriori disagi alla circolazione.
È recente una postazione a ridosso delle catacombe di San Giovanniche espone gadget di varia natura, dalle magliepiù blasonate di squadre di calcioalle t-shirt piùfantasiose. Abbiamo abbandonato il modello souvenir che di solito sembrerebbe essere il più appropriato alla località, per “prodotti” adatti ad altre esigenze. Ma il quadro d’insieme non si esaurisce qui: il dirimpettaio del commerciante – speriamo – in regola con gli adempimenti per l’occupazione del suolo pubblico, risulta essere un venditore di frutta e ortaggi che nella sua auto, trasformata per l’occasione in mezzo di trasporto con cofano aperto a supporto – tipo vetrina espositiva – occupa un marciapiede, indisturbato e senza che nessuno gli possa dire nulla.In giro per la città scene come queste sono ordinarie, quasi a fare parte della norma che invece dovrebbeessere tutt’altra. Ma uno degli assurdi, e numerosi ce ne sono, è dato da chi vende alimenti vari: sotto il sole, in mezzo allo smog,non dispone neanche di un bagno chimico dove potersi quantomeno lavarsi le mani.
Sporadicamente la nostra amministrazione attua blitz con lo scopo di contrastare questo fenomeno, che si nutre della mancanza di controlli, poiché sono ancora di più queste piccole oasi del risparmio e delle primizie che, è proprio il caso di dirlo,spuntano come funghi.
Non può mancare dunque neanche un breve tour per renderci conto della situazione nel centro storico: qui troviamo cultura, etnie molteplici, come risposta a un fenomeno della globalizzazione che ormai sembra non arrestarsi. Occupano i già piccoli spazi delle viuzze, via Landolina ne è l’esempio, a questo poi si aggiungono anche i commercianti e ristoratorilocali con le loro mega verande, tavolini e sedie, probabilmente regolari, che limitano ancora di più gli spazi. A chiunque è capitato di fare la sua bella passeggiata per il centro, anche se di centro è rimasto soltanto la strada che faticosamente percorri per arrivare in uno spazio più ampio,piazza Duomo: il pedone, dopo aver attraversato con fatica questo percorso ad ostacoli, sembra essere contento, lo si vede dal suo sguardo, come per dire ce l’ho fatta, sono riuscito a vincere lo slalom.
Assistiamo a una mortificazione della nostra città giorno per giorno, sporca, distrutta, in predaa numerosi atti vandalici, persino del più inerme soldato di bronzo che in silenzio dimorava al monumento dei caduti, di cui adesso rimane solo il piede, di una città diversamente pulita, deposito arbitrario di rifiuti, di statue che cadono a pezzi, di strade piene di buche… Ci fermiamo metaforicamente qui perché rischiamo di sporcarci, di cadere anche noi in qualche buca, ma senza dubbio non rischieremo di portarci a casa qualche souvenir, magari mangiando una mela acquistata per strada, aspettando un’amministrazioneattenta ai problemi della sua città. È proprio il caso di dirlo: Siracusa città della cultura, sì ma quella alimentare.

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