C. di G. Adsp, rumors sui designati con logiche da vecchio sistema

Prossima la nomina dei componenti del Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale. Qui si parrà la nobilitate della classe politica, tenuta a indicare persone “con esperienza e qualificazione nei settori dell’economia dei trasporti e portuale”

 

La Civetta di Minerva, 19 maggio 2017

La politica cambierà verso o continuerà ad essere il pessimo riferimento di sempre?

Come è noto, una volta nominato il presidente della Autorità di sistema portuale, ferma restando la querelle sulla sede, ancora ferma al penoso escamotage determinato dalle esigenze di natura elettoralistica imposte dalle indicazioni del Governatore, l’attenzione si concentra sulle nomine del comitato di gestione della nuova entità amministrativa che, questa si, insieme alla qualità del presidente designato, determinerà l’auspicata svolta nella gestione dei porti di Catania ed Augusta.

Dalla riforma Del Rio viene una indicazione forte e determinata che, se rispettata, porterà ad una vera governance di alto profilo che potrebbe garantire una dignitosa gestione di quello che ai più appare come l’unico strumento oggi disponibile per assicurare uno sviluppo economico di rilievo nell’intera economia della Sicilia orientale.

La legge di riforma prevede che il Comitato di gestione sia composto: dal Presidente dell’AdSP, che lo presiede e il cui voto prevale in caso di parità dei voti espressi; da un componente designato dalla Regione o da ciascuna regione il cui territorio è incluso, anche parzialmente, nel sistema portuale; da un componente designato dal sindaco di ciascuna delle città metropolitane, ove presente, il cui territorio è incluso, anche parzialmente, nel sistema portuale; da un componente designato dal sindaco di ciascuno dei comuni ex sede di autorità portuale inclusi nell’AdSP, esclusi i comuni capoluogo delle città metropolitane; da un rappresentante dell’autorità marittima, designato dalle direzioni marittime competenti per territorio, con diritto di voto nelle materie di competenza, prevedendo la partecipazione di comandanti di porti diversi da quello sede dell’AdSP, nel caso in cui siano affrontate questioni relative a tali porti.

I componenti durano in carica per un quadriennio, rinnovabile una sola volta, dalla data di insediamento del Comitato di gestione, ferma restando la decadenza degli stessi in caso di nomina di nuovo Presidente. Le loro designazioni devono pervenire al Presidente entro trenta giorni dalla richiesta avanzata dallo stesso, sessanta giorni prima della scadenza del mandato dei componenti. Ai componenti designati si applicano i requisiti di cui all’articolo 8, comma 1, previsti per il presidente dell’AdSP (ovvero che sia scelto fra cittadini dei Paesi membri dell’Unione europea aventi comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell’economia dei trasporti e portuale).

Dalla qualità e dal profilo tecnico professionale dei segnalati avremo la misura di come la classe dirigente del territorio avrà recepito la dimensione dell’impianto riformatore messo in campo dal Governo e la sua capacità di saper affrontare con adeguata serietà le scelte a cui sarà chiamato.

Dalle prime indiscrezioni che si diffondono in città e fra gli addetti ai lavori si ha la sensazione che, invece, queste nomine siano trattate alla stessa stregua delle designazioni per i vari enti inutili e utilizzati per pagare debiti di natura politica/elettorale o per costruire future aggregazioni a sostegno dei vari aspiranti nelle prossime scadenze elettorali. Qualora il profilo dei designati fosse incongruo con l’indicazione legislativa, oltre ad una formale e sostanziale violazione della legge che, a mio avviso, imporrebbe ancora una volta l’intervento d’ufficio della magistratura (sancendo l’ineluttabilità del ruolo di censore degli organi giudiziari, con buona pace dei vari commentatori che ne contestano l’interventismo) rappresenterebbe la testimonianza di come si mantenga basso il livello dei vari decisori e certificherebbe ancora una volta che, anche se il governo indica strade nuove e fa riforme importanti, la miseria e la inadeguatezza dei rappresentanti dei territori costituisca la vera pietra tombale ad ogni volontà di cambiamento.

Speriamo che, completate le necessarie procedure, le nomine che il Presidente Annunziata farà, sulla base delle indicazioni ricevute, ci smentiscano aprendo una nuova fase nella storia della nostra portualità.

Altri presidenti di Autorità portuale (ad esempio Livorno e Civitavecchia) in questi giorni stanno dimostrando di non volersi piegare alle “necessità” di basso profilo della politica respingendo (prerogativa loro attribuita dalla riforma) alcune designazioni, anche di grande peso politico, chiedendo il rigoroso rispetto dei requisiti previsti dalla legge. Speriamo che anche il nostro presidente, su cui riponiamo grandi speranze, sappia essere all’altezza dei compiti e delle responsabilità affidategli dal Ministro.

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