Scuola: novità sugli esami di stato e sul diritto allo studio

Cosa cambia in tema di credito scolastico, prova Invalsi ultimo anno, ammissione agli esami, svolgimento ed esiti. Maturità: cambierà il punteggio finale attribuendo un peso maggiore alla carriera scolastica

 

La Civetta di Minerva, 21 aprile 2017

Nel 2018, gli esami di maturità cambieranno, salterà la terza prova scritta, quella confezionata lo stesso giorno dalla commissione esaminatrice; cambierà anche il punteggio finale attribuendo un peso maggiore alla carriera scolastica. Gli scritti e il colloquio varranno complessivamente 60 punti. La commissione esaminatrice resta mista: tre membri interni, tre commissari esterni e un presidente esterno. E all’ultimo anno gli studenti dovranno obbligatoriamente (pena l’esclusione dall’esame di maturità) sostenere una prova nazionale Invalsi di Italiano, Matematica e Inglese.

Cambia anche l’esame di terza media: tre prove scritte (Italiano, Matematica e lingua straniera) e un colloquio, in luogo delle sei prove scritte di oggi. Perché la prova Invalsi di Italiano e Matematica, che rientrava nell’esame finale, verrà spostata in un altro momento dell’anno e uscirà dalla valutazione finale. Ma sarà obbligatorio svolgerla per l’ammissione agli esami. In forse le novità sulla valutazione della condotta, che dovrebbe essere espressa sulla base di indicatori nazionali relativi allo sviluppo delle competenze personali, sociali e di cittadinanza.
Vediamo, in particolare. cosa accadrà nella scuola secondaria di secondo grado dall’anno scolastico 2018/19, quando entreranno in vigore le nuove disposizioni del decreto legislativo approvato il 7 aprile che detta nuove disposizioni relative agli esami di Stato, introducendo diverse novità relative a: prova Invalsi, attribuzione del credito scolastico, criteri di ammissione all’esame, prove ed esiti del medesimo.

CREDITOSCOLASTICO: Il punteggio massimo conseguibile negli ultimi tre anni passa da 25 a 40 punti. I 40 punti saranno così distribuiti: massimo 12 punti per il terzo anno; massimo 13 punti per il quarto anno; massimo 15 per il quinto anno.

PROVA INVALSI: Gli studenti del quinto anno sosterranno la prova Invalsi nel corso dell’anno scolastico e non in sede d’esame. La prova, però, costituirà requisito d’ammissione all’esame, ma non influirà sul punteggio finale. La prova, che sarà computer based, verte sulle discipline di italiano, matematica e inglese. In particolare, la prova in inglese certificherà, in convenzione con enti certificatori accreditati, le abilità di comprensione e uso della lingua inglese in linea con il Quadro Comune di Riferimento Europeo per le lingue.

AMMISSIONE ALL’ESAME: Per essere ammessi all’esame di Stato, gli studenti dovranno essere in possesso dei seguenti requisiti:

a) frequenza per almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato; b) partecipazione, durante l’ultimo anno di corso, alla prova Invalsi; c) svolgimento dell’attività di alternanza scuola-lavoro secondo quanto previsto dall’indirizzo di studio nel secondo biennio e nell’ultimo anno di corso; d) aver conseguito la sufficienza (6) in tutte le discipline, fatta salva la possibilità per il Consiglio di classe di ammettere, con adeguata motivazione, chi ha un voto inferiore a sei in una disciplina (o in un gruppo di discipline che insieme esprimono un voto); e) aver conseguito la sufficienza in condotta. L’insufficienza nella condotta determina la non ammissione

L’ammissione con l’insufficienza in una disciplina o gruppo di discipline, che insieme esprimono un solo voto, inciderà sull’attribuzione del credito scolastico.

PROVE d’esame: L’esame si articolerà in due prove scritte (prima e seconda prova) e una orale.

Prima prova: è volta ad accertare la padronanza della lingua italiana nonché le capacità espressive, logico linguistiche e critiche del candidato; consiste nella redazione di un elaborato con differenti tipologie testuali in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico.

Seconda prova: può essere scritta, grafica o scritto-grafica, compositivo/esecutiva musicale e coreutica, verte su una o più discipline caratterizzanti il corso di studio ed è intesa ad accertare le conoscenze, le abilità e le competenze, proprie dell’indirizzo di studio, acquisite dallo studente.

Prova orale: è volta ad accertare il conseguimento delle competenze raggiunte. Gli studenti devono analizzare testi, documenti, esperienze, progetti, problemi affinché la commissione verifichi l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline, la capacità argomentativa e critica del candidato; devono inoltre esporre, mediante una breve relazione e/o un elaborato multimediale, l’esperienza di alternanza scuola-lavoro. La prova, inoltre, accerta le conoscenze e competenze maturate dallo studente nell’ambito delle attività relative a “Cittadinanza e Costituzione”.

ESITI: Il voto finale resta in centesimi e deriverà dalla somma di: credito scolastico (max 40 punti); punteggio prima prova (max 20 punti); punteggio seconda prova (max 20 punti); punteggio colloquio (max 20 punti).  L’esame è superato con una valutazione minima pari a 60/100.

La riforma del diritto allo studio, contenuta nel decreto legislativo attuativo della legge n. 107/2015, prevede interessanti novità relativamente a borse di studio,  tasse scolastiche, supporti per la didattica e carta dello studente.

Borse di studio: Le borse di studio, cui sono destinati 30 milioni di euro, permetteranno agli studenti delle scuole secondarie di II grado di avvalersi di un supporto per l’acquisto di materiale didattico, per i trasporti e per accedere a beni di natura culturale.

Tasse scolastiche: Gli studenti delle classi IV e V delle scuole secondarie di II grado saranno esonerati dal pagamento delle tasse scolastiche, in base all’ISEE. L’esonero parte dall’anno scolastico 2018/19 per gli studenti delle classi V.

Carta dello studente: La carta dello studente (IoStudio) sarà estesa anche a chi frequenta i corsi dell’Afam (Alta formazione musicale e coreutica) e ai Centri Regionali per la Formazione Professionale.

Sussidi per le scuole: Nel decreto è previsto lo stanziamento di 10 milioni di euro – all’anno, fino al 2019/2020 –  destinati all’acquisto di sussidi didattici nelle scuole che accolgono alunne e alunni con disabilità. Altri 10 milioni di euro – a partire dal 2019 – saranno destinati all’acquisto, da parte delle scuole, di libri di testo e di altri contenuti didattici, anche digitali, e al comodato d’uso dalla primaria fino alle classi dell’assolvimento dell’obbligo. Stanziati anche 2,5 milioni di euro all’anno, a partire dal 2017, per la scuola in ospedale e per l’istruzione domiciliare.

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