“La Banca d’Italia non è mai stata interamente pubblica”

L’economista Giovanni Zero: “Alcune precisazioni sul resoconto giornalistico della mia conferenza a Siracusa Resiliente”

 

La Civetta di Minerva, 21 aprile 2017

Ritengo doveroso apportare alcune precisazioni ed alcune correzioni all’articolo pubblicato sullo scorso numero del nostro giornale.

1) Il nome corretto dell’economista siciliano autore del libro “La Bancocrazia o il  gran libro sociale”, edito nel 1939, è Barone Giuseppe Corvaja nato a Calascibetta nel 1975.

2) La banca d’Italia non è mai stata completamente pubblica. Nasce  nel 1893, subito dopo gli scandali bancari culminati con quello della Banca Romana, come società per azioni dalla fusione della Banca nazionale nel Regno d’Italia, della Banca nazionale toscana e della Banca toscana di credito. Resta fino al 1936 una società per azioni a carattere totalmente privato ma con funzioni che vanno oltre il mero utile e comprendono sempre più anche l’interesse generale dello stato e dei cittadini. Con la legge bancaria del 1936 si stabilisce che le quote (non più azioni) possano essere possedute solo da particolari istituzioni a carattere pubblico come le casse di risparmio, le banche di interesse nazionale ed enti pubblici quali inps ed inail. Non più da azionisti privati. Con la suddetta legge si istituzionalizzano le funzioni di Banca centrale come organo supremo di regolazione  e controllo del sistema monetario e creditizio.

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