E intanto l’armatore Franza a La Sicilia: per Messina meglio unirsi a Catania. Ridisegnare la mappa dell’adsp con la città dello Stretto sarebbe la fine per Augusta. Il gioco si fa più duro e restiamo preoccupati sull’evoluzione della vicenda
La Civetta di Minerva, 7 aprile 2017
Quando questa nota andrà in stampa, probabilmente, si sarà concluso l’iter autorizzativo parlamentare per la nomina del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale, visto che il presidente Crocetta ha dato, finalmente, l’adesione alla proposta di nomina avanzata dal Ministro, come ci aveva preannunziato l’esperto di materia portuale del giornale di Catania.
Chi è Andrea Annunziata: laureato in giurisprudenza, avvocato, nel governo Prodi II ha ricoperto il ruolo di sottosegretario al ministero dei trasporti. Dal 2008 è stato presidente dell’autorità portuale di Salerno dove sono stati raggiunti, negli ultimi anni, notevoli risultati dal punto di vista dell’aumento dei traffici e delle strutture portuali, ed è membro del consiglio direttivo di Assoporti (associazione che rappresenta le autorità portuali e i maggiori porti italiani); il suo curriculum sembra, quindi, adeguato ad assumere il ruolo a cui è stato proposto in totale discontinuità con la maggior parte delle precedenti designazioni. Se si considerano, poi, i risultati raggiunti dal porto di Salerno durante la sua gestione, sembrerebbe che, finalmente, avremo un manager adeguato alle necessità.
Restano ancora sul tappeto alcune questioni non secondarie per il valore simbolico che hanno e per la sostanza che dovrebbe accompagnare una scelta lineare: la sede dell’autorità, ancora oggetto di contestazioni, e la nomina del comitato di gestione che dovrà affiancare il Presidente. Sulla sede, si registra la formalizzazione di un ricorso al TAR avverso il decreto Delrio che, come si ricorderà, sulla base di una proposta di Crocetta, prevede una sede partime tra Catania ed Augusta. L’iniziativa di Assoporto, opportuna nel merito, ci sembra debole da un punto di vista giuridico, poiché in ordine alla sede ci appare (essendo quest’ultima una organizzazione privata, sia pure espressione di legittimi interessi) poco legittimata, giuridicamente, a rappresentare gli interessi del territorio; diverso se l’iniziativa, sia pure supportata da Assoporto, fosse stata intrapresa dal Comune che, a mio avviso, sarebbe stata, oltre che opportuna, giuridicamente meglio legittimata; ma, sul piano del diritto, vedremo cosa diranno i giudici amministrativi che dovrebbero decidere sulla sospensiva del decreto che individua la sede provvisoria, il 5 aprile.
Viceversa, alla mobilitazione sindacale non è seguita alcuna iniziativa più determinata e sul piano politico, dopo le grida, resta in piedi solo qualche dichiarazione critica di prammatica. La sensazione che si percepisce è che il problema sia stato archiviato, anche se, con sorpresa, si registra una strana intervista all’armatore Franza di Messina che, ospitato dal giornale di Catania (mai casuale in queste faccende, n.d.r.), ipotizza una ristrutturazione del territorio di competenza dell’autorità di sistema fino a Messina per chiudere la partita con Gioia Tauro.
Nella vicenda dell’autorità di sistema, non sarà sfuggito ai più attenti che il giornale di Catania ha svolto il ruolo di fiancheggiatore, oltre ogni naturale sostegno campanilistico, nei confronti di Catania e degli interessi che gravitano su quel porto a cui non sembra estraneo l’editore dello stesso giornale. Questa nuova “sparata”, che per essere considerata abbisogna di una modifica del decreto legislativo, sarebbe la definitiva “morte” del ruolo della nostra provincia in materia portuale poiché oltre ad alterare il baricentro fisico dell’area di sistema portuale, ne cambia il peso specifico, sia a livello di bilancio commerciale sia a livello di rappresentanze e quindi di governance, essendo Messina città metropolitana e, quindi, titolata ad essere presente nel comitato di gestione alterando gli equilibri in campo. Tutto ciò senza voler considerare la pessima nomea che Messina porta con sé da un punto di vista della gestione della cosa pubblica (basta sfogliare i giornali degli ultimi vent’anni, per rendersi conto di cosa si parla).
Il gioco si fa più duro e restiamo preoccupati sull’evoluzione della vicenda, sperando che sindacati e forze politiche non stiano a cincischiare occupandosi di aria fritta. La logica e la natura dei traffici della Sicilia Orientale, se le scelte fossero costruite sulla base delle necessità e delle vocazioni territoriali, condurrebbero ad un allargamento a sud e non a nord dell’area di influenza e di governo del sistema portuale verso Siracusa e Pozzallo invece che su Messina, assolutamente lontana dalla necessità di una integrazione virtuosa tra scali non competitivi ma complementari. Ma tant’è. Vedremo che succederà.
Intanto sarebbe utile che si cominciasse a ragionare per definire al più presto il comitato di gestione definendone i numeri e le rappresentanze. Nel merito già si affacciano le prime diatribe paesane, qualcuno ha cominciato, stravolgendo il senso e la lettera della norma, ad avanzare l’ipotesi che anche Melilli e Priolo dovrebbero avere un proprio rappresentante essendo parte di quei territori ricompresi nell’alveo dell’autorità portuale di Augusta. Questioni, infondate, di lana caprina, che però potrebbero ritardare ed infiammare gli animi; certo se l’Amministrazione Comunale di Augusta aprisse un tavolo di confronto con gli altri due comuni per concordare una metodologia trasparente e fortemente segnata nella scelta della rappresentanza sulle caratteristiche che essa dovrebbe avere, queste velleità potrebbero essere spente sul nascere…
Sarebbe il caso di avviare un procedimento ad evidenza pubblica per selezionare, sulla base di un bando pubblico, il nome da scegliere tra coloro che, avendone i requisiti, si dichiarino disponibili a rappresentare gli interessi della nostra comunità evitando di individuare portaborse e/o avventurieri di ogni genere, ciò al fine di segnalare una personalità tra i concittadini del triangolo Augusta – Priolo – Melilli in possesso dellacomprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell’economia dei trasporti e portuale (come prevede la legge, n.d.r.) e che non abbia conflitti di interessi con il ruolo da assumere. Ma accadrà ciò? Dai segnali che si rilevano a palazzo di città la prospettiva sembra negativa, poiché sembra non si voglia seguire questa direzione arrivando al paradosso che per il presidente della storia patria, del responsabile di un modesto museo della piazzaforte e per la scelta degli assessori (scelta incomprensibile) si è avviata una valutazione (sia pure non pubblica) dei curriculum, mentre per il rappresentante del territorio nel comitato di gestione della nuova autorità portuale si voglia procedere con scelte fatte nel segreto di stanze privilegiate, alla faccia della trasparenza e della partecipazione. Per amore di patria vorremmo essere smentiti dai fatti.
Ultima notazione: Il Ministro Delrio, a Catania in occasione della sua ultima visita per l’inaugurazione della metropolitana, a margine di un incontro con la stampa, sollecitato in merito alla sede della port autority dell’adsp dello Jonio ha chiosato sulle polemiche in corso fra i due comuni dicendo che nei contatti con i grandi players del settore lui dovrà soffermarsi sulle capacità del sistema di rispondere alle necessità del mercato non dove si riunisce l’organo di governo. Osservazione che non fa una grinza, ecco perché non si capisce la scelta di assecondare la proposta di Crocetta su Catania; il ministro dica apertamente che ha subito un ricatto di natura politica che ha umiliato la provincia di Siracusa e che ha scelto di assoggettarsi ad una ritorsione miserrima al fine di ottenere l’assenso del governatore sulla nomina di Annunziata (assenso necessario in seguito all’esito del referendum) e così ognuno farà la sua magra figura, senza sconti.

Commenti recenti