Alosi: “Nel 2016 nel Siracusano utilizzati 427.818 voucher”

Il segretario generale della Cgil: “Una fetta estremamente alta di lavoro precario, sottopagato e privo di tutele”. “La madre di tutte le battaglie in questa provincia è la spregiudicatezza negli appalti” 

 

La Civetta di Minerva, 24 marzo 2017

Voucher sì voucher no. Il governo teme che ci sia un’altra débacle dopo quella del 4 dicembre e così ha deciso di mettere mano alla questione voucher e sulla responsabilità solidale negli appalti per evitare il referendum del 28 maggio 2017 sui due quesiti, frutto di battaglie, impegno e mobilitazione fortemente voluti dalla Cgil. “Nel 2016 nella nostra provincia – ci spiega Roberto  Alosi, segretario generale della Cgil – sono stati utilizzati 427.818 voucher: ciò significa che una fetta estremamente alta di lavoro precario, sottopagato e privo di tutele (ferie, maternità, permessi) è stato supportato anche da noi  dall’acquisto di ticket comprati in tabaccheria. Ciò ci dà la fotografiadella precarizzazione e del lavoro povero che nel nostro territorio sta assumendo proporzioni sempre più significative. L’uso dei ticket si è concentrato, nella nostra comunità, prevalentemente in settori come il terziario, il commercio, la ristorazione, gli alberghi e presenta una retribuzione assolutamente inadeguata. La fascia di età più esposta oscilla tra i 35 ai 55 anni e, a dispetto di ciò che sostiene il ministro,  ha rappresentato una vera e propria forma di sfruttamento nei confronti di chi si trova in difficoltà estreme”.

“Lavoro povero peraltro – ci spiega Alosi – perché i voucher sono ticket  dal valore di 10 euro lordi con un ritorno netto nelle tasche dei lavoratori di poco più di 7 euro. Paradossalmente questi lavoratori a ticket non solo non hanno un’equa retribuzione come previsto dalla Costituzione ma precipitano inesorabilmente nella fascia della precarietà e del bisogno estremo. A fronte di tutto questo la Cgilha lanciato nei mesi scorsi   una raccolta straordinaria di firme a sostegno della Carta Universale dei Diritti e dei tre quesiti referendari posti a sostegno della Carta stessa, raccogliendo complessivamente oltre tre milioni di firme, di cui 40 mila solo nella nostra provincia. Il nostro tentativo di dare nuovamente protagonismo ai cittadini sulle politiche economiche di questo Paese ha prodotto un risultato straordinario che è stato quello di costringere il governo sia ad abolire i voucher sia a ripristinare la responsabilità solidale dei committenti sul tema degli appalti che per il nostro territorio è di fondamentale importanza”. 

La spregiudicatezza con cui gli appalti sono stati attribuiti in questi anni nella nostra provincia – aggiunge il segretario – sia nell’area industriale che nel settore del terziario, dei servizi e della pubblica amministrazione, costituisce  la madre di tutte le battaglie. Da troppi anni, ad ogni cambio appalto, assistiamo alla perdita di un pezzo di occupazione a causa  dello spregiudicato meccanismo del massimo ribasso che comprime  i diritti dei lavoratori segnando un peggioramento della retribuzione, della tutela e della sicurezza e della contrattualizzazione del rapporto di lavoro. Avere ripristinato oggi la responsabilità del committente rispetto alla ditta appaltatrice o subappaltatrice, significa rimettere in capo al committente, sia esso pubblico o privato, la responsabilità del rispetto dei diritti dei lavoratori a cui viene affidata l’esecuzione in appalto del lavoro.

E proprio qui, nel nostro territorio, questa battaglia assume una valenza di grande impatto soprattutto nell’area industriale dove ad ogni appalto assegnato si restringe l’occupazione e  i diritti dei lavoratori. “Adesso – continua Alosi –  contiamo di aprire un’interlocuzione forte con le committenti al fine di elaborare un accordo condiviso con le imprese, parti sociali, istituzioni. Occorre creare un sistema di regole certe che permetta il riavvio dello sviluppo di questo territorio  ricentralizzando la dignità del lavoratore e del lavoro che è il vero capitale su cui costruire una  nuova stagione di sviluppo economico. Finchè  non ridiamo al lavoro il valore di elemento portante dello sviluppo, corriamo in rischio di mantenere un degrado sociale ed economico insopportabile. E con la scomparsa dei voucher il governo per la prima volta, dopo diversi  anni, ha annunciato l’apertura di un tavolo di confronto con le parti sociali per disciplinare i lavori occasionali.

“Nella nostra proposta di legge relativa alla Carta Universale dei Diritti – aggiunge il Segretario Cgil –  agli articoli 80 ed 81 abbiamo già previsto una soluzione ai lavori occasionali con un principio di fondo: qualunque lavoro, qualunque tipologia, qualunque orario venga messo in atto e qualunque tipologia di contratto venga applicata, non può che avere diritti universali uguali per tutti e non negoziabili. Su questi punti ci confronteremo con il governo, saremo attentissimi  alle dichiarazioni del governo e ci confronteremo nel merito delle proposte avanzate. Sarà poi necessario creare dei tavoli di confronto provinciali per rimodulare tutto il sistema del lavoro nel nostro territorio alla luce delle nuove norme”. Aspettando i fatti e le leggi la Cgil intanto continua la sua mobilitazione.

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