La Port Authority Catania-Augusta e il giornalismo partigiano

Su un diffuso quotidiano locale, un ”esperto” ci ricorda che da un anno (in verità da settembre, ndr) non viene nominato il presidente dell’autorità di sistema portuale del mar Jonio e che ciò produce grave nocumento per gli interessi dei due porti del sistema

 

La Civetta di Minerva, 10 marzo 2017

Da giovanotto ricordo di aver letto un libro dal titolo intrigante: “Come si legge un giornale”. Grande fu la mia delusione quando, finita la lettura, mi resi conto che pur essendo un ottimo testo, trattava l’argomento prevalentemente da un punto di vista tecnico. Spiegava il ruolo del titolo, del corpo del carattere scelto, di cosa fossero l’occhiello il catenaccio e le schede, il peso specifico che assumevano le varie pagine nell’equilibrio del giornale, e così via; solo marginalmente accennava a come una “notizia” possa essere confezionata estrapolandola da una frase o come costruire, partendo da una non notizia, un articolo infarcito di condizionali e di “sembra” o “si dice”.

La modesta attenzione data a quest’ultimo aspetto del giornalismo di maniera forse era dovuta ad una limitata pratica, allora, di quelle tecniche che, invece, oggi sono prevalenti nella stampa quotidiana. Titoloni che reggono un paio di giorni, sensazionalismo che stimola la curiosità, poi dopo un po’ si passa ad altro lasciando il lettore ignaro di come vadano a finire le faccende che sembravano essere fondamentali per il paese; e così finiscono nel tritacarne vite di persone, le loro speranze e le aspirazioni di chi ha avuto la malaugurata idea di esporsi, consumate per soddisfare, nel massacro delle persone più in vista, le proprie frustrazioni e le proprie paure in un pernicioso sadismo che non risparmia nessuno. Come sono lontani quei tempi!

Oggi in alcuni quotidiani, specie in provincia, ci si adopera per “orientare” (o meglio disorientare) verso obiettivi concreti più minuti ma altrettanto importanti per le economie locali. Le persone, sempre più vittime della bulimia degli scoop, sono, con una ben orchestrata e architettata prospettazione di notizie vere o presunte, indirizzate a sostenere soluzioni e/o tesi a supporto dei decisori politici amici, al fine di superare ostacoli e/o aggirare problemi in favore di interessi più o meno espliciti (diretti o indiretti) di chi li propone.

Un esempio di ciò si coglie dagli articoli pubblicati, nel tempo, da un giornale locale sulla vicenda della sede della port autority del mare Jonio. Una rilettura della loro sequenza, dei loro contenuti e delle “indiscrezioni” filtrate a sostegno di tesi precostituite danno la misura di una tecnica manipolatrice dell’opinione pubblica, sempre poco attenta e confusa da una massa enorme di notizie vere o presunte a cui si aggiungono le bufale proclamate sui social e che soprattutto ha scarsa memoria sui fatti e sulle conseguenze che i fatti hanno comportato.

Ci ha colpiti, recentemente, il giornale di Catania con gli articoli di un ”esperto” di problemi portuali sulla vicenda delle sede della port authority. Dopo tanto silenzio negli anni in cui il presidente della port authority di Augusta era ostaggio di vari commissari, ci ricorda che da un anno (in verità da settembre, ndr) non viene nominato il presidente dell’autorità di sistema portuale del mar Jonio e che ciò produce grave nocumento per gli interessi dei due porti del sistema, nonostante (sic!, e vai con l’ossequio rispettoso di chi oggi tiene le redini) “l’efficiente attività di governo portuale dei commissari con le stellette!” (testuale n.d.r.) e del danno, per commerci e trasporti, che deriverebbe dalla disposizione ministeriale che impone, in attesa del nuovo assetto, l’ordinaria amministrazione. L’arguto redattore si chiede poi : ”E come fai programmare, a stringere accordi commerciali, ad attrarre crociere, fare lavori urgenti se devi fare solo l’ordinaria amministrazione?”

Il commentatore poi si lascia andare ad una serie di piccoli svarioni sullo stato dell’arte e ci rivela che “sembra che il ministro voglia nominare il presidente che a sua volta nominerà il segretario generale e due coordinatori, uno a Catania e uno ad Augusta” (clamorosa anticipazione possibile solo a chi sta nelle segrete stanze – dove si costruiscono le alchimie del potere – posto che la norma non prevede nulla di ciò). Poi ci fa sapere che del designato Presidente Annunziata si parla molto bene e che il sindaco Bianco (attribuendo allo stesso il ruolo di decisore) lo gradisce e che l’assessore regionale Pistorio sta facendo da pontiere per fare incontrare Annunziata con Crocetta per appianare “eventuali spigoli“ e convincere quest’ultimo che questa nomina è buona e che la sede a Catania per un biennio non complicherà i rapporti con i “deputati battaglieri “ di Siracusa (surreale onore delle armi per i presunti sconfitti, ndr).

Poi ci comunica che l’accorpamento tra i due porti deve avvenire altrimenti “fallisce la riforma Del Rio” in una semplificazione degna di miglior causa e conclude con una sviolinata alla on.le Prestigiacomo (possibile futura candidata del centrodestra al governo della regione) che ha mostrato gli attributi in favore di Messina. Il che ci fa capire che siamo agli sgoccioli e che le “diatribe” si possono considerare chiuse e che tutto verrà “sistemato” perché nei piani alti le cose si stanno aggiustando, tanto da registrare una ulteriore dichiarazione di Crocetta, riportata tra virgolette dallo stesso giornale il 3 marzo a pagina tre, il quale, con un’altra surreale giravolta, afferma “Non potevo lasciare gli agnellini alle pecore, ad Augusta opera il quartierino di Gemelli“, ignorando volutamente l’esito della vicenda e capovolgendo la logica che a maggior ragione vorrebbe, qualora vi fossero lupi famelici nel territorio, una maggiore e costante presenza dei gestori dell’autorità di sistema nell’ovile. Alla faccia del Diritto e della reale, oggettiva, natura delle cose.

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