Il presidente dell’Ordine degli Architetti di Siracusa: “Sono trascorsi troppi anni, le situazioni sono cambiate, la realtà urbanistica è ormai diversa”. Si torna a chiedere la ricostituzione dell’ufficio tecnico speciale per Ortigia, chiuso un anno fa tra le polemiche
Sulla sorte urbanistica di Ortigia solo uno sembra essere il dato chiaro: è stata ormai definitivamente accantonata l’idea di un aggiornamento di quel piano particolareggiato che ne ha fatto nel tempo il suo scudo protettivo e sicuramente garantito la rinascita, e si è fatta strada quella di includere il centro storico di Siracusa, attraverso lo strumento della variante, nel piano regolatore generale della città. L’intervista dell’assessore Italia spiega il punto di vista dell’amministrazione, il perché di questa scelta, che non sarebbe esclusivamente locale ma la conseguenza di una circolare dell’assessorato regionale critica nei confronti di piani particolareggiati poco flessibili e propensa alle varianti quali strumenti più idonei a tutelare i centri storici. La variante, si dice, può essere pensata e strutturata a diverse velocità, prevedendo sia gli interventi realizzabili nei tempi brevi, attraverso titoli abilitativi diretti, che quelli dai tempi medi e lunghi con titoli abilitativi indiretti, cioè subordinati a piani attuativi, non necessariamente di esclusiva iniziativa pubblica né estesi a tutta la città, bensì solo a quegli ambiti che presentino tessuti particolarmente complessi e degradati, tra l’altro non individuando subito le aree preordinate all’esproprio ma definendole solo a fronte di risorse disponibili per le ristrutturazioni urbanistiche ed eventuali indennizzi da corrispondere ai proprietari come prescritto dalla norma.
“Una nuova filosofia di Piano, più moderna, ormai adottata da tutti i Comuni, consentendo anche la partecipazione di soggetti privati, sotto varie forme insieme al Comune, alla riqualificazione della città – ha ancora sostenuto l’assessore Italia -. La variante di prg presenta una procedura meno lunga del piano particolareggiato. Basta leggere la circolare regionale per rendersi conto della quantità di elaborazioni grafiche richieste per il P.P. fra le quali l’obbligo del rilievo a scala di dettaglio di tutti gli edifici di Ortigia, nessuno escluso. Operazione possibile per ambiti molto limitati ma impossibile, impensabile, improponibile, impraticabile, per un organismo urbano complesso dalle dimensioni di una Città come è Ortigia. Inoltre, per quanto riguarda la riutilizzazione del patrimonio edilizio storico più eminente, il Piano può indicare non una, ma una gamma di possibili destinazioni funzionali compatibili con la tipologia dell’edificio. Un approccio che consente sicuramente di utilizzare al meglio, e in tempi più brevi, il grande patrimonio costituito dai grandi contenitori pubblici”.
E tuttavia stiamo per celebrare il ventennio di attesa della nuova pianificazione.
“Nel nostro lavoro ancora ci dobbiamo confrontare con il vecchio Piano Pagnano – commenta Alessandro Brandino, presidente dell’Ordine degli Architetti di Siracusa -. Un piano che negli anni ottanta ha fatto scuola, sia chiaro, proponendo un approccio allora all’avanguardia, fondando sulla esigenza di una conoscenza approfondita del nostro centro storico. Ma sono trascorsi troppi anni, e le situazioni sono cambiate, la realtà urbanistica è ormai diversa. Costituisce oggi, per esempio, una criticità il fatto che, partendo dal rilievo dei piani terra e primo, le indicazioni normative d’intervento del PPO per il primo livello si debbano adottare anche per i piani successivi senza avere una base di conoscenza effettiva di questi livelli, spesso diversi da quelli sottostanti. O la differenza tra quanto presenti il rilievo delle diverse unità abitative e la realtà. Questo ovviamente ha generato delle difficoltà nelle scelte progettuali e nella gestione delle pratiche presso l’ufficio tecnico. L’aggiornamento del Piano è quindi urgente, anche per gestire al meglio l’enorme patrimonio che abbiamo, e auspichiamo che questo si possa fare con il coinvolgimento diretto degli ordini professionali, delle categorie, delle associazioni in un’ottica di condivisione e partecipazione con le istituzioni. D’altra parte il Piano oggi è chiamato a confrontarsi non solo con il Testo unico sull’edilizia ma anche con la legge 13 del 2015, una legge fortemente criticata, e a ragione, soprattutto perché tende ad omogeneizzare le diverse identità urbane, a non considerare le specificità e peculiarità dei centri storici, anche proponendo categorie di intervento desuete. Che oggi nel dibattito sia entrata anche l’ipotesi di una variante ci può stare: la città va pensata nella sua totalità, non possono esistere parti a sé stanti, ma è tempo di avviare un dialogo proficuo sull’idea che abbiamo di Siracusa per il prossimo futuro”.
Così, dopo le tante dichiarazioni succedutesi nel tempo sull’imminenza dell’approvazione del nuovo piano /variante (troppo lunga la serie per darne qui conto ma la si può immaginare, insieme ai toni di volta in volta trionfalistici, esultanti, da primogenitura), si torna a chiedere la ricostituzione di quell’ufficio tecnico speciale per Ortigia, previsto da una legge regionale del 1976, di fatto cancellato tra molte polemiche nel marzo 2016: è stato “derubricato da autonomo Settore qual era a mero Servizio “Centro Storico”, accorpandolo al Settore “Territorio” cioè all’Urbanistica generale” nota l’avvocato Salvo Salerno. Secondo l’assessore Pierpaolo Coppa una necessità dovuta al riordino complessivo del personale addetto al settore urbanistico, possibile anche per un carico di lavoro degli uffici dal 2008 meno pesante; secondo l’avvocato Salerno “una scelta non rispettosa delle procedure prescritte e priva di fondamento normativo legislativo” così come di valide ricadute economiche (da una parte le risorse risparmiate sarebbero state dirottate dall’amministrazione su altri settori meno strategici e dall’altro si sarebbe persa la possibilità di attrarre eventuali fondi regionali), oltre ad aver determinato un sostanziale impoverimento della Commissione Speciale di Ortigia privata di alcune importanti componenti.

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