“A Vignalonga il Comune di Floridia incassa molto e spende poco”

L’ing. Milo Giarratana: “Il mercatino, le giostre, i circhi assicurano entrate cospicue ma per il quartiere l’amministrazione non s’impegna”. “E’ falso che non vogliamo il centro minori migranti per xenofobia”

La Civetta di Minerva, 24 febbraio 2017

A Floridia le condizioni della periferia, malgrado qualche intervento dell’amministrazione, restano difficili, i cittadini dei quartieri periferici (Marchesa, Santuzzo, Taverna, Piazza Marconi, Vignalonga, Orto di Nava) lamentano disattenzioni come scarsa pulizia e manutenzione stradale e i pochi spazi verdi esistenti, assenza della differenziata, mancato coinvolgimento nella programmazione di eventi, scarsa illuminazione stradale. In particolare nell’ultimo anno i riflettori sono stati puntati sul quartiere Vignalonga di Floridia per numerosi motivi di lamentela da parte degli abitanti. Per questo motivo abbiamo intervistato il rappresentante di quartiere ing. Carmelo, Milo per gli amici, Giarratana, che è anche consigliere comunale. “Innanzitutto ci tengo a precisare – dice – che parlo in qualità di rappresentante della comunità e non in veste di consigliere”

Ingegnere Giarratana, sembra che Vignalonga sia spesso alla ribalta delle cronache floridiane. Quali sono i motivi per cui si è arrivati a questa situazione?

Il problema di base è che il quartiere è periferico e, come tutte le periferie, risente e paga alla comunità il fatto di essere abbandonato e dimenticato. Proprio per questi motivi, io, come rappresentante di quartiere, insieme a tanti altri residenti, abbiamo sempre tentato di combattere l’indifferenza dell’amministrazione, anzi delle amministrazioni. Il quartiere è abitato da contribuenti che non vedono alcun feedback se non negativo.

Quali sono, nello specifico, le problematiche che avete affrontato nell’ultimo anno?

Le difficoltà sono state e sono innumerevoli. Per limitarci all’ultimo anno, posso dire delle erbacce che crescono floride e rigogliose ai bordi dei marciapiedi e troppo di rado vengono estirpate. Anche la viabilità ha costituito un problema, in quanto vie molto strette erano percorribili a doppio senso. Abbiamo anche affrontato la questione relativa ai cassonetti che venivano spostati continuamente e abbiamo tentato di regolamentarne l’allocazione. Non va dimenticato nemmeno il problema ricorrente del continuo alternarsi di giostre e circhi che creano seri disagi, sia per i decibel elevatissimi per abitazioni che si trovano a meno di dieci metri di distanza, sia per il mancato rispetto delle più elementari norme igienico-sanitarie, in quanto i reflui vengono scaricati in un ambiente privo di scarichi fognari, cosa tra l’altro del tutto fuori norma. E per questo qualcuno, cosa estremamente grave, ha addirittura deciso di mettere in vendita la sua abitazione per trasferirsi altrove.

Perché per giostre e circhi non si trovano anche altri siti?

Non sono molte le alternative logistiche per queste attività. Una potrebbe essere la zona artigianale, ma risulta distante dal centro e quindi più difficilmente fruibile dagli avventori e la piazza che dovrebbe accoglierli non ha le dimensioni degli spazi adibiti a Vignalonga. Un altro punto è quello dei “campi di Nassirya”, che è il centro di raccolta della popolazione in caso di calamità, e perciò l’amministrazione ritiene che non possa essere adibito a ricevere giostre e circhi, ma riceve, invece, il mercato settimanale. La verità è che per le condizioni dei campi non è possibile accoglierli, si pensi che sono quasi totalmente al buio, perché mancano cavi elettrici e addirittura tutte le cabine elettriche sono divelte o addirittura assenti, e anche murate dall’amministrazione. Quindi anche in caso di calamità la cittadinanza si raccoglierebbe in un sito del tutto inadatto.

Una vicenda ha destato particolare scalpore nel quartiere: la quasi sollevazione popolare contro l’apertura di un centro di primissima accoglienza per minori extracomunitari. Questo ha comportato grandissimo disagio nei residenti. “Non per xenofobia – ci dice l’ing. Giarratana – come qualcuno strumentalmente vorrebbe far credere”, in quanto è già presente a Vignalonga un altro centro che accoglie ragazze madri extracomunitarie.

Ma allora perché le ragazze madri sì e i minori no?

In prima istanza per motivi cronologici, in quanto il primo centro è stato aperto in tempi in cui non vi era un’emergenza e i floridiani sono sempre stati accoglienti, tanto che per un certo periodo siamo stati, in percentuale, tra i paesi più ricettivi d’Italia. Ma in questo caso si tratterebbe, come detto, di un centro di primissima accoglienza per minori non accompagnati, che non ha i requisiti per poter essere ospitato in una zona, come il nostro quartiere, in cui è assente qualsiasi tipo di servizi e di controllo. Inoltre questo tipo di centro ha una natura molto temporanea, in quanto in poco tempo i minori verrebbero spostati altrove. E proprio per questo è necessario un tipo di controllo più capillare, perché la legge dice che questi soggetti devono vivere il territorio al fine di una integrazione efficace. Un altro sevizio indispensabile sarebbe quello di tutorato per l’integrazione di ragazzi che arrivano da zone in cui, per le condizioni in cui versano, la vita vale poco o nulla e quindi le regole sono inesistenti. Per questo abbiamo chiesto, e finora ottenuto, solo che fossero prima forniti i servizi per poter accogliere una comunità di questo tipo o di trasferirla in una zona già dotata di questi servizi.

Inutile dire che la comunità teme anche la speculazione di persone senza scrupoli, che sfruttano le disgrazie altrui, per arricchirsi. Si pensi che, a conti fatti, pare che ogni extracomunitario consenta di percepire 50euro al giorno, di cui una percentuale finisce nelle casse comunali.

Per la soluzione di questi problemi lei ha trovato orecchie attente in questa o in altre amministrazioni?

Ripeto che il problema non è relativo solo alla presente amministrazione, perché anche le precedenti sono rimaste sorde e poco sensibili a queste problematiche e alle nostre richieste. Tutte le amministrazioni dovrebbero prestare molta più attenzione alle periferie, perché la vera ricchezza, nelle piccole cittadine e/o nei paesi è quasi tutta demandata a queste zone di “confine”. Probabilmente, le entrate più cospicue del comune arrivano proprio da questo quartiere, in quanto il mercato settimanale, giostre, circhi e quant’altro pagano ingenti tasse al comune. Noi abitanti paghiamo, invece, in termini di difficoltà e disagi gli esiti di tutto ciò. Devo ammettere che questa amministrazione ha fatto qualche intervento, e per questi ho pubblicamente ringraziato. Tuttavia risulta essere sempre troppo poco per un quartiere che ha ancora bisogno di tanto.  

Perché i guadagni derivanti da queste attività non restano nel quartiere e non sono utilizzati per i servizi, anche quelli relativi all’accoglienza?

Bella domanda, ma non è a me che deve porla.

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