Nell’incontro interistituzionale svoltosi giorni fa alla Martoglio assenti Confindustria, artigiani, commercianti e vari settori produttivi. Tra il dire e il fare…
La Civetta di Minerva, 27 gennaio 2017
Giovedì 19 gennaio presso l’istituto Martoglio a Siracusa è stato convocato, dalla dirigente del CPIA (centro provinciale istruzione adulti), Prof.ssa Simonetta Arnone, il Tavolo Interistituzionale, previsto dalla norma, per rilanciare e far conoscere le opportunità offerte e le attività svolte dal centro a tutti i soggetti pubblici e privati che ne dovrebbero avere interesse. Presenti la Regione con un delegato dall’Assessore Marziano, alcuni dirigenti di scuole sedi di corsi serali, rappresentanti della Prefettura, il direttore del carcere di Augusta, rappresentanti di un ente di formazione, dell’ex provveditorato e della direzione regionale del MIUR, di un sindacato e docenti interessati a vario titolo. Assenti Confindustria, artigiani, commercianti e vari settori produttivi e gli EE.LL.
Mentre in qualche modo parte dei rappresentanti istituzionali pubblici non hanno mancato l’appuntamento, il settore privato era il grande assente a testimonianza che a parole siamo tutti interessati a promuovere lo sviluppo, anche rafforzando le risorse offerte dal capitale umano, salvo poi, esaurite le dichiarazioni di principio, tornare ad occuparci d’altro. Spesso ci lamentiamo (sport nazionale) che lo Stato non si prende cura di avvicinare l’azione formativa alle necessità dell’impresa e dell’economia, poi, quando lo stato crea gli strumenti per intervenire, non li utilizziamo e continuiamo a fare quello che facevamo prima, ovvero ci lamentiamo del destino cinico e baro che ci vuole agli ultimi posti della qualità della vita nella comunità nazionale. Questo accade anche in tanti altri settori, e ciò è una delle cause della nostra marginalità. In questa considerazione può riassumersi l’atteggiamento complessivo della società rispetto agli sforzi e alle riforme che si mettono in campo per affrontare i limiti della nostra società, evidenziando un aspetto del ritardo culturale che ci rende incapaci di costruire la nostra riscossa.
Molti non sanno che il CPIA è lo strumento istituzionale utile ad intervenire nei ritardi e nelle insufficienze di una formazione distante dalle necessità dell’economia e della società. Come tutti gli strumenti, se non utilizzato sostenuto e coadiuvato perchè funzioni al meglio, non potrà produrre i risultati per cui è stato creato. Le presenze e l’immagine dei partecipanti al convegno davano la misura del ritardo che la cosiddetta società civile ha nella consapevolezza delle opportunità offerte dalla legislazione; mentre per l’offerta dei corsi di alfabetizzazione, pur con limiti e difficoltà, si riesce a dare risposte, specie in favore degli stranieri (che dimostrano di saper meglio utilizzare le opportunità offerte da una legislazione avanzata), il resto stenta a decollare perché non si realizzano le sinergie necessarie a consentire al CPIA di operare per le finalità per cui è stato pensato. Si registra, ancora una volta, il limite culturale che ci impedisce di operare come fanno all’estero e in molte parti d’Italia, oltre lo stretto. Così l’appuntamento si è consumato attraverso il convinto ed appassionato eloquio della Prof.ssa Arnone, che ha illustrato il ruolo del Centro Provinciale Istruzione Adulti nel territorio e le possibili utilizzazioni di questo nuovo strumento di crescita civile e culturale.
Le attività finora messe in campo si possono, così, sintetizzare: Percorsi di alfabetizzazione e percorsi di apprendimento delia lingua italiana, rivolti in particolare agli stranieri; percorsi di primo livello articolati per il conseguimento del titolo conclusivo del primo ciclo di scuola secondaria di primo grado (ex scuola media) nonché il conseguimento delle competenze di base connesse all’obbligo di istruzione relative agli insegnamenti comuni a tutti gli indirizzi degli Istituti Tecnici e Istituti Professionali il che, per i non addetti ai lavori, significa l’acquisizione dei titoli per iscriversi al terzo anno delle superiori di quelle scuole.
La relatrice ha evidenziato, inoltre, che il CPIA è legittimato all’ampliamento dell’offerta formativa già presente nella scuola pubblica mediante la stipula di convenzioni con università Regione ed enti pubblici, di intese contrattuali con associazioni e privati, oltre a poter partecipare ad associazioni temporanee con agenzie pubbliche e private con cui si realizzino collaborazioni sinergiche per l’attuazione di particolari progetti di formazione. In parole povere questo significa che se ho necessità di avere competenze culturali e/o professionali e tecniche non presenti nel territorio o che so che mi serviranno in futuro, posso formarle e costruirle utilizzando il CPIA, anche attraverso fondi regionali, nazionali e/o europei da richiedere sulla base di un progetto concreto, o utilizzare i fondi accantonati, per la formazione, dalle imprese che altrimenti saranno utilizzati altrove.
Già da due anni il CPIA cerca disperatamente di concretizzare queste opportunità registrando disattenzioni e scarsa consapevolezza della valenza che lo strumento può garantire al sistema economico e formativo.
Il CPIA, che costituisce una tipologia di istituzione scolastica autonoma dotata di uno specifico assetto didattico e organizzativo, è articolato in reti territoriali di servizio ed è organizzato in modo da consentire uno stretto raccordo con le autonomie locali, il mondo del lavoro e delle professioni per realizzare un’offerta formativa strutturata per cicli di apprendimento, il che gli consentirebbe di divenire un riferimento fondamentale nell’ambito dell’apprendimento permanente.
Come si vede, uno strumento che potrebbe convogliare risorse pubbliche e/o private verso un uso funzionale alle esigenze della comunità economica e sociale. Pur nondimeno la nostra comunità, fatta di uomini e donne sempre lamentosi ed insoddisfatti, non riesce a cogliere le nuove opportunità offerte da una legislazione che, una volta tanto, si rivela più avanzata rispetto alla sensibilità della comunità governata.

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