Intervista a 360 gradi con Francesco Italia: igiene urbana, Inda, beni culturali, viabilità… “L’opposizione, si butta su ogni bufala utile a screditare il nostro lavoro”
La Civetta di Minerva, 27 gennaio 2017
Sulla giostra degli assessorati della giunta Garozzo, in verità meno vertiginosa di quelle precedenti, Francesco Italia è ritto sul castello di comando con lo sguardo alla prua e sempre accanto al timoniere Garozzo.
Com’è questo fatto, Francesco? Sono cambiati tutti tranne te?
Nelle dinamiche politiche sembra davvero insolito che esistano rapporti di stima e fiducia reciproca duraturi nel tempo. In realtà a me non sorprende affatto tale circostanza, tanto più quando si fa parte di una squadra creata per raggiungere obiettivi comuni. Ho grande rispetto del sindaco e del suo ruolo e ritengo che, nella vita come in politica, i rapporti basati sulla fiducia siano gli unici su cui si possa fare affidamento per costruire fondamenta solide.
Francesco Italia, ma è mai possibile che non riusciate a zittire i continui lamenti dei siracusani? Qualunque cosa si scelga di realizzare in questa povera città viene costantemente criticata. Ma perché? Forse non comunicate efficacemente?
Il problema della comunicazione al giorno d’oggi non è certo un problema solo nostro. Ciò che accade a livello locale, ma direi specularmente a livello nazionale, non è altro che il risultato di una miscela esplosiva tra la profonda crisi economica di ampi strati di società; lo scollamento tra una certa politica (quella politica che negli anni passati ha nutrito di promesse e clientele un gregge di privilegiati conniventi) e i bisogni reali delle persone; il populismo e la facile opera demolitoria di chi mira a conquistare il potere distruggendo e diffondendo paura e rabbia; la facile diffusione di bufale attraverso web e social network; la crescente difficoltà a reperire risorse da parte del pubblico a causa degli enormi tagli degli ultimi anni.
La critica indiscriminata, oltre ad essere spesso un atteggiamento, uno sfogo personale delle proprie ambizioni frustrate da una mutata condizione di vita, si basa il più delle volte su questioni che vengono rappresentate in modo differente da come realmente sono. Non è raro che, leggendo alcune rappresentazioni alterate della realtà sui media o sui social, mi trovi a pensare: “ Se anch’io leggessi questo articolo o questa nota data alla stampa, per come la cosa è presentata, mi incazzerei moltissimo”.
Consentimi un esempio: l’igiene urbana a Siracusa. Chi da cittadino osserva dall’esterno e senza conoscere i fatti, è probabile che, nonostante ciò che di concreto in questi anni è stato realizzato, abbia una percezione di scarsa discontinuità rispetto al passato. Eppure questa amministrazione, nel dicembre del 2014, ha consegnato dopo 12 anni il nuovo capitolato d’appalto d’igiene urbana con un risparmio di 2 milioni di euro a base d’asta e con un impianto moderno ed ambizioso. Gara che si protrae senza che noi possiamo fare alcunché da allora e che, conseguentemente, impedisce alla città di fare quel salto che noi tutti attendiamo da tempo. Chi lo spiega ai cittadini che non hanno voglia o tempo di approfondire le questioni, che dei giornali leggono solo i titoli, che frequentano Facebook, che formano la propria opinione al bar? Chi lo spiega che in questo campo abbiamo fatto il massimo che ci si potesse legittimamente attendere?
Per quanto si possa stare tra la gente e spiegare, per quanto si possano organizzare incontri e sensibilizzare l’opinione pubblica, non è mai abbastanza. Tanto più che le cosiddette forze politiche di opposizione, invece di proporre in maniera responsabile soluzioni alternative a quelle della giunta o della maggioranza in consiglio in un’ottica di crescita e bene comune, cavalcano l’onda del risentimento e ciò che più solletica la “pancia dei cittadini” buttandosi su ogni bufala utile a screditare il nostro lavoro. Potrei fare decine di esempi; dai fantomatici fondi perduti per completare i lavori del porto alle bufale sul viadotto di Targia a quelle sui mondiali di canoa polo, a quelle sul teatro comunale. Fango, menzogne, squallidi giochi per conquistare fette di gradimento.
Come si combatte questo modo triste e meschino di fare politica?
Con il lavoro e con i risultati concreti. Con la politica del fare, del costruire, con la verità, con la competenza, con il senso di responsabilità, con la serietà, con il sacrificio, con la fiducia. Con la consapevolezza di poter commettere errori, ma di avere sempre, come unico interesse, il bene comune dei propri concittadini.
Errori ne avete commesso. Guai a negarlo. Ma tante cose sono state realizzate. Eppure la vulgata vuole incapace questa amministrazione. Partiamo dagli errori. Vuoi tornare su questioni che avreste dovuto risolvere in altro modo?
Quando parli di vulgata a chi ti riferisci? Non certo ai cittadini che conoscono la situazione ereditata e che continuano a vedere, passo dopo passo, i risultati concreti e tangibili del nostro lavoro. E’ pressoché impossibile evitare errori ed incidenti di percorso quando, invece di galleggiare e assecondare le vecchie incrostazioni della peggiore politica presente in ogni schieramento, si sceglie con coraggio, come ha fatto la nostra amministrazione, di andare avanti per la città. C’è sicuramente qualcosa su cui tornerei volentieri e che, a mio personale giudizio, avremmo dovuto gestire diversamente. Il racconto minuto e dettagliato, le delibere, le scelte, i nomi e i cognomi di chi negli anni passati ha creato o avallato nei vari settori quelle storture e quei disastri che siamo stati chiamati a risolvere. Non sarà difficile ritrovare gli stessi nomi di chi oggi, indossando una veste candida, parla di capacità, moralità, legalità e tenta con un’indescrivibile faccia tosta di addossare a noi responsabilità proprie. Abbiamo scelto di continuare a lavorare e di spendere ogni energia nell’interesse esclusivo della città trascurando il tempo necessario a smontare puntualmente ogni bugia, ogni contraddizione, ogni attacco strumentale. In termini di consenso diffuso, probabilmente, lo stiamo pagando. Ma avremo tutto il tempo di recuperare utilizzando l’unico strumento di cui mi fido: la verità.
Commissariamento Inda?
Credo che la vicenda legata al commissariamento Inda rappresenti in modo plastico quanto accaduto dal giorno dopo la nostra elezione. Uno schieramento trasversale di poteri in azione per infangare, confondere, impedire, ostacolare ogni azione. Non ho seguito né sono stato in alcun modo coinvolto nelle vicende Inda, ma ritengo che il commissariamento abbia verosimilmente rappresentato l’estrema ratio per superare una situazione di forte scontro politico che rischiava di danneggiare e compromettere una delle risorse più importanti della nostra città
E la gestione dei beni culturali? Molto è stato fatto, ma c’è ancora moltissimo da fare. In che modo?
In questi anni abbiamo operato una vera e propria rivoluzione in tema di gestione dei beni culturali comunali e turismo, aprendo, riqualificando e mettendo a reddito spazi che erano chiusi alla fruizione e riscontrando una crescita complessiva documentata e documentabile sia in termini di servizi, di flussi che di visibilità. Il tutto impiegando meno di un quarto delle risorse utilizzate in passato e dando finalmente spazio a soggetti e realtà da sempre relegate ai margini. Troppo facile parlare delle navette turistiche, dell’info point permanente di palazzo Vermexio, del monumento di Archimede, dei mondiali di canoa polo, della riapertura del teatro comunale tra le cose più evidenti ma, con la prestigiosa mostra di sarcofagi della collezione del museo reale di arte di storia di Bruxelles della durata di 9 mesi, l’apertura dell’ex convento di San Francesco e dell’urban Center, le attività legate all’anniversario di fondazione Siracusa 2750 ed il nuovo avviso sugli spazi culturali (Ex Chiesa dei Cavalieri di Malta, Palazzo Montalto, Convento del Ritiro, Ex Asilo via Santi Coronati, Casina Minniti), avremo un 2017 straordinariamente ricco di novità e opportunità, consolidando i molti traguardi già raggiunti. Molto ancora c’è da fare. Destinare lo spazio dell’antico mercato alla funzione originale come luogo di eccellenza dell’enogastronomia locale, restituire alla città la piazza d’armi come luogo di aggregazione e intrattenimento culturale e turistico di alto livello sono solo alcuni degli ulteriori obiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere già quest’anno.
Purtroppo, pastoie burocratiche e politiche ci impediscono ad oggi di mettere a sistema gli sforzi profusi in questi anni dall’amministrazione comunale con le politiche di gestione dei siti regionali (parco archeologico, ipogei, Castello Eurialo, Castello Maniace, Ginnasio Romano, Tempio di Zeus ecc) ma sono assolutamente convinto che questa debba restare un’ambizione per cui vale la pena continuare a lavorare.
Francesco, sulla viabilità e sui trasporti siamo all’Anno Zero. Possibile che non si riesca a trovare una soluzione?
Sulla viabilità, legata come tutti dovremmo sapere ad una gestione regionale dei servizi AST, eravamo all’anno zero e noi abbiamo iniziato ad invertire la rotta con i primi servizi. Le famose cinque navette destinate allo sfasciacarrozze dalla precedente amministrazione sono tornate in circolazione rispondendo innanzitutto alle esigenze di collegamento tra i maggiori siti culturali con una elevata densità di utilizzo da parte dei turisti soprattutto nei mesi estivi. Quest’anno metteremo verosimilmente su strada altri sei mezzi, per integrare e rendere più efficiente il trasporto esistente, collegando anche Mazzarrona, zone balneari, Cassibile, Fontane Bianche e Belvedere. Se si aggiunge il finanziamento appena ottenuto per il rifacimento di via Crispi abbiamo la dimensione, anche in questo settore, di quanto la nostra amministrazione stia incidendo con fatti concreti e verificabili per cambiare il volto della nostra amata città.

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