La Flc lancia la sottoscrizione di firme #sbloccATA, una campagna di denuncia che ha tra i punti cardine l’istituzione dell’organico funzionale (come per i docenti con l’organico potenziato) e l’estensione della figura dell’assistente tecnico nelle scuole del primo ciclo
La Civetta di Minerva, 27 gennaio 2017
Proprio in questi giorni il Consiglio dei Ministri ha approvato 8 delle 9 deleghe previste dalla legge 107/15. Materie importanti che vanno dalla valutazione degli apprendimenti al riordino del sistema educativo da zero a sei anni, dalla riorganizzazione degli istituti professionali al sostegno agli alunni con disabilità, dalla formazione iniziale al diritto allo studio. Ma nessun accenno, così come nell’intera struttura della Buona Scuola dell’ex premier Renzi, al personale Ata.
“Dimenticato e sottodimensionato da anni – ci spiega Paolo Italia, segretario provinciale Flc Cgil – il personale Ata paga le colpe di un governo che ha creato all’interno delle istituzioni scolastiche, proprio nel segmento dei servizi, le maggiori disfunzionalità con un taglio di 2.020 posti e con il blocco sulla chiamata dei supplenti assistenti amministrativi e tecnici. Una scelta sbagliata che non ha tenuto conto né del ruolo centrale che tali figure ricoprono per il funzionamento della scuola né del forte aggravio dei carichi di lavoro, causato dalla contrazione di personale e da adempimenti applicativi che si sono accentuati.
“Oltre l’ordinario, infatti,si sono aggiunti quelli derivanti dall’attuazione del PTOF (reti di scuole, Piano Nazionale Scuola Digitale, apertura pomeridiana degli istituti). Altro che dematerializzazione e sburocratizzazione: il personale è sottoposto a un continuo stress da aggiornamento (tecnostress) e ad un incremento di lavoro”.
Per questo la Flc ha lanciato la sottoscrizione di firme #sbloccATA, una campagna di denuncia che aggiunge tra i punti cardine l’istituzione dell’organico funzionale (come per i docenti con l’organico potenziato) e l’estensione della figura dell’assistente tecnico nelle scuole del primo ciclo. “Sia chiaro – aggiunge Italia – per un buon funzionamento la scuola ha bisogno di questo personale, senza il quale l’istituzione scolastica è destinata a non assolvere al suo ruolo sociale e istituzionale. Non si dimentichi inoltre che lì dove i corridoi sono sguarniti e viene meno il controllo è più facile che prosperino situazioni di conflittualità o di bullismo”. E non è un caso che anche nelle nostre scuole siracusane si assiste alla migrazione di allievi da un istituto a un altro per l’aumento del fenomeno ancora troppo sottaciuto ma purtroppo vivo e presente.
“Vi sarebbe poi da affrontare con spirito costruttivo e serietà il tema dell’assistenza di base agli alunni con disabilità – aggiunge il segretario Flc Cgil – Pur ricoprendo spesso una funzione strategica e di supporto ai docenti, il personale Ata è scarsamente (a volte per nulla) coinvolto nella costruzione dei piani individualizzati e non adeguatamente preparato a gestire situazioni difficili dei bambini diversabili ma soprattutto manca nelle scuole una visione ampia ed articolata che consenta di accostarsi alla problematica della disabilità come fatto culturale e formativo prima che organizzativo”. Insomma quegli Ata che al mattino e durante la giornata con disponibilità supportano i docenti con i soggetti svantaggiati e che hanno sempre una parola gentile e di conforto, devono molto alle capacità umane che possiedono e non tanto a una formazione specifica pensata dalle scuole.
Ma la Flc Cgil ha poi altri temi caldi tra le mani tra cui il rinnovo contrattuale, fermo dal 2006. “E’ vero che con l’accordo del 30 novembre – aggiunge Italia – si sono create le basi per andare alla contrattazione che si attende da anni, e che dovrebbe prevedere aumenti medi di 85 euro mensili, con un impegno di 5 miliardi di euro per le casse dello Stato, ma attualmente tutto tace. Vi è poi la discussione aperta sulla mobilità 2017/2018 di docenti, educatori e ATA. I punti dell’accordo sembrano far superare alcune delle principali criticità della legge 107/2015, contestate da docenti e noi sindacati, come l’obbligo triennale di permanenza nella provincia di titolarità e la questione dell’ambito territoriale ma si tratta di un accordo e, dopo l’esperienza con la legge sulla Buona Scuola, noi della Flc Cgil continuiamo preoccupati a vigilare”.

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