Il consulente contabile del Tribunale, dott. Giovanni Caminito, ha evidenziato le anomalie nell’uso del depuratore di Canalicchio durante la gestione della società fallita. Prossima udienza il 14 febbraio
La Civetta di Minerva, 13 gennaio 2017
Protagonista dell’ultima udienza del processo Sai8 dell’11 ottobre scorso il consulente contabile nominato dai pubblici ministeri Boschetto e Bisogni, il dottore Giovanni Caminito. A lui i pm avevano dato incarico di “ricostruire l’andamento della spesa per lo smaltimento dei fanghi gestiti dal depuratore SAI8 di Contrada Canalicchio (dal momento della presa in carico dello stesso depuratore da parte di SAI8) individuando eventuali anomalie, procedendo anche a un confronto con le quantità di fanghi smaltiti durante la precedente gestione Sogeas”.
Tra le anomalie riscontrate colpisce per prima cosa la minore quantità di fanghi smaltita. Questa la progressione in kg: nel 2008, con la gestione prima Sogeas e poi Sai8, 2.547.160 kg, nel 2009 con la sola Sai8 2.578.500 kg e incredibilmente solo 537.200 Kg nel 2010 e 842.940 kg nel 2011.
Un’anomalia, scrive il consulente, “perché il depuratore di contrada Canalicchio serve il medesimo bacino di utenza di popolazione ed appare molto inverosimile che le quantità di fanghi smaltiti siano notevolmente inferiori tra il 2009 e le due annualità successive (2010 /2011)”.
Ma a questo va aggiunta anche la diminuzione degli oneri per il trasporto e lo smaltimento passato da 168mila euro del 2009 a 72mila e 88 mila euro rispettivamente nel 2010 e 201.
Grazie a queste due riduzioni dei costi il “risparmio” ottenuto nel 2010 e 2011 sarebbe stato di 450mila euro. Un’altra spesa sostenuta nel 2010 dalla società, per la quale però non sarebbe stato fornito alcun documento a supporto, è risultata essere quella di 382.500 euro non riferita al depuratore di C.da Canalicchio, contabilizzato nel conto denominato “Prestazioni con macchine X espurgo” che la società ha specificato come costi per trattamento reflui erroneamente imputati”.
E infine la terza anomalia riscontrata dal commercialista è stata quella relativa al costo sostenuto per lo smaltimento dei rifiuti da vaglio: 77mila nel 2010 a fronte di 3mila e 5mila euro, rispettivamente nel 2009 e 2011. Un aumento quindi del 2.210 % tra il 2009 ed il 2010.
Fin qui il consulente della Procura. Alla prossima udienza del 14 febbraio ad essere sentito sarà l’ingegnere Nino Di Guardo, custode dell’impianto dopo il sequestro disposto dalla Procura nel marzo 2012.

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