Riapre, dopo l’attentato dinamitardo, il locale di Luigi Terracciano. Associazioni, istituzioni, amici hanno testimoniato l’abbraccio simbolico di tutta la città.
[Salvo La Delfa]
Ieri sera Luigi Terracciano ha riaperto ufficialmente il suo locale, dopo l’attentato dinamitardo che ha subito qualche settimana fa e che ha lasciato sgomenti i cittadini siracusani. Dopo lo scoramento iniziale, sostenuto dalla famiglia, dagli amici, dalle associazioni, ha deciso di rimboccarsi le maniche e di rifare nuovamente, nonostante l’amarezza e la rabbia per quello che era accaduto, i lavori di ristrutturazione che l’avevano tenuto impegnato fino a qualche giorno prima del vile gesto. Luigi Terracciano è un uomo che si è fatto da solo e da solo ha voluto riprendere in mano il suo futuro. Non si è fatto intimidire ed ha continuato imperterrito a marciare avanti per la sua strada. Non ha smesso di lavorare nemmeno un giorno, consapevole del fatto che vince chi non molla mai. Non si è avvalso nemmeno della somma che alcune associazioni hanno raccolto per lui: ha deciso a sua volta di fare un ulteriore gesto di solidarietà e di donarla ad altri bisognosi.
Viale Cadorna è quasi deserto all’ora dell’incontro. Un capannello di persone invece anima quell’angolo di città dove le regole sono state violate e dove per un attimo qualcuno ha pensato che potesse vincere nei confronti della legalità. Nel locale di Luigi c’è un clima di festa, di convivialità: ci si saluta, si discute ci si fotografa. Una semplice cerimonia, nessun discorso ufficiale, nessun battito di mani. Solo presenza e tanti sorrisi e calore umano. Si mettono da parte rancori, posizioni politiche differenti, aspre polemiche, perché di fronte ad un attentato che non ha colpito solo Luigi ma l’intera comunità siracusana, la parola d’ordine è solamente Solidarietà.
Ieri sera Siracusa e i Siracusani ancora una volta hanno vinto. Ci sono tutti, le associazioni, le istituzioni, gli amici. Luigi si schermisce: non è abituato a tanto affetto. Non è abituato al sig. Questore che gli parla come se si conoscessero da tanto tempo, non è abituato alle parole di incoraggiamento dei rappresentanti delle Associazioni, non è abituato alla presenza di cosi tanti rappresentanti politici che hanno testimoniato l’abbraccio simbolico di tutta la città.
Tutti convenuti per affermare ancora di più che, di fronte a gesti cosi eclatanti e barbari, la città non si arrende e non lascia soli i suoi cittadini.
[Foto Edy Bandiera]

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