La parola di Dio del giorno viene commentata e discussa e spesso accompagnata da componimenti dello stesso don Raffaele Aprile. E Papa Francesco gli scrisse…
La Civetta di Minerva, 13 gennaio 2017
Nella lettera di Giovanni Paolo II agli artisti del 4 aprile 1999, dedicata “A quanti con appassionata dedizione / cercano nuove « epifanie » della bellezza / per farne dono al mondo / nella creazione artistica”, l’allora pontefice Karol Wojtyla, poeta e drammaturgo egli stesso, scriveva che “Nessuno meglio di voi artisti, geniali costruttori di bellezza, può intuire qualcosa del pathos con cui Dio, all’alba della creazione, guardò all’opera delle sue mani. Una vibrazione di quel sentimento si è infinite volte riflessa negli sguardi con cui voi, come gli artisti di ogni tempo, avvinti dallo stupore per il potere arcano dei suoni e delle parole, dei colori e delle forme, avete ammirato l’opera del vostro estro, avvertendovi quasi l’eco di quel mistero della creazione a cui Dio, solo creatore di tutte le cose, ha voluto in qualche modo associarvi”. E ancora: “Chi avverte in sé questa sorta di scintilla divina che è la vocazione artistica – di poeta, di scrittore, di pittore, di scultore, di architetto, di musicista, di attore… – avverte al tempo stesso l’obbligo di non sprecare questo talento, ma di svilupparlo, per metterlo a servizio del prossimo e di tutta l’umanità”.
Abbiamo scelto le parole di Giovanni Paolo II, non a caso, per introdurne altre.
“Dono”, “amicizia”, “sorriso”, “sguardo”, “Amore”, “Padre”, “dolcezza”, ma anche “sofferenza” e “lacrime”: ecco alcune delle parole ricorrenti nei pensieri di Don Raffaele Aprile, giovane presbitero siracusano che utilizza i social network non solo per mantenere i contatti con i familiari, gli amici, i confratelli, ma anche come strumento di evangelizzazione: la parola di Dio del giorno viene commentata e discussa e spesso accompagnata da componimenti dello stesso don Aprile.
Possiamo definirli poesie ma sono a volte pensieri scaturiti dall’osservazione del quotidiano, dall’introspezione, dalla meditazione. Nulla di tecnico o astruso, ma un linguaggio semplice, l’effusione del cuore che trova sfogo nella parola e si fa preghiera.
C’è spazio anche per due figure significative per la siracusanità, quali la patrona Santa Lucia, il cui “coraggio” è additato come modello, e naturalmente la Madonna delle Lacrime la cui Basilica-Santuario don Aprile definisce “la casa della madre”.
Proponiamo ai nostri lettori una delle poesie-preghiere di padre Raffaele Aprile, che ci ricorda analoghi pensieri di testimoni della fede quali Madre Teresa di Calcutta o lo stesso papa Wojtyla, che amavano affidare alla carta orazioni, aforismi, versi.
“Amare”
Nell’amare si dona / nell’amare si ama / nell’amare si prega / nell’amare si lavora / nell’amare si aiuta / nell’amare si guarda l’altro come un fratello / nell’amare non sei indifferente verso il prossimo, ma sei sguardo vivo pieno di attenzione e calore / nell’amare si desidera dare / nell’amare si comprende l’immensità del Padre.
Le poesie di don Aprile sono in attesa di pubblicazione; i nostri lettori potranno averne un saggio collegandosi al blog https://cursillossiracusa.blogspot.it/p/le-poesie-di-don-aprile.html.
Una grande gioia è stata quella della missiva del pontefice cui erano state recapitate: auguriamo al sacerdote siracusano un fruttuoso ministero della fede e della parola.

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