“Costano al Comune 300 mila euro in meno”. “Le posizioni apicali, dalle 20 che erano, sono ormai 11. Sono cresciuti il lavoro e le responsabilità, non le retribuzioni”
La Civetta di Minerva, 23 dicembre 2016
Assessore Coppa, lo studio del M5S sull’area dirigenziale, e non solo, della nostra amministrazione comunale è tale da suscitare nuove critiche nei confronti della giunta attualmente in carica. Vuole fornire ai nostri lettori un punto di vista “interno”? Gli attacchi “nel merito” sono più insidiosi di altri sommari e spesso meramente mediatici.
Certamente, anche perché una valutazione complessiva della c.d. produttività (salario accessorio) complessivamente corrisposta al personale del Comune non può prescindere dalla conoscenza di alcuni dati. Ed è intanto dal personale degli enti locali che vorrei partire: chiunque infatti oggi svolga il ruolo di amministratore non può non tener conto del blocco, ormai da diversi anni, del loro stipendio tabellare. Sarebbe ipocrita sottovalutare l’impatto che ha su un ambiente di lavoro, qualunque esso sia, la privazione per un lavoratore di una prospettiva di miglioramento, anche minima, del proprio tenore di vita; e l’unica opportunità per il dipendente non dirigenziale del Comune di avere una prospettiva economica migliorativa è proprio legata al salario accessorio e alla produttività.
Altro elemento che non può essere trascurato è che i Comuni hanno per un verso l’obbligo di fornire i servizi alla città e per altro verso di contenere la spesa per il personale. Ciò comporta che, nonostante aumentino le competenze e gli adempimenti in capo ai Comuni, gli organici diminuiscono ogni anno esponenzialmente. C’è un impoverimento in termini quantitativi e qualitativi del personale dei Comuni e quello di Siracusa non sfugge a questa evidenza. Per il momento non è possibile ovviare a questa situazione perché le norme statali impediscono di fatto di adeguare gli organici alle esigenze.
Dal 2010 al 2015 il nostro personale, di cui solo l’11% è laureato, è diminuito di 88 unità, mentre gli adempimenti sono aumentati; basti pensare a quelli legati alla trasparenza che obbliga, giustamente, l’amministrazione a pubblicare tutti gli atti amministrativi, o a quelli in materia ambientale che prima erano in capo alle Province, e ancora a quelli in materia contabile e altro ancora.
Dunque, qualunque analisi sulle politiche del personale del Comune non può non tenere conto di questi dati.
È giusto, certo, evidenziare le criticità che non nascondo, ma è altrettanto giusto che le informazioni veicolate tengano conto dei dati reali e del quadro complessivo in cui si opera. Agire con responsabilità significa anche tentare di non fare ricadere sui dipendenti deficienze strutturali dovute a cause del tutto indipendenti dalla qualità e dalla quantità del lavoro degli stessi. Sono deficienze strutturali che hanno radici lontane nel tempo e che potranno essere superate nell’arco di un decennio, con una programmazione, innanzitutto nazionale, delle politiche del personale che non continui a penalizzare “tout court” il comparto del pubblico impiego e che consenta e metta nelle condizioni chi ha responsabilità amministrative e politiche di potere operare con le risorse umane e economiche necessarie.
Un altro elemento che incide poi sulle criticità evidenziate riguarda la programmazione finanziaria che ha effetti sulla tempistica dell’approvazione degli atti di programmazione in materia di personale.
I bilanci approvati alla fine dell’anno non sono una realtà solo siracusana, bensì della maggior parte dei comuni siciliani. Sono difficoltà legate a fatti strutturali e non. Negli ultimi anni l’ARS ha approvato la manovra regionale con notevole ritardo. Negli anni emergono debiti fuori bilancio derivanti da contenziosi talvolta anche molto lontani nel tempo, non sempre legati a responsabilità amministrative, bensì a norme di difficile interpretazione (appalti – espropriazioni – urbanistica), a revirement giurisprudenziali. Le norme contabili degli enti locali sono state modificate comportando nella fase iniziale molte difficoltà. Non sono scuse ma è la constatazione che talvolta non è sufficiente la buona volontà.
Questo per il personale. E per i dirigenti? Cosa ha fatto questa amministrazione?
Comincerei con il precisare che l’indicazione contenuta nel prospetto pubblicato dal M5S riporta una voce di retribuzione che non ha nulla a che vedere con quella prevista e corrisposta dal Comune. Mi riferisco ai 20 mila euro: in realtà un compenso dovuto ad attività svolte dal dirigente per altro ente. Altra precisazione importante è che la retribuzione indicata riguarda la fascia più alta. Non tutti i dirigenti percepiscono la medesima retribuzione. La retribuzione di posizione è commisurata al peso del settore che si dirige. Peraltro, non va sottaciuto che quasi tutti i dirigenti sono incaricati di responsabilità dirigenziali di più di un settore e ciò non comporta l’aumento della retribuzione. Quindi crescono le responsabilità e il carico di lavoro ma non la retribuzione. Ricordo che nel 2010 i dirigenti erano 20, oggi diminuiti ad 11. Nel 2016 abbiamo decrementato il numero dei posti in organico e comunque le carenze rimangono e sono gravi. In particolare le aree tecniche sono penalizzate. Abbiamo solo tre dirigenti tecnici incaricati a tempo determinato. Altra precisazione concerne la selezione del personale incaricato a tempo determinato. È vero che è stato oggetto di critiche e di ricorsi ma è altrettanto vero che altri Comuni hanno utilizzato le nostre stesse regole ed è altrettanto vero che i ricorsi sono stati rigettati.
Ancora, deve farsi un’ulteriore distinzione per la determinazione del fondo per il c.d. salario accessorio, tra la parte variabile e quella fissa: la prima determinata dalla giunta sulla base dello stanziamento di bilancio deliberato dal consiglio comunale, la seconda predeterminata dalla legge e incomprimibile.
Proprio dal raffronto tra il 2010 e il 2015 contenuto nella tabella per il personale dirigenziale emergono le azioni di questa amministrazione. Elenco qualche dato. La somma della indennità di posizione e di risultato dal 2010 al 2016 è diminuita di oltre 300 mila euro (oltre il 30 %); quella delle altre indennità derivanti da progettazioni e compensi all’ufficio legale è aumentata di 30 mila euro, ma occorre precisare che sono cambiate le norme e comunque il decremento della somma totale è del 30 %.
In questo stesso lustro, le competenze dei comuni non sono diminuite, bensì aumentate. È vero che il numero dei dirigenti nominati è inferiore, ma è altrettanto vero che questi devono svolgere le funzioni, oltre alle proprie, che prima erano svolte da altri dirigenti.
Il raffronto tra il 2010 e il 2015 per il personale non dirigenziale evidenzia che le risorse assegnate complessivamente per il salario accessorio sono diminuite di oltre il 19%; quelle assegnate per la parte variabile sono diminuite di oltre 100 mila euro pari a circa il 9%.
È evidente che il personale del comune dal 2010 al 2016 ha subito decurtazioni del salario accessorio di non poco conto e aggiungo, sommessamente, che anche il sindaco e la giunta, sin dall’inizio del mandato, hanno ridotto la propria indennità di ben oltre il 20 %.
Dall’esame della tabella del costo dei dirigenti comunali si evince poi che esso è diminuito dal 2010 al 2015 di oltre 700 mila euro. Per quanto riguarda invece la percentuale delle retribuzioni di risultato assegnata ai dirigenti le stesse tabelle evidenziano che già nel 2014 l’assegnazione non è avvenuta a pioggia e senza distinzioni. Nel 2015 le percentuali sono ancora più basse. Nei prossimi giorni saranno pubblicate e sarà facilmente verificabile.
Infine, un’ultima nota sugli obiettivi di performance, sul piano degli obiettivi e su quelli assegnati dai dirigenti al personale non dirigenziale. Fermo restando alcune criticità giustamente sottolineate, per una corretta valutazione sostanziale e non solo formale degli stessi, non può non tenersi conto di quanto evidenziato rispetto alle deficienze strutturali esistenti, rispetto alla necessità di non penalizzare il personale per responsabilità che non ha e che dipendono da altri fattori.
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Assessore, può fare qualche esempio?
Certo. In materia di servizi di igiene urbana, questa amministrazione ha programmato in tempo (2014) il nuovo servizio ed ha pubblicato la gara nel dicembre 2014. Chi avrebbe potuto prevedere che alla fine del 2016 il nuovo servizio non sarebbe stato ancora affidato? E’ giusto addebitare alla responsabilità dei dirigenti la lentezza della commissione di gara oppure un revirement giurisprudenziale che ha addirittura rimesso l’ammissione o meno di un concorrente alla Corte di Giustizia? E’ giusto penalizzare il personale di un intero settore che non ha alcuna responsabilità rispetto al mancato raggiungimento di un obiettivo dipendente da fattori non addebitabili allo stesso?
In materia di servizio idrico, il legislatore regionale ha modificato nell’arco di due anni la normativa della gestione del servizio idrico. Ovviamente ciò si riflette sulla programmazione dell’ente, sulle performance dell’ente e sugli obiettivi assegnati al personale.
In materia di contenzioso, tutti conoscono quello che ha visto contrapposto il Comune di Siracusa all’Open Land per la realizzazione del centro commerciale. Senza entrare nel merito, sottolineo cosa comporta per la programmazione finanziaria di un comune, con ovvi riflessi sulle performance dell’ente e quindi del personale, una vicenda di tal genere. Il giudice di primo grado (TAR Catania) ha rigettato le domande risarcitorie. Il giudice di secondo grado (CGA), ribaltando il verdetto di primo grado, ha ritenuto responsabile dei danni provocati dal diniego della concessione edilizia. Si tratti di fatti risalenti al 2009 che tuttavia condizionano la vita di un’amministrazione a distanza di 6 anni. Non vi è dubbio che tutta l’attività amministrativa del 2015 è stata condizionata fortemente dall’esito incerto (ancora oggi) del contenzioso.
Insomma, l’amministrazione non ha niente da rimproverarsi, il M5S sta cercando il cosiddetto pelo nell’uovo e le classifiche mortificanti per la città sono immotivate?
Non desidero criticare queste classifiche, ma credo che ogni cittadino possa autonomamente farsi un’opinione su alcuni dati che emergono dalle stesse e che ne mettono in dubbio quanto meno il carattere di verità assoluta che si attribuisce loro.
In queste classifiche Siracusa è collocata in materia di criminalità organizzata dietro alcuni comuni che non cito per non offendere la sensibilità di nessuno, ma alcune domande su come vengono analizzati i dati andrebbero fatte. Aggiungo che alcuni indici di misurazione non dipendono certo dall’attuale amministrazione comunale. Ad esempio l’inquinamento ambientale proveniente dalla zona industriale. È bene ricordare che è limitrofo a Siracusa il polo industriale che certamente non è stato consentito da questa amministrazione. È bene ricordare che nell’ultimo riesame dell’AIA i valori della c.d. bolla unica di emissioni sono stati dimezzati e certamente nei prossimi mesi daremo il nostro contributo perché vengano ulteriormente abbassati.
È vero che sono necessari interventi che possano rendere attraente la città agli occhi dei visitatori e vivibile per i Siracusani, ma qualcosa sarà pur stato fatto se il flusso di turisti in città è aumentato in maniera esponenziale. Le difficoltà sono molte. È vero che è necessario una visione strategica e una programmazione adeguata. È vero che se confrontiamo le performance della nostra amministrazione con quelle di alcune realtà del nord il quadro non è confortante e che nelle realtà meridionali il premio viene usualmente considerato un obbligo, ma è altrettanto vero che ci confrontiamo con una realtà diversa che si porta ataviche deficienze culturali e strutturali. Un passo in avanti è possibile, ma necessita di una maggiore consapevolezza di tutti gli attori coinvolti nella vita della città, non solo degli amministratori. L’amministrazione può guidare questo percorso, ma ogni soggetto sociale (dipendenti pubblici – sindacati – forze politiche – associazioni imprenditoriali – associazioni di volontariato – ecc.) deve prendere consapevolezza di far parte di una comunità. Le critiche e gli stimoli a migliorare devono essere sempre accettati e accolti, ma solo la conoscenza del quadro complessivo in cui si muove chiunque ha responsabilità temporanee e la volontà di ciascun soggetto di voler contribuire a creare una comunità e non una somma di individui che ha solo di diritti, potrà consentire veramente di migliorare la nostra città.

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