L’on. Stefano Zito con due interrogazioni all’ARS ha chiesto ispezioni dell’assessorato Enti Locali. “Spacciati per obiettivi normali compiti dell’ufficio”
La Civetta di Minerva, 23 dicembre 2016
Nell’incontro organizzato dagli attivisti del M5S venerdì scorso (16 dicembre) sotto i riflettori è finita la complessa macchina organizzativa dell’amministrazione comunale, al centro il premio di produttività dei dirigenti: quanto l’amministrazione paga per loro alla voce “salario accessorio”, nello specifico per la cosiddetta “retribuzione di risultato” che “costituisce un 10% in più del loro stipendio”, e cosa le funzioni apicali siano chiamate a fare.
Perché, nonostante le più che laute retribuzioni riconosciute, Siracusa sprofonda agli ultimi posti delle graduatorie nazionali dei comuni relative a vivibilità e qualità della vita, nonché, conseguentemente, all’efficacia dell’azione amministrativa? Questa la domanda che ha stimolato la ricerca, “lunga almeno due mesi e difficoltosa per gli ostacoli posti all’acquisizione degli atti”.
Eppure, sebbene la somma impegnata sia di tutto rispetto (dal 2010 al 2014 i dirigenti, per i “risultati raggiunti” hanno percepito complessivamente 750mila euro – l’area della dirigenza pesa ogni anno sul bilancio comunale mediamente oltre un milione e duecentomila euro, escludendo il picco di quasi due milioni nel 2010), l’architetto Stefano Zito, deputato regionale, ha subito voluto marcare la differenza rispetto a facili populismi: “Non sarebbe eticamente giusto, né politicamente corretto, focalizzare l’attenzione su quanto si spende, ma piuttosto sulla qualità della spesa e sulle possibili, realizzabili, alternative”.
E infatti, fulcro delle relazioni dei 3 attivisti (Paolo Ficara, Rino Mulè, Martina Tuccitto) sono stati gli obiettivi gestionali che determinano l’entità del premio di produttività. Considerazioni quindi meramente politiche, visto che a stabilire il piano delle performance su base triennale non sono i dirigenti stessi bensì il sindaco con la sua giunta, e quindi, in questo senso, a differenza di quanto è successo in diverse occasioni in questa stagione di fango a piene mani gettato sulla città, appare davvero impossibile che l’amministrazione attiva possa prendere le distanze da quella gestionale e quindi in qualche modo auto assolversi.
E su questo piano i rilievi critici non sembrano poter essere che severi cosicché abbiamo voluto ascoltare anche l’altro punto di vista, intervistando l’assessore Pier Paolo Coppa.
A esemplificare le marcate differenze con altri Comuni decisamente più virtuosi è in effetti bastata una sola slide, quella che ha confrontato l’obiettivo promosso dall’amministrazione comunale di Forlì e quello del Comune di Siracusa in materia di politiche di efficientamento energetico: lì, progetti per impianti fotovoltaici e termici installati su edifici comunali e per l’apertura dello Sportello Energia con lo scopo di aiutare le famiglie a ridurre i consumi energetici domestici e le emissioni di CO2, qui, la firma di una determina con cui vengono assunti due consulenti esterni.
Ma ovviamente le perle sono state tante: nel servizio di protezione civile costituiscono obiettivi le mere segnalazioni e ordinanze o l’organizzazione di giornate di studio, nelle politiche sociali l’insediamento della consulta giovanile, al provveditorato l’affidamento del servizio di manutenzione delle fotocopiatrici, altrove il fare fotocopie e fax, o evadere pratiche. E non mancano poi i paradossi: l’impegno a portare a termine i lavori di restauro del teatro comunale viene riproposto, e raggiunto, di anno in anno; nelle azioni di contrasto all’evasione fiscale nel 2012 basta emettere “almeno” 25mila avvisi di accertamento ICI e TARSU senza però considerare che poi il 13% viene annullato in autotutela (ma era stato del 30% nel 2011) né l’entità dei tributi che si riescono realmente a incassare.
E così tutti i dirigenti, e il personale, finiscono per raggiungere il 100% delle performance ma non si riesce proprio a comprendere quale e se ci sia una differenza tra obiettivi di merito e il normale dovere d’ufficio.
Inoltre, secondo il M5S, a fronte di una riduzione direttamente proporzionale del numero dei dipendenti del Comune, quasi 90 in meno (866 nel 2010, 778 nel 2015), e degli emolumenti percepiti complessivamente, un milione di risparmio (da 5.434.000 euro a 4.432.000), invece il capitolo di spesa per i dirigenti, nonostante il loro numero si sia quasi dimezzato (da 19 a 11 unità), non si riduce in misura corrispondente ma solo di un terzo (da poco più di un milione a 700mila euro).
Concrete, nelle conclusioni dell’incontro, la volontà espressa dal M5S: se è vero, come stabilisce la norma, che gli obiettivi da conseguire devono essere rilevanti e pertinenti rispetto ai bisogni della collettività, specifici e misurabili in termini concreti e chiari, tali da determinare un significativo miglioramento della qualità dei servizi erogati e degli interventi, non solo, per la trasparenza richiesta dalla stessa legge, è assolutamente indispensabile rendere pubblica ogni anno la rendicontazione dei risultati affinché gli stessi cittadini possano esercitare adeguate forme di controllo ma anche iniziare a programmare obiettivi “seri e innovativi” per ogni dirigente veramente finalizzati a migliorare la qualità dei servizi per la città.
E poiché la retribuzione di risultato non è obbligatoria, non sembrano fuori luogo le due interrogazioni parlamentari con cui Stefano Zito ha chiesto un’attività ispettiva da parte dell’assessorato regionale “per far luce sulla modalità di definizione degli obiettivi annuali e pluriennali (alcune volte molto simili tra loro di anno in anno) e la legittimità dei premi percepiti” nel Comune di Siracusa.
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Organismo di valutazione, il controllato sceglie i controllori
L’OIV: Organismo Indipendente di Valutazione – A valutare i dirigenti è chiamato l’OIV, un organismo istituito dalla Riforma Brunetta in sostituzione del precedente Nucleo di Valutazione. A Siracusa si è scelta la forma collegiale di 3 membri ed è naturale che ad esso si richieda, oltre che competenza e professionalità, componenti indispensabili per poter valutare l’azione dei dirigenti, totale autonomia e indipendenza rispetto sia all’apparato burocratico-amministrativo che alla politica, essendo esso chiamato a quantificare la produttività del personale e delle figure apicali e quindi quanto del bilancio comune sia da sottrarre di anno in anno agli scopi detti. Bene: i componenti, dice la legge, vengono nominati dal sindaco. Quindi il controllato sceglie i propri controllori: un’evidente disfunzione.
Ma almeno si dovrebbe ritenere che un eventuale parere negativo dell’OIV debba impedire la corresponsione degli emolumenti. Non è così: sebbene nel luglio 2015 l’OIV avesse espresso un parere negativo a tutto campo per il 2014, sulla performance organizzativa, cioè sull’attuazione delle strategie dell’ente, come su quella individuale, ovvero il grado di realizzazione degli obiettivi, e il comportamento manageriale nei confronti del personale, egualmente il sindaco Giancarlo Garozzo, con tempestività, diede mandato agli uffici competenti di liquidare ai dirigenti i compensi per i “risultati raggiunti”: un premio di produttività davvero inspiegabile.
Da evidenziare, nota il M5S, è tuttavia la circostanza che a fine 2015 si dimette, dopo solo un anno, uno dei tre componenti e che più recentemente, ad ottobre, stessa decisione ha preso la Presidente. Dimissioni le cui motivazioni sarebbe interessante conoscere.

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