Le imprese del settore sono diminuite di un terzo, da 1.600 a 1.052 (-35%). Per il segretario provinciale della Fillea è urgente un tavolo di settore per decidere, progetto per progetto, le opere cantierabili con i finanziamenti del Patto per il Sud
La Civetta di Minerva, 10 dicembre 2016
La Fillea Cgil c’è ed è sempre in prima fila con proposte, iniziative e difesa dei lavoratori. Si riparte dalla tavola rotonda di qualche giorno fa che ha visto regista Salvo Carnevale, segretario provinciale Fillea Cgil, addetti ai lavori e istituzioni interessate al settore edile. Un momento importante se si pensa che tutti gli attori protagonisti hanno risposto all’iniziativa.
Salvo Carnevale ci spiega “L’incontro nasce dall’esigenza di relazionarsi maggiormente con i veri esperti del settore perché Siracusa è al 109° posto in Italia per qualità della vita, classifica che incrocia diversi ambiti: occupazione, reddito, servizi, igiene, ambiente e trasporti, etc. La percezione è che in realtà la città non meriti una posizione tanto bassa in graduatoria. Forse abbiamo una visione romantica e campanilistica, ma le potenzialità inespresse e la bellezza non bastano per scalare la classifica. E’ chiaro che bisogna rimboccarsi le maniche partendo dalla fotografia dell’occupazione edile, visto che i dati mostrano un calo nell’ultimo quinquennio del 37% nell’edilizia da 7.700 a 4.700 occupati (-39%), le imprese del settore diminuiscono di un terzo da 1.600 a 1.052 (-35%) e si è in presenza di una massa salariale che scende da 55 milioni a meno di 40 milioni. E l’impoverimento delle famiglie con una diminuzione di consumi è sotto gli occhi di tutti”.
Una tavola rotonda specifica e mirata con 4 grandi temi da affrontare nel 2017, perché la gente non può più aspettare i tempi della politica e della burocrazia ma ha fame di lavoro. “Vi sono 5 miliardi e mezzo per la Sicilia – spiega il segretario Fillea – e 173 milioni di euro potenziali per la nostra realtà con Il patto per il Sud, accordo siglato tra il governo e la regione Sicilia che. agendo dal 2014 al 2020 su cofinanziamenti europei regionali e nazionali, prevede 63 possibili programmi d’intervento per la nostra realtà tra infrastrutture e riqualificazione già cantierizzabili dal 2017”.
Il possibile è d’obbligo conoscendo i tempi biblici della burocrazia e politica nostrana. All’interno del programma Patto per il Sud vi è poi il segmento specifico dei centri storici con riqualificazione delle aree ed immobili. Anche qui 21 opere potenziali per 14 milioni di euro. Vi è poi l’ambizioso progetto del Miur Scuole sicure. “In provincia 43 le scuole monitorate – aggiunge Carnevale – la metà delle quali ha i progetti in fase di approvazione per un totale di oltre 10 milioni di euro. E qui a Siracusa, dove il proprietario di una parte consistente degli immobili è il libero consorzio, siamo indietro; poco più avanti in quelle realtà dove la gestione appartiene a un ente locale specifico”. Come dire: si naviga in alto mare.
La Fillea di Siracusa poi ha censito gli edifici storici appartenenti ad enti locali ed ecclesiastici che vengono aperti da volontari per pochi giorni l’anno o totalmente abbandonati. “Un elenco di immobili in provincia chiusi che andrebbero recuperati sia per restituire dignità agli stessi sia per rimettere in moto l’edilizia. Una ventina di edifici il cui valore complessivo del lavoro di restauro e recupero ammonta a 45 milioni di euro. Restano però più spade di Damocle: un sistema burocratico penalizzante, una grave inadeguatezza dei progettisti interni alle stesse amministrazioni e un continuo rimpallo di responsabilità con la Regione. E il piano va chiuso entro il 2020!”.
Aggiungiamo che siamo indietro di tre anni (per effetto del potenziale reticolo di cofinanziamento pubblici messi a disposizione in larga parte nel 2014): 63 interventi ancora da realizzare ai quali aggiungere 21 per il recupero dei centri storici, per un totale di 84 interventi in potenza ma non in atto. “A queste vanno affiancate le risorse messe in campo da Casa Italia, un progetto governativo che si prefigge di intervenire preventivamente sulle aree ad alto rischio sismico ed idrogeologico con un pacchetto annuale di 4 miliardi di euro stanziati per le realtà che presentano progetti. Il 68% del territorio italiano è esposto a rischio sismico e la provincia di Siracusa è purtroppo inclusa: saper sfruttare il programma è un’opportunità di lavoro ma consentirebbe inoltre di mettere in sicurezza edifici e soprattutto la popolazione”.
Ecco perché Salvo Carnevale e la Fillea hanno sentito l’esigenza di un tavolo dell’edilizia, della costruzione e prevenzione, un tavolo dove gli addetti ai lavori siano capaci di confrontarsi progetto per progetto con un portale pubblico nel quale confluiscano le esperienze, i suggerimenti degli addetti ai lavori da mettere a disposizione della pubblica amministrazione. Una open source che potrebbe diventare un assist per gli enti locali evitando di disperdere risorse. Il 2017 sarà un anno fondamentale perché è indispensabile che si parta almeno con 2/3 progetti immediati. Nel frattempo il 75% dell’edilizia di Siracusa vive con piccole cose: nessun grande progetto tranne il raddoppio della Ragusana con il suo appalto pubblico per 800 milioni non ancora partito.
Ma l’idea di Salvo Carnevale è più grande: riportare l’occupazione ai livelli di 5 anni fa e rilanciare l’economia del territorio. Il documento presentato è una disamina attentissima degli edifici da recuperare, ma adesso il lavoro passa alla politica; in un momento di devastazione economica come quella attuale, dovranno mostrare se sono capaci di spendere i soldi stanziati o la loro incapacità sarà misurata con un ulteriore impoverimento del territorio.

Commenti recenti