Il disaster manager Roberto Tarantello: “Il Comune di Siracusa da un po’ di tempo è distratto. L’ultimo strumento è stato elaborato nel 2011 ma va sempre rivisto e riapprovato dal Consiglio perché la città cambia”
La Civetta di Minerva, 25 novembre 2016
Terremoti, eventi calamitosi, disastri ambientali, emergenza sociale. Argomento più che mai attuale non abbastanza dibattuto e affrontato se non a ridosso del fenomeno per poi passare nel dimenticatoio. Eppure la previsione, la prevenzione, l’informazione e la pianificazione di un efficace sistema di intervento e di soccorso dovrebbero essere al primo posto nell’agenda degli Enti preposti alla sicurezza del territorio e dei suoi cittadini. Qual è la situazione della macchina organizzativa nella nostra città? Ne abbiamo parlato con Roberto Tarantello, Disaster Manager ex Responsabile del Servizio di Protezione Civile del Comune di Siracusa, adesso impegnato come volontario.
Come funziona la Protezione Civile a Siracusa?
Come in tanti comuni d’Italia. In questi ultimi anni le amministrazioni comunali, compreso il Comune di Siracusa, hanno perso la memoria e considerano gli uffici di protezione civile come una struttura a cui ricorrere solo in presenza di reali emergenze, non considerando che la funzione primaria è la previsione e la prevenzione. Di fatto la struttura comunale è stata depotenziata al punto da non consentire all’ufficio di aggiornare i piani di emergenza che invece devono essere dinamici e aggiornati costantemente. Attualmente gli uffici di protezione civile, in quasi tutti i comuni, sono relegati a ruoli marginali, quasi isolati, mentre dovrebbero essere al di sopra di tutti gli altri settori, dovrebbero essere al centro dell’attenzione di tutta l’amministrazione perché una Amministrazione seria e responsabile dovrebbe avere a cuore, come obiettivo primario, la sicurezza dei propri cittadini.
Cosa sono i Piani di Emergenza Comunale e il Piano di Protezione Civile?
I piani di emergenza comunali servono in particolare per affrontare le singole emergenze che dovessero verificarsi nel territorio. Riguardano soprattutto la capacità di reagire seguendo le procedure (i protocolli) individuate nei modelli di intervento predisposti per ogni singola emergenza. Il Piano di Protezione civile, in sintesi, comprende le pianificazioni per ogni singola emergenza partendo dall’analisi del territorio, dei rischi che vi sono presenti, delle risorse di cui si può disporre, per poi individuare i “Modelli di Intervento” che rappresentano le procedure di soccorso da seguire per ogni singolo intervento. Con il Piano di Emergenza il comune di Siracusa ha individuato, sulla base delle caratteristiche e dei rischi presenti nel territorio comunale, una serie di situazioni verificatesi nel tempo quali: i rischi idrogeologico, sismico, chimico industriale, esondazione diga, incendio della vegetazione autoctona.
Il Piano, sulla base delle necessità, specifica e contiene: gli organi e le strutture comunali di Protezione Civile;
le aree di emergenza, quali aree di attesa, aree di ricovero della popolazione, le aree per l’assembramento dei soccorritori e delle risorse e la viabilità primaria;
la predisposizione aggiornata della cartografia, delle mappe con la delimitazione del territorio, dell’uso del suolo e varie carte tecniche indicanti l’armatura territoriale comunale, la rete viaria, l’indicazione dei percorsi alternativi e dei manufatti presenti, nonché la individuazione degli edifici tattici, strategici e sensibili, e le aree critiche;
le modalità di allertamento e di attivazione del personale e degli organi comunali preposti alle attività di Protezione Civile, con particolare riferimento alle responsabilità dei dirigenti preposti;
le modalità di condivisione e pubblicizzazione alla cittadinanza, e l’informazione sui modi comportamentali distinti per tipo di emergenza (in mancanza di questo i Piani possono considerarsi inefficaci, nulli).
L’efficacia del Piano è subordinata alla pronta operatività di coloro ai quali sono assegnati precisi compiti e chiare responsabilità, sia del personale comunale tutto, per cui è stato predisposto un piano di mobilitazione, sia del mondo del volontariato. Importantissimo il ruolo del Volontariato, componente operativa del sistema nazionale, molto presente nel nostro territorio, che va valorizzato sicuramente e che va coinvolto in tutte le fasi della pianificazione (previsione, prevenzione, soccorso e ritorno alla normalità).
Come viene redatto un Piano di protezione civile?
Una buona pianificazione una équipe in grado di fare previsione, prevenzione, che sappia come affrontare le emergenze mettendo al sicuro la vita delle persone ed anche i beni e che conduca nel più breve tempo possibile al ritorno alla normalità.
Il Piano redatto secondo il “metodo Augustus”, chiamato così in memoria di Augusto, deve avere le caratteristiche di semplicità e flessibilità, cioè deve avere la possibilità di adattarsi alla evoluzione della emergenza, perché queste non sono mai uguali fra loro.
Nella prima fase della pianificazione di protezione civile prevede la conoscenza di alcune informazioni fondamentali: tempo di ricorrenza di un evento; conformazione geologica; tessuto produttivo, tessuto urbano, tessuto suburbano; la formazione geologica e l’archeologia particolare del nostro territorio per la presenza di percorsi sotterranei, catacombe, ipogei, antiche cisterne; la presenza nel territorio limitrofo di industrie, di depositi di gas, ed altro ancora. Successivamente si passa alla fase delle analisi per la valutazione della pericolosità e della vulnerabilità del territorio, degli edifici pubblici e privati, in particolare degli istituti scolastici e delle chiese, della rete viaria, dei corsi d’acqua, delle coste marine.
Sulla base di queste conoscenze si delineano gli scenari che indicano le criticità, cioè gli scenari di quello che potrebbe accadere, per le quali occorre predisporre una serie di attività quali la realizzazione di una rete di monitoraggio, la pulizia degli alvei dei fiumi, dei cigli stradali, delle caditoie e dei canali di raccolta delle acque meteoriche stradali ed agricole, l’adeguamento sismico delle strutture e delle infrastrutture ed altro ancora. Poi al verificarsi di un evento occorre reagire con il “Modello di Intervento”.
Cos’è?
Il modello di intervento contiene una serie di protocolli definiti in fase di pianificazione e condivisi con tutti gli operatori del settore e con la cittadinanza. Esso risponde a quattro domande particolari: chi fa, dove, cosa fa e con chi. In pratica si tratta di reagire con sicurezza, tempestività e con una buona dose di resilienza all’evento calamitoso che è occorso dando subito assistenza alla popolazione secondo le procedure individuate nella fase di pianificazione.
I cittadini sono informati, preparati?
Negli anni scorsi è stato pubblicato un depliant nel quale era stato riportato una sintesi del piano con le informazioni necessarie per indicare alla popolazione i comportamenti da tenere per i principali rischi, inviato per posta a casa di tutte le famiglie residenti in Siracusa, inoltre è stato pubblicato sul sito internet del Comune. Ripeto, è fondamentale che al Piano sia data la massima diffusione sia attraverso i sistemi di informazione tradizionale, sia attraverso i sistemi informatici. Nella diffusione una particolare attenzione deve essere rivolta al personale comunale che ne dovrà prendere ufficialmente atto, alle scuole di ogni ordine e grado, agli ordini professionali che comunque possono dare il loro contributo fin dalla fase dell’analisi dei rischi presenti nel territorio, alle associazioni di categoria, con particolare attenzione alle associazioni sociali che si occupano di soggetti svantaggiati. Copia dei piani di emergenza deve essere inviata a tutti quegli Enti ed Organismi, Forze dell’Ordine, ed a quanti saranno chiamati a fornire concorso di personale, mezzi e materiali per gli interventi operativi in caso di calamità.
La diffusione dei piani non può prescindere dalle esercitazioni periodiche da effettuare con gli operatori ma anche con la popolazione. Le esercitazioni oltre a verificare l’efficienza degli operatori servono anche a testare la bontà di una pianificazione ancora di più se viene coinvolta la popolazione.
Il Comune di Siracusa è dotato di un Piano?
L’ultimo Piano di Emergenza Comunale risale al 2011. Riguarda una serie di rischi per i quali sono state disposte singole pianificazioni, alcune direttamente dalla protezione civile comunale (emergenza sismica, idrogeologica, incendi) altre predisposte in collaborazione con altri enti ed amministrazioni pubbliche. Del Piano Comunale fanno parte anche i piani di emergenza scolastici degli istituti comprensivi che da sempre vengono consegnati e verificati all’ufficio di protezione civile. Ovviamente questi piani devono essere costantemente aggiornati e periodicamente approvati in Consiglio Comunale.
Ci sono Comuni che non hanno ancora adempiuto?
Il Dipartimento Regionale di Protezione Civile dichiara che quasi il 50% dei Comuni non ha approvato i Piani di Emergenza.
Siamo in regola con le disposizioni vigenti, cosa manca?
Una delle informazioni primarie che manca in tantissimi comuni, compreso il nostro, è il “Fascicolo del Fabbricato” cioè lo strumento che consentirebbe di conoscere il grado di vulnerabilità degli edifici e la pericolosità degli agglomerati. Comunque i piani non sono mai definitivi perché il territorio è in continua evoluzione ed i piani dovrebbero essere aggiornati costantemente, ma purtroppo …
Punti di forza e punti di debolezza, cosa fare ancora e meglio?
Punto di forza è sicuramente il mondo del Volontariato di Protezione Civile sempre pronto in qualsiasi emergenza, che però richiede costante formazione ed esercitazione.
Punto di debolezza è proprio l’Amministrazione Comunale che da un po’ di tempo è distratta non sembra agire secondo una programmazione chiara, ma inseguendo interessi e guerre personali. Solo ritornando a fare la giusta programmazione dei lavori necessari per l’aggiornamento dei piani di emergenza e la formazione del personale e dei cittadini, solo attivando tutti i canali operativi, solo rimettendo al centro della attività amministrativa la sicurezza dei cittadini si potrà superare questo punto di debolezza.

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