In gettoni di presenza e rimborsi ai datori di lavoro. Nessuno, nemmeno i consiglieri barricaderi, ha mai messo in discussione questo rilevante esborso di denaro
La Civetta di Minerva, 25 novembre 2016
Il garantismo assoluto, quello senza se e senza ma, per quanto rappresenti uno dei capisaldi di uno stato di diritto, se brandito come una clava diviene un’arma contro il bene comune. Vi sono le leggi, che benchè dure vanno rispettate. Tuttavia vi è anche la temperanza, la discrezione e il rispetto del pubblico. Parliamo di Siracusa e dei suoi consiglieri comunali.
Le leggi regionali e nazionali hanno sancito la creazione di capitoli di spesa dovuti ai consiglieri comunali e circoscrizionali. Nulla da eccepire. Purtroppo, così come spesso accade nel Bel Paese, le furberie, il disprezzo per i cittadini, l’arroganza di chi si percepisce “altro” rispetto agli humiles, ha determinato la credenza che i rappresentanti dei cittadini possano compiere ogni genere di sopraffazione, convinti di essere nel giusto. Ricordiamo le schermaglie televisive in cui certi consiglieri comunali tentarono con ogni mezzo di difendere il loro operato di furbacchioni e approfittatori. Ma invano. I dati sono inclementi.
Il consiglio comunale è costato quanto i civici consessi di quattro città grandi come Siracusa. C’è di che stupirsi? Non staremo qui a ricordare lo scandalo nazionale provocato dai consiglieri comunali di Siracusa. Gettonopoli è solo una delle tante cose donateci da tanti “rappresentanti” del popolo siracusano. Non ci si venga ad accusare di populismo di bassa lega. La gestione dei soldi pubblici è politica allo stato puro. Le frodi di certi consiglieri assunti da privati lascia quantomeno perplessi.
Il consiglio comunale siracusano, compreso di consiglio circoscrizionale, è costato da gennaio a settembre di questo annus horribilis 530.966.38 euro in gettoni di presenza e rimborsi. Ancora peggio, vista la completa inutilità, il costo del Consiglio circoscrizionale è stato di 15.651.91 euro a settembre per i gettoni ai consiglieri.
Oggi siamo alle Idi di Marzo. I congiurati – gli stessi degli scandali televisivi, perchè qui nessuno provi a dirsi innocente, perchè è fin troppo ovvio o sono incapaci o sono complici. Decidano loro a quale categoria appartenere – vogliono uccidere Cesare. Perfino Bruto si è armato contro il suo dominus. In un tutti contro tutti a colpi di proclami, di dimissioni con riserva, i nostri tentano di salvare il salvabile. Dopo le prime denunce, avrebbero dovuto immediatamente mutare il loro comportamento. E invece…
Abbiamo spulciato migliaia di dati. Nessuno, dicasi nessuno, ha mai messo in discussione la correttezza di questi comportamenti. Nè tantomeno i consiglieri barricaderi. Anzi! proprio i Pietro Micca della situazione sono tra i maggiori esattori di rimborsi spese per assenza dal posto di lavoro presso privati. In attesa di ulteriori scosse telluriche di natura giudiziaria, visto che l’attività politica si è di fatto trasferita dalla sede naturale al Palazzo di Giustizia, bene farebbe la città a dotarsi di nuovi regolamenti scritti dai cittadini. Un manifesto comune cui adeguarsi.
Siracusa, in ragione del numero di abitanti, può esprimere fino a 40 consiglieri. Fino a 40, non per forza 40. Allora ci si dovrebbe dotare di un dispositivo capace di monitorare ogni comportamento contrario alla comunità. Ad esempio, il consigliere Alberto Palestro non può gestire gli impianti del comune come se fossero i suoi. Il consigliere Di Mauro non può considerare la Cittadella dello Sport di sua proprietà. Il consigliere Assenza non può avere in assegnazione diretta gli asili nido e le mense. Laddove vi è un uomo politico, in nessun modo deve essere ammissibile la gestione di attività pubbliche a lui riconducibili.
La crisi occupazionale che attanaglia la nostra città sta sempre più coinvolgendo strati mai prima d’ora interessati dal fenomeno. Dall’edilizia all’industria, dall’agricoltura al commercio, i dati sono veramente deprimenti. Il divario tra la gente e la politica nasce probabilmente dalla scarsa attenzione che i rappresentanti politici riservano ai problemi comuni. Non è possibile ignorare i bisogni essenziali di quei cittadini disperati che si rivolgono ai servizi sociali. La stessa amministrazione nega l’essenziale ai cittadini, e dilapida in gettoni e rimborsi illeciti per i consiglieri comunali e di quartiere.
Ma allora? Sotto inchiesta dall’Antimafia Nazionale e Regionale, torniamo all’incipit della nostra riflessione. Fino a prova contraria nessuno è colpevole. Una chiosa. Quindici giorni fa, un ministro dello stato del Victoria, in Australia, è stato costretto a dimettersi perchè per ben due volte con l’auto di stato si era recato in campagna a portare da mangiare al suo cane.

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