Al di là di ogni immaginazione la partecipazione popolare che costringe l’amministrazione a trasformare l’inversione del senso di marcia in un testacoda per tornare sulla via dell’avvenire
La Civetta di Minerva, 11 novembre 2016
Solo da pochi giorni l’assessore alla viabilità ha comunicato l’intenzione di slimitare la zona a traffico già poco limitato che insiste sul nostro ridente centro storico. La proposta era quella di attivare i varchi solo durante il fine settimana per rispondere alle richieste di sparuti commercianti dell’età del bronzo che, delirando, lamentavano un calo degli affari attribuibile al culo pesante dei propri concittadini. Immediata la risposta di tutte le categorie interessate: da ogni angolo della città si sono riversate sull’isola per istituire una ZTL di fatto, facendo dei loro corpi scudo affinché le auto -non passassero- i ponti. I primi ad arrivare, per questioni geografiche e di allenamento, sono stati i calciatori infanti dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Duomo United armati di scarpini consunti, palloni deformi e calzoncini cadenti a reclamare il loro spazio vitale privo di marmitte e copertoni ostili. Subito dopo l’esercito di giovani commercianti figli dei fiori del Consorzio Negozi Arredati Eccentricamente ha allestito un mercatino di souvenir senza olio di palma dimostrando come la mancanza di contenuti basti da sé a garantire vendite record. Tra i principali acquirenti gli altri partecipanti alla manifestazione: la Legione Straniera formata da turisti di passaggio, ricchi pensionati tedeschi e rifugiati politici con voglia di partecipazione. In poche ore era tutto un passeggio che faceva tanto porto di mare: famiglie festanti, ambulanti impudenti, cacche di cane e artisti di strada. È stato perfino avvistato il furgoncino manutentore del bike-sharing e un gregge di velocipedi ha invaso marciapiedi e provocato imprecazioni che ci lasciano sperare in un’imminente conquista del potere da parte della poesia. Tra il caos delle navette elettriche che strombazzavano e il controcanto della cosca di tassisti, per una volta nella giusta corsia, il fuorisede che è in ognuno di noi strillava che non esistono, da queste parti, distanze impossibili da percorrere sulle proprie suole e il Collettivo Perpetue del Primo Banco, vittima di un equivoco, trovando le carreggiate sgombre dalle bestemmie dei cercatori di parcheggio ha inaugurato un pellegrinaggio per dei sepolcri anacronistici. Carmelina, la portavoce, si è difesa cantilenando atona: “Ennesimo mistero colposo: con questo tempo non si capisce più se è autunno o primavera” e tutti a scandire cori contro il riscaldamento globale e le emissioni di anidride carbonica nella viabilità locale. La banda comunale ha snocciolato il suo repertorio di coreografie finalmente libere da auto in sosta e quando ormai il blocco spontaneo rischiava di compromettere la consueta paralisi degli uffici è intervenuto il Sindaco a riportare l’armonia: “È vero: abbiamo sbagliato, ma siamo entusiasti che l’opinione pubblica abbia tempestivamente manifestato la propria determinazione spingendoci nella giusta traiettoria. Pertanto aboliamo l’abolizione della zona a traffico limitato limitata e presto organizzeremo un tavolo per estenderla agli altri quartieri. Del resto non risultano molti i negozi nei quali sia consentito l’ingresso di automobili e lo shopping al casello non è mai stato un grande investimento. Vogliamo dare spazio a quanti apprezzano i nostri scorci alla giusta velocità, ma faremo di più: entro il 2020 saremo la prima città totalmente libera dalle automobili. Alla faccia di Amsterdam.” Plauso delle istituzioni internazionali: Bernie Sanders, neopresidente degli Stati Uniti, ha convocato i nostri assessori per una consulenza che metta finalmente fine alle lobby del petrolio. Ancora una volta il bene trionfa nel nostro ameno borgo fiabesco e lo dobbiamo come sempre all’occhio attento della società civile, che mai si distrae e vigila implacabile sul nostro futuro, pretendendo il proprio ruolo da protagonista.

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