TACCUINO – Accuse Princiotta, si naviga nel fango
La Civetta di Minerva, 28 ottobre 2016
A leggere le indiscrezioni sull’interrogatorio reso dalla consigliera comunale Princiotta alla Commissione Regionale Antimafia, c’è da schifiarsi. O la Princiotta mente ed allora si merita cento anni di carcere per calunnia, oppure se dice la verità dobbiamo concludere che peggio di così noi siracusani non potevamo finire.
Se dobbiamo credere alla signora Princiotta il quadro che si pone avanti alla nostra attenzione è il seguente: da una parte c’è l’assoluta mancanza di ogni progettualità sulla nostra Siracusa; finita l’era dell’espansione della zona industriale ed iniziatosi un ciclo di deindustrializzazione, bisognerebbe guardare alle prospettive di crescita della città. Da questa amministrazione comunale che ci ritroviamo non viene nessuna indicazione su ciò su cui dovremmo puntare; si vive alla giornata.
Sulle operazioni di normale amministrazione, cioè su quel che si fa per il vivere alla giornata, incombe l’accusa dettagliata della Princiotta: su ogni iniziativa della normale amministrazione ci sarebbe un sottofondo di operazioni illecite che lei avrebbe denunziato alla Procura della Repubblica.
Una settimana prima c’erano state le indiscrezioni sull’interrogatorio reso dal sindaco alla medesima commissione regionale antimafia con accuse pesantissime alla Princiotta ed allora è lecito divinare che quanto prima ci sarà un provvedimento dell’Antimafia che potrebbe addirittura arrivare allo scioglimento del Consiglio Comunale o alla decadenza di qualcuno da qualche carica. Insomma si naviga sul fango e se anche i consiglieri comunali gentiluomini stanno attenti a non sporcarsi le scarpe, pur sempre vivono nei miasmi.
Ed allora questi consiglieri comunali sui quali la Città pone la loro fiducia, perché persone indiscutibilmente perbene, che ci stanno a fare in un tale ambiente? Che ci stanno a fare davvero se non assumere il ruolo passivo di impotenti testimoni di lotte interne al PD e che si riflettono sul consiglio comunale?
I consiglieri comunali che espressero questo sindaco si sono spaccati in gruppi e sottogruppi tutti in guerra fra di loro e le battaglie non sono ideologiche ma per basso potere a colpi di denunzie l’uno contro l’altro e si vanno reciprocamente sporcificando. Le persone per bene di questa tornata di Consiglio Comunale debbono prendere atto che il loro nome viene usato da chi gentiluomo non è per crearsi un manto di onestà e perbenismo; e basta.
Allora è meglio lanciare alla città e alle autorità tutte – dalla Procura della Repubblica al Prefetto, alla Commissione Antimafia – un segnale forte. La città saprebbe esprimere a queste persone la sua gratitudine.

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