Dopo trent’anni un vescovo siracusano
La Civetta di Minerva, 28 ottobre 2016
Uno di noi, anzi uno della nostra Chiesa, è stato ordinato vescovo, per la precisione arcivescovo. Ho annotato una cosa bellissima: molti amici, nel commentare la notizia che padre Accolla era stato promosso, hanno avuto un momento di rammarico perché hanno pensato a un torto fatto al proprio parroco. Subito dopo la riflessione: meglio, perché è rimasto con noi. Questa è una cosa bellissima, perché è il segno che il parroco entra nella vita dei suoi parrocchiani, lo sentono uno della propria famiglia, perché della parrocchia ne ha fatto veramente una grande famiglia allargata: quella vera, non quella che nasce dai divorzi a catena.
Monsignor Accolla, a quel che si dice, troverà una curia messinese con qualche problematicità; ma lui, che è cresciuto oltre che nelle parrocchie anche in curia, ci saprà fare; forse il Papa l’avrà scelto anche per questo: curatore d’anime, ma anche gran curatore di affari curialeschi.
E’ in gamba questo monsignore che fino a qualche anno fa lo si vedeva che arrivava in arcivescovado su una rombante motocicletta di grossa cilindrata. Persona di gran cuore e di grande umiltà: mi ricordo una domenica che celebrava in cattedrale la messa di mezzogiorno, e con la voce che nascondeva la pena che aveva nel cuore invitò tutti i fedeli a pregare per la sua mamma che era scomparsa la sera prima: nonostante il grandissimo dolore, era con la sua gente a celebrar messa.
Una preghiera per lui non farebbe male: che il Signore lo assista nel mettere mano ad una archidiocesi che è il doppio di quella nostra di Siracusa.

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