Gita d’istruzione e il Dirigente fa chiudere l’istituto

Nelle scuole d’infanzia, lasciando fuori dalle aule chi non ha potuto o voluto partecipare. Sempre più si finge di ignorare le norme che regolano l’apertura dei plessi

 

La Civetta di Minerva, 14 ottobre 2016

I dirigenti scolastici, il cui ruolo di recente è stato rafforzato tramite la legge 107/2015, hanno di certo maggiori responsabilità, sono stati sovraccaricati di nuovi poteri e ciò ha reso più difficoltosa la gestione delle scuole autonome e ha trasformato l’equilibrio dei poteri esistente all’interno dell’istituzione scolastica. Ma non è ancora stato attribuito loro il potere di chiudere le strutture scolastiche che sono pubbliche e statali.

Chiariamo meglio: quando una istituzione scolastica decide di effettuare visite d’istruzione, anche per un giorno, il servizio pubblico non può di certo essere sospeso (anche per un solo bambino) né nelle strutture centrali né in quelle che vengono definite succursali, siano esse relative al grado della scuola dell’infanzia e primaria che secondaria di primo e secondo grado. Purtroppo le leggi spesso vengono aggirate con escamotage di piccolo calibro e le strutture rimangono chiuse, impedendo alle famiglie che non hanno aderito all’iniziativa di poter fruire del pubblico servizio statale interrompendo così il diritto allo studio degli allievi.

La nota dolens è riscontrabile in diverse scuole dell’infanzia del nostro territorio e con la scusa “il segmento non è obbligatorio” si è assistito alla chiusura dei plessi distaccati durante le visite didattiche. Insomma docenti ed ata vanno tutti in gita e la struttura resta chiusa…

Vorremmo ricordare ai dirigenti scolastici degli istituti comprensivi di Siracusa che essi non sono i padroni della struttura e che la scuola pubblica e statale è un bene del territorio e deve rispondere alle esigenze di istruzione ed educazione per gli allievi iscritti. L’esercizio dell’autonomia scolastica (sia essa didattica che organizzativa) non deve mai avvenire con modalità tali da escludere o limitare il servizio scolastico, anche per un solo studente. Per farla semplice qualunque iniziativa, anche le uscite didattiche (di certo elemento costruttivo per la crescita degli allievi) non deve impedire alle famiglie e minori che non intendono partecipare la possibilità di accedere al servizio scolastico e alla struttura, ripetiamo, anche se dovesse trattarsi di un solo allievo!

Le visite didattiche sono opzionali e dunque le scuole dovranno da subito attivarsi per garantire utili alternative nei locali scolastici senza attendere richieste specifiche delle famiglie. In fondo sarà pur libero un genitore di scegliere se far effettuare o meno una visita didattica al proprio figlio o se ritenerla un’attività non consona al minore. Dunque non si possono informare le famiglie oralmente (come accade e sì che accade…) che il plesso resterà chiuso e mettere in difficoltà chi lavora o chi non vuole o non può permettersi quell’attività specifica, perché è compito del dirigente scolastico mettere in atto tutte le necessarie procedure per garantire l’assistenza ai minori e l’apertura del plesso, sia esso il più sperduto.

Noi non conosciamo le modalità di azione ma immaginiamo che, con i superpoteri attribuiti, i presidi possano almeno garantire la presenza di un docente ed un ata piuttosto che costringere le famiglie a tenersi a casa i figli o pagare asili privati o baby sitter. Perché se la scuola è pubblica e statale (e non è un caso che i termini siano associati e non separabili nella scuola italiana) un motivo ci sarà: consentire a tutti uguaglianza delle opportunità e mettere tutti nelle stesse condizioni di partenza. Il DS può chiudere la scuola o le singole sedi se tutti gli Ata hanno dichiarato di scioperare, sospendendo le attività didattiche. Peraltro i poteri di sospensione delle attività o di chiusura delle scuole e, conseguentemente, di sospensione del servizio pubblico scolastico, sono unicamente dei Prefetti, che sono i rappresentanti territoriali del governo, e dei Sindaci, i quali possono emettere provvedimenti in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica e di pericolo per l’ordine, la sicurezza o l’incolumità pubblica come nevicate, alluvioni, disinfestazioni, elezioni politiche, ecc (Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n.112) o anche solo per interventi di manutenzione straordinaria che precludono al personale e agli allievi l’accesso ai locali; in questo caso il provvedimento di chiusura interessa tutta la comunità scolastica.

In caso di pericolo imminente per l’incolumità delle persone il Dirigente Scolastico, quale responsabile della sicurezza dell’Istituto, può disporre la chiusura della scuola o la semplice sospensione delle lezioni, dandone tempestiva comunicazione alle autorità competenti (Prefetto, Sindaco e Ufficio Scolastico Provinciale) esplicitando le motivazioni di tale decisione. Diverso invece il caso della sospensione delle attività didattiche che deriva da un evento quali le vacanze di Natale o estive. In questi casi viene sospeso, per gli alunni, l’obbligo dalla frequenza delle lezioni mentre il personale amministrativo ed i docenti possono accedere per le altre normali attività. Ora in quale categoria ricade la visita didattica e la chiusura del plesso?

Attenzione, dirigenti siracusani: la scuola che vi pregiate di guidare non è una proprietà privata ma un servizio per la collettività e se tanto vi affannate a chiamare anche i genitori e la comunità interlocutori sociali, portatori di diritti, di aspettative e di interessi legittimi (stakeholder) sarà pure il caso che li ascoltiate.

Da leggere

“Solo contro tutti: la Cgil e le battaglie per Siracusa”

Intervista al segretario Cgil Franco Nardi: “Tra bioraffineria, Isab, futuro del depuratore, sanità e giovani …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti