Estate siracusana tra solarium, tavoli selvaggi e tour boat

Molti esercenti occupano spazi pubblici spesso senza criterio e a discapito del decoro urbano. I controlli sono pochissimi, non si interviene nemmeno su richiesta

 

La Civetta di Minerva, 24 giugno 2016

Montano le polemiche contro l’Amministrazione Comunale. E non ci riferiamo alle inchieste giudiziarie che sempre più frequentemente mettono Siracusa sotto i riflettori. E neanche alle beghe politiche tra maggioranza e opposizione che tanto poco entusiasmano. Ci riferiamo alle critiche semplici di cittadini qualunque o a quelle non più autorevoli di dotti professionisti che anche attraverso i social non fanno mancare i loro puntuali interventi specie in merito al degrado e all’incuria in cui versa la Città.

La protesta contro tavolino selvaggio è ormai cosa nota e ripetuta. Ogni giorno e ogni notte in ogni dove molti esercenti occupano spazi pubblici spesso senza criterio e in mancanza di regole a discapito del decoro urbano, obbligo minimo di un sito Unesco Patrimonio dell’Umanità e senza controllo alcuno rendono difficile la fruizione di vie, vicoli, cortili ma anche arterie di transito. In merito si registrano, tra le altre, le lamentele di molte guide turistiche che devono far procedere i loro gruppi in slalom tra tavolini, camerieri, avventori e fritto di paranza in bellavista. Tra questi spiccano sedie e tavolini in plastica rossa che ben si intonano col barocco siciliano. Saranno autorizzati? Da nostre informazioni sono in maggioranza abusivi verso i quali non viene effettuato nessun controllo serio. Pare che i Vigili Urbani non si adoperano, neanche su esplicita richiesta istituzionale.

Più recente il dibattito sul costruendo Solarium (??) alla Villetta Aretusa. Qui gli interventi si alternano tra favorevoli e non. Le tesi dei “pro” parlano di occasione di richiamo turistico, di un servizio utile, di opportunità di sviluppo imprenditoriale. Per quanto riguarda l’impatto paesaggistico, portano a sua difesa la presenza nello stesso sito già ai primi ‘900 di uno stabilimento balneare (Bagni Aretusa). I “contro” invece ne fanno una difesa del paesaggio: lo stabilimento è esageratamente ingombrante, ostruisce la visione del porto, ha sommerso i “7 scogli”, con tutta la suggestione della memoria storica che il sito evoca. Noi ci chiediamo come mai si chiede l’autorizzazione per stabilimento “elioterapico” e non invece per bar, pub, ristorante, (discoteca?). Perché chiamare Solarium qualcosa che probabilmente sarà un’attività prevalentemente diversa e perché costruirlo in un’area (portuale) dove la balneazione è vietata per legge? Perché una dimensione così invadente? (quasi un campo di calcio). Intanto un avvocato ha chiesto l’accesso agli atti, vedremo cosa ne verrà fuori

Se ne parla di meno, quasi niente, eppure il fenomeno è in forte espansione: l’attività dei “Tour Boat”. I giri in barca che alcuni avventori propongono ai turisti. Anni fa erano più discreti. Adesso si notano ad ogni angolo, con cartelli grossolani, ostruiscono gli ingressi al ponte dai varchi centrali, abbelliscono la zona antistante la statua di Archimede, improvvisano banchetti sui marciapiedi e in molti punti dell’isola. Sono autorizzati? La loro attività è regolamentata? Ad onor del vero va detto che in questo caso il Comune c’entra poco. Questa è materia della Capitaneria di Porto. Abbiamo chiesto ad un operatore del settore che preferisce rimanere anonimo.

Cosa occorre per guidare una barca? Per svolgerci un’attività economica?

Varia a seconda delle dimensioni e della potenza dell’imbarcazione. I requisiti minimi sono il possesso di una patente nautica. Se poi si svolge un’attività economica, ci vuole come minimo l’autorizzazione del R.I.N.A. (Registro Nautico Italiano), che pone limiti e condizioni sempre a seconda del tipo di imbarcazione, per es. quanti passeggeri imbarcare.

Per trasportare persone a bordo devo avere dei requisiti?

Certo. Bisogna rispettare le norme di sicurezza. Disporre di giubottini di salvataggio (per ogni passeggero), estintore, lancia razzi di segnalazione, ancora di emergenza, ecc.

Queste barche che si occupano dei giri turistici sono a norma?

Non saprei, ma ho dei dubbi. Alcune non avrebbero spazio sufficiente per la strumentazione di sicurezza

Ma secondo lei qualcuno li controlla?

Difficilmente. Sarebbe compito della Capitaneria, ma non mi risultano attività di controllo al riguardo. Se si pensa poi che il R.I.N.A. non ha sede a Siracusa, bensì ad Augusta…. Forse neanche lo sanno. Per quanto riguarda i banchetti, quello è suolo pubblico, la competenza è del Comune che dovrebbe controllare.

Abbiamo anche sentito una “passeggera” di questi tour in barca, Patrizia.

Quanto costa un giro in barca?

A quanto ne so, di solito 15 euro. Ma a noi hanno fatto pagare 10, forse perché siamo di Siracusa.

Che giro avete fatto? Quanto è durato?

Da Ortigia fino ai Monumenti ai Caduti e ritorno. Circa un’ora o poco più.

Vi hanno fornito di giubbotto salvagente?

No, ma ci hanno detto che ci sono, in una botola

In una botola? Ma lei li ha visti?

No. Ma a che serve il salvagente? Io so nuotare

Eravate in tanti? In cosa consiste il giro?

Eravamo in sette, più due di equipaggio. Uno si occupa dell’imbarco, l’altro guida e spiega anche in inglese. Ci ha portato nelle grotte dei coralli, sotto i monumenti e in quella con le stalattiti. Attorno al castello svevo. C’era anche musica a bordo, tipica siciliana. E poi si è fermato sotto il lungomare di levante.

L’imbarcazione vi sembrava sicura? In buono stato? O una zattera pericolosa?

Sicurissima

Nella barca c’è esposto un permesso, un’autorizzazione? Il numero massimo dei passeggeri?

Non saprei, non ci ho fatto caso

Vi hanno rilasciato, una ricevuta, uno scontrino?

No. Un biglietto

E che c’è scritto?

Non ricordo…

Insomma, siete rimasti soddisfatti di questo servizio, lo giudica positivo?

Sì, contenta. Una bella gita. Siamo rimasti tutti molto entusiasti, alcuni si sono anche tuffati, si poteva fare il bagno

Nel porto grande?

Sì ma al largo

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