Intervista all’assessore al bilancio, Gianluca Scrofani: “La Serit non ce la fa a riscuotere venti milioni da cittadini morosi. E intanto spendiamo 30 milioni l’anno per mille dipendenti, 30 per l’igiene urbana, 24 per i servizi sociali…”
La Civetta di Minerva, 27 maggio 2016
20 milioni di euro iscritti a ruolo. A tanto ammonta il credito vantato dal comune di Siracusa nei confronti dei cittadini. La Serit, equipollente siciliana di Equitalia, negli anni ha accumulato questa cifra tanto elevata di mancata riscossione. Riguarda sia società che persone fisiche. Ma in termini di bilancio comunale, proviamo a fare una diagnosi al capezzale di una città malata. Ne parliamo con l’assessore al bilancio del Comune di Siracusa, Gianluca Scrofani.
Assessore Scrofani, ci parli dello stato delle casse comunali.
Lungi da facili dietrologie, posso affermare che l’indebitamento di Siracusa risale ai tempi della gestione della Centrale del Latte degli anni 60. Cosa voglio dire con questo? Semplice, ogni amministrazione succedutasi, cosi come nelle migliori tradizioni dorotee, ha cercato di gestire il bilancio sempre con un occhio al consenso politico e mai al risanamento. Oggi ci troviamo a gestire una massa di debiti fuori bilancio che solo una sana politica di contenimento della spesa e di massima cautela potrà, nel corso degli anni, portare a un risanamento.
La diagnosi è infausta, ma i cittadini reputano questa amministrazione tra le più distratte verso i bisogni sociali. Tasse aumentate a dismisura e scarse o nulle azioni vicine alla gente.
In questo devo ammettere una nostra grande responsabilità. Non abbiamo comunicato alla cittadinanza le emergenze che ci hanno costretti ad agire in maniera dura, ma responsabile, rispetto a disavanzi pregressi, che sfido qualunque amministratore a riuscire a gestire. Ogni amministrazione politica fonda la propria realtà sul consenso politico. Solo un sindaco pazzo aumenterebbe le aliquote delle tassazioni se non fosse assolutamente necessario. La strada della giunta Garozzo è lastricata di critiche e polemiche, ma sicuramente orientata verso quel risanamento economico che mai nessun amministratore di questa città si è posto come obiettivo primario.
Almeno ci dia qualche esempio.
Ricordo che centinaia di comuni siciliani sono costretti mensilmente a richiedere anticipazioni sui trasferimenti regionali e nazionali. Sapete quanto spende questa città per gli stipendi dei dipendenti comunali? Bene, siamo nell’ordine di 30 milioni l’anno.
Vuole dire che vi sono troppi impiegati comunali?
Voglio dire che vi è stata nei decenni una politica disattenta e me lo lasci dire clientelare, rispetto alle effettive necessità di personale negli ambiti comunali. Parliamo di circa 1.000 dipendenti comunali a volte non perfettamente distribuiti nei vari comparti.
Non vorrà certo dirci che il problema è legato ai soli stipendi?
Certo che no! Pensi al costo dei Servizi Sociali. Ha idea di quanto spendiamo per anziani, disabili e minori? Non lo sa lei e non lo sanno i cittadini. Purtroppo non abbiamo ben comunicato. Ebbene siamo nell’ordine di 24 milioni di euro l’anno. Vuole sapere quanto costa l’igiene urbana? Siamo sui 30 milioni l’anno. Lei capisce che tra costi tanto elevati e l’enorme scure derivante dai ridotti trasferimenti da Palermo e Roma c’è poco da stare allegri.
Oddio, Assessore, perdoni lo sfogo, ma non mi pare che siate stati tanto morigerati coi dirigenti comunali. Le ricordo proprio che grazie a un’inchiesta de La Civetta vennero fuori certe vicende sulla premialità di certi funzionari dell’Ufficio Tributi. Non si può tagliare la spesa sui servizi e poi assecondare certi “vizietti” da parte di funzionari comunali. O no?
Proprio a seguito dell’emersione di queste tristi vicende, abbiamo messo in atto, grazie alla collaborazione della rubrica del personale, un’azione mirata al turn over dei funzionari. Purtroppo, come in ogni ambito della Pubblica Amministrazione, quando il personale addetto rimane a lungo nelle proprie posizioni è possibile che si creino terreni fertili per la creazione di posizioni di privilegi e eccessi di funzioni e di potere.
Torniamo al deficit. Provi a convincerci dell’adeguatezza delle vostre scelte.
Sa a quanto ammonta il credito che vanta la città nei confronti dei cittadini? Sono 20 milioni di euro. Abbiamo opportunamente mediato con la Regione le modalità di rateizzazione dei tributi da versare. Un bilancio come il nostro non può permettersi tali divari di entrate. I cittadini devono pagare le tasse. Siamo fortemente orientati a rendere più semplice e meno doloroso l’esborso contributivo, ma non è possibile continuare su questa linea. Giustamente i cittadini lamentano tante nostre mancanze. Le strade, e la viabilità in genere, gli asili nido, l’illuminazione pubblica e i servizi alla città. Sfido però qualunque buon padre di famiglia a soddisfare i bisogni dei propri figli in assenza di entrate necessarie e continue. Noi in amministrazione, come chiunque al governo di un sistema tanto complesso, ci troviamo di fronte alle tante e giuste critiche da parte dei cittadini, ma abbiamo la borsa vuota. C’è di più, non solo siamo in una situazione di emergenza ma siamo costretti anche di anno in anno ad accantonare risorse per accorciare la distanza nei confronti dei debiti accumulati dalle scorse amministrazioni.
È facile, mi riferisco ai nostri avversari politici, lamentarsi del lavoro che stiamo facendo; se chi ci ha preceduto avesse evitato questo genere di gioco a chi resta col cerino in mano, oggi questa città vivrebbe sicuramente una stagione di nette riduzioni di tassazione e di maggiore fiducia nel futuro.

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