Gravi anomalie nel decreto che ridà l’autonomia al Gargallo

L’artificio del liceo musicale prima assegnato allo Scientifico Corbino, poi al Classico. Interrogazione di Zito (M5s): “Si annulli e si trovi un’altra soluzione”

 

La Civetta di Minerva, 27 maggio 2016

È finito in un’interrogazione presentata dal M5S, primo firmatario Stefano Zito, all’assessorato dell’istruzione e della formazione professionale della Regione Siciliana il caso della disaggregazione del liceo classico Gargallo dallo scientifico Corbino di Siracusa. I due istituti, forzatamente uniti da un decreto dell’assessore regionale alla pubblica istruzione Maria Lo Bello, dopo neanche tre anni, sono stati nuovamente separati grazie a un decreto di Bruno Marziano, nuovo assessore in carica.

Una procedura amministrativa poco chiara se si pensi che risulterebbe essere priva addirittura dell’atto propedeutico fondamentale: la richiesta del dirigente scolastico, supportata dalla correlata  delibera del Consiglio d’Istituto, di rendere nuovamente indipendenti i due istituti. Un’istanza che dovrebbe fondare su motivazioni significative che, nel caso specifico, risultano del tutto assenti dal momento che il liceo classico supera di poco quella quota 600 che, in Sicilia (nel “continente” la soglia è di 900 studenti), consente l’autonomia delle scuole.

Non solo: ciò che più rileva è che il prerequisito necessario a rivendicare da parte del Gargallo il proprio splendido isolamento verrebbe raggiunto attraverso una sorta di artificio di dubbia legittimità che riguarda l’assegnazione del liceo musicale.

Come scrivono i pentastellati nella loro interrogazione è necessario “illustrare le ragioni per le quali, a fronte di un’originaria aggregazione dei due licei, si è poi proceduto all’assorbimento da parte del classico dell’indirizzo musicale inizialmente assegnato al Corbino e alla successiva attribuzione di autonomia allo stesso Gargallo; chiarire i motivi di interesse pubblico e i presupposti di legge posti a fondamento di tale operazione, in particolare in rapporto alla razionalizzazione sottesa alla originaria aggregazione del Liceo Classico Gargallo al Corbino; chiarire la posizione dei docenti dell’istituto Corbino, <transitati> nell’organico del neo Liceo Classico Gargallo”.

“Chiediamo in sostanza, una volta specificate la legittimità e correttezza amministrativa di tutti i passaggi dell’iter procedimentale, nell’eventualità, come noi riteniamo, che vi siano delle gravi anomalie, che si proceda all’annullamento o si avvii un riesame del decreto del 27 gennaio – commenta Stefano Zito -. Comprendiamo benissimo le ragioni dei docenti del liceo Gargallo, così come dei cittadini, di cercare di salvare, insieme a un istituto storico della nostra comunità, una tradizione culturale che è già stato un errore annullare per mero calcolo ragionieristico, ma siamo certi che si possano eventualmente intraprendere altre iniziative per garantire l’autonomia al Gargallo nel rispetto delle regole”.

Il rispetto delle regole e anche del diritto altrui, potremmo aggiungere. È dato oggettivo infatti – e lo provano i documenti ufficiali, le procedure seguite nel corso del tempo, gli accordi opportunamente sottoscritti – che l’istituzione del liceo musicale, inizialmente attribuito allo scientifico, anzi più propriamente alle scienze sociali di cui il musicale è emanazione, è stata voluta e promossa, ancor prima dell’insediamento della nuova dirigenza dell’istituto che ha poi portato a termine l’iter amministrativo, esclusivamente dall’istituto Corbino (e d’altra parte il Gargallo era già stato “soppresso” grazie alla superficialità e approssimazione dei nostri politici e amministratori) che vede così oggi impoverita, con un atto d’imperio e ultra petita, la propria proposta culturale.

Non è una questione di lana caprina o una baruffa tra contendenti capricciosi, come si potrebbe ritenere considerando che ciò che conta è la possibilità per i giovani siracusani di fruire dell’opportunità di seguire i propri interessi culturali senza doversi spostare in altre città (Modica o Catania), bensì la pretesa di dare stabilità al nuovo indirizzo di studi (e con esso a docenti, personale ATA e studenti) lasciandolo nella sua sede prima, e naturale, in un istituto che non teme contrazioni di iscrizioni, ipotesi che, come ben sa il personale della scuola, è ormai una iattura alla luce della riforma della 107 che obbliga a una precarietà permanente e a possibili transumanze nell’ampio raggio dei cosiddetti ambiti territoriali, non luogo, una sorta di girone infernale, dei perdenti posto e dei neo immessi in ruolo.

Ma soprattutto su una domanda occorrerebbe una risposta cristallina da parte della direzione generale dell’assessorato, su cui grava l’effettiva responsabilità delle decisioni assunte: come si spiega che nei verbali delle commissioni preposte ai piani di dimensionamento non si faccia mai alcun cenno all’ipotesi di una disaggregazione (tra l’altro non prevista dalle norme di riferimento) dei due istituti? Da un lato le rigide burocratiche procedure di un qualsiasi atto amministrativo, dall’altro un decreto che nasce dal nulla: un nonsenso!

Un atto di arroganza invece la scelta dell’amministrazione competente di non rispondere alla istanza di riesame in autotutela del decreto di nuovo dimensionamento inviata dal corpo docente e dal personale ATA del liceo Corbino, quasi a voler confermare che i cittadini non contano nulla, che devono subire qualsiasi decisione senza neanche poter comprendere quanto viene fatto sebbene li coinvolga direttamente, che le leggi, quella sulla trasparenza, sull’accesso agli atti amministrativi, sono solo specchietti per le allodole, parole belle ma inutili. Vale la pena di ricordare allora che il Consiglio di Stato ha cancellato il meccanismo del silenzio-rifiuto trascorsi i 30 giorni, principio che surrettiziamente il governo avrebbe voluto inserire nel decreto trasparenza, e che è quindi fatto obbligo per la pubblica amministrazione di esplicitare e motivare l’eventuale rifiuto a dare informazioni

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