Consente ai soggetti che hanno crediti nei confronti di tutti gli enti della pubblica amministrazione (Stato, Regioni, Comuni e Asl) di compensarli con le cartelle esattoriali
La Civetta di Minerva, 10 giugno 2016
“Ripartimpresa” è un’iniziativa originata da una proposta dei deputati 5 stelle all’Ars ed è stata attivata da Riscossione Sicilia. In Sicilia vantano crediti nei confronti della pubblica amministrazione 46.118 imprese di cui 28.723 del settore dell’edilizia, 16.567 nei servizi e 828 in quello industriale insieme a circa 50.000 liberi professionisti. È una manovra che può rivitalizzare l’economia siciliana. Afferma l’amministratore unico di Riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo: “Il Movimento 5 stelle è l’unica forza politica che ha sollevato la questione, ascoltare è fare il bene dell’isola ed è dovere di educazione istituzionale”.
L’operazione è iniziata dal 6 giugno, con sportelli dedicati in ogni capoluogo di provincia, a Siracusa è in viale Santa Panagia, 141. Essa consentirà ai soggetti di compensare le cartelle esattoriali con i crediti vantati nei confronti di tutti gli enti della pubblica amministrazione (Stato, Regioni, Comuni e Asl).
‟I requisiti per l’operazione, che garantirà ossigeno a tantissime imprese, sono pochi ma ferrei perché i crediti nei confronti delle imprese dovranno essere non prescritti, certi, liquidi, esigibili e, soprattutto, certificatiˮ. Afferma Fiumefreddo e continua: ‟In Commissione ho provato a richiamare l’attenzione di tutti senza nessun esito. Non potevamo non prendere in considerazione l’iniziativa, visti gli enormi vantaggi che comporterà per le aziende e per l’economia isolana, anche in considerazione del fatto che con quest’operazione si adempie un obbligo di legge. Riscossione Sicilia è un ente pubblico e lavora per tutti. Noi non abbiamo problemi con chi sederci. Senza il M5S, probabilmente, non avrei avuto la forza di portare in porto l’operazione”.
Possiamo dire che la compensazione debiti/crediti a Riscossione Sicilia ridarà ossigeno ai suoi asfittici bilanci, poiché la società beneficerà, per ogni operazione andata in porto, dell’aggio dell’8 per cento.
I dati forniti da Banca d’Italia, Ministero dell’Economia e Finanze e Unimpresa indicano un debito di circa 12 miliardi della pubblica amministrazione nei confronti delle aziende siciliane. Inoltre, da questa cifra, sono fuori i 50.000 professionisti, che potranno beneficiare della compensazione.
È una cifra enorme che apporterebbe all’intera economia isolana un grande beneficio, evitando possibili tracolli di numerose imprese o di quelle che stanno andando incontro a fallimenti per mancanza di liquidità proprio in attesa di pagamenti da parte della pubblica amministrazione che in Sicilia non arrivano mai. C’è da dire che, purtroppo, la Sicilia è tra le Regioni più lente a pagare le imprese.
È chiaro che i vantaggi di quest’operazione non sono solo per gli imprenditori. A beneficiarne saranno anche tantissimi dipendenti, su cui si addossano i ritardi nei pagamenti dai loro datori di lavoro e che finora avevano una labile speranza di vedersi rimborsati.
È logico che l’azzeramento dei debiti previdenziali consentirà a queste imprese di rimettersi in gioco per le gare di appalti, da cui erano state estromesse a causa del Durc non in regola.
Infatti, i tipi di debito che possono essere compensati dai crediti vantati sono tutti: Iva, contributi previdenziali, Ici, Tari, Tasi, multe automobilistiche, etc.
‟Le modalità della compensazione, che andranno spiegate a tutti gli interessati dagli sportelli dedicati Ripartimpresa, sono pronteˮ, afferma Riscossione Sicilia. Lo sportello, in conferenza di servizio con le amministrazioni interessate, chiederà agli enti debitori la certificazione dei crediti vantati da imprese e professionisti per le prestazioni fornite mai pagate. La richiesta di compensazione potrà essere fatta dai cittadini anche tramite il sito internet di Riscossione Sicilia.
C’è, inoltre, in programma da parte di Riscossione Sicilia d’attivare un numero dedicato per comunicare informazioni ai cittadini.
Su ‟Ripartimpresaˮ chiediamo un parere all’on. Stefano Zito: ‟È solo un inizio per far uscire tante aziende dalla sofferenza che vivono, ma, secondo me, una vera ripresa economica è quella di un abbassamento delle tasse verso queste imprese. Bisogna puntare su investimenti alle piccole e medie imprese siciliane che sappiamo costituiscono l’ossatura principale anche a livello nazionale del Paese. Invece le imprese estere vengono a investire cercando solo profitto e al minimo accenno di perdita chiudono lasciando lavoratori per strada e portandosi via il guadagno fatto. Invece per quelle siciliane, più legate al territorio, accade più spesso che un’attività sia ceduta ad altri in caso di crisi. Così viene fuori un’economia circolare che rigenera il territorio. Penso che bisogna rivedere gli studi di settore, perché certe volte la tassazione avviene su ipotesi quando la crisi dice tutt’altroˮ.
Come vi siete mossi per questa iniziativa?
‟L’avevamo chiesta sia a livello nazionale sia regionale, con un nulla di fatto poi gli uffici Riscossione Sicilia ci hanno riferito che anche senza legge era possibile accogliere la nostra proposta perché l’Amministratore Unico ha questo potere. Da quando si è saputo, abbiamo ricevuto molte telefonate d’imprenditori e la stessa Riscossione Sicilia ci dice che molte imprese si presenteranno agli sportelli, specialmente quelle che hanno molto da compensare. Così senza questo peso l’impresa potrà vivere più serenamente la sua attività insieme ai suoi lavoratori. Mettendosi in regola potrà partecipare a nuovi appalti anche di privati, perché, anche se non è un obbligo, vi sono privati che nelle loro richieste richiedono la messa in regola.
Sarà una partenza economica?
È un inizio, così si alleviano le sofferenze di tante imprese in Sicilia, ma per fare ripartire le nostre aziende ci vorrebbe un credibile piano d’investimenti a livello nazionale cosa che non vedo oggi, allora muoviamoci noi a livello sicilianoˮ.

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