Presentata dal Difensore dott. Francesco Sciuto la relazione sulla situazione dei minori nel nostro Comune. “Fortemente carenti i controlli di qualità su chi presta i servizi di legge”
La Civetta di Minerva, 13 maggio 2016
È stata presentata qualche giorno fa la relazione periodica sulla situazione dei minori nella nostra città a cura del dottor Francesco Sciuto, difensore dei diritti dei bambini del comune di Siracusa, e non mancano motivi di preoccupazione.
“…Siracusa non è una città dove i diritti dei bambini vengono garantiti. Ancora troppo timidi i cambiamenti culturali, gli investimenti economici e di risorse umane che possono far pensare ad una significativa inversione di tendenza che conduca ad una nuova e più organizzata progettualità, che operi non solo sull’emergenza e sulla sensibilizzazione data dagli eventi pubblici, ma su cambiamenti strutturali e innovativi che conducano al rispetto dei diritti. Purtroppo la maggior parte delle problematiche offerte in questi anni alle diverse istituzioni non ha trovato risposte…
In questa relazione periodica vorrei però soffermarmi solo su alcune criticità.
Povertà e disagio giovanile. La nostra città è stata sottoposta, come tutte, alla crisi economica italiana ed europea ma, grazie al volontariato laico e religioso, la generosità dei siracusani ha alleviato le difficoltà economiche di tante famiglie la cui sofferenza si ripercuote sulle dinamiche familiari e sui bambini. Solo la Caritas assiste circa 170 famiglie con il coinvolgimento di circa 250 bambini. Il centro di aiuto alla vita ha assistito nel 2015 186 mamme con altrettanti bambini nei primi 18 mesi di vita, i centri antiviolenza 109 donne e 38 bambini.
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La dispersione scolastica è del 14,7%, di cui 13,3 da insuccesso scolastico a testimoniare la difficoltà della scuola ad essere inclusiva. 123 sono i minori siracusani inseriti in comunità e 241 sono sottoposti per motivi diversi all’autorità giudiziaria. Di questi 36 (21 maschi e 15 femmine) con procedure di abbandono da parte del Tribunale dei minori di Catania. 27 sono in affido etero familiare. Nonostante i dati nazionali segnalino un aumento del gioco d’azzardo tra i minorenni, a Siracusa non abbiamo dati certi. Il Sert ha risposto di non avere alcun minorenne in carico per ludopatia. Nessun dato su quanti sono i minori che vivono con genitori in carico alla Psichiatria, mentre il Sert risponde che nessun tossicodipendente ha figli minori. Invece i minori in carico per tossicodipendenza sono 5 e 3 quelli segnalati alla prefettura.
Disabilità. La problematica è delicata e seria: famiglie e bambini chiedono a gran voce il riconoscimento di diritti, dalla possibilità di diagnosi precoci e interventi tempestivi e scientificamente validi, all’inclusione scolastica e sociale fino all’avvio al lavoro ove possibile. Percorso, questo, senza il quale la nostra società perderebbe enormi risorse di cui questi bambini sono portatori…
I bambini inseriti nella nostra scuola in base alla legge 104/92 sono 598, il 3% della popolazione scolastica, dato lievemente più alto di quello nazionale. Le problematiche legate alla disabilità nel nostro territorio vanno soprattutto dai tempi di attesa per accedere ai centri di riabilitazione accreditati, che possono superare anche i 3-4 anni, fino all’inclusione scolastica. La scuola compie globalmente un grande compito, e di questo bisogna darne atto, ma sono ancora troppe le situazione di bambini che non trovano accoglienza e non sono percepiti come risorsa, bensì come problema. Ritardi di procedure per l’avvio di attività pur appaltate incidono fortemente sulle dinamiche familiari; così come sono fortemente carenti i controlli di qualità su chi opera con i bambini per servizi previsti dalla legge, ma con un controllo solo burocratico. Vorrei ricordare che da due anni segnalo il grave disagio delle famiglie che non trovano per i loro bambini chi assicura l’igiene personale e qui parliamo di soli 20 – 25 bambini, in un intollerabile rimpallo di responsabilità tra scuole ed ente locale…
Siamo in attesa dei decreti attuativi su diversi argomenti della legge 107/2015 (cosiddetta Buona scuola), che speriamo includa gli asili nido in un percorso educativo, stabilisca la continuità didattica e garantisca la formazione degli insegnanti, soprattutto di quelli di sostegno.
Vorrei qui inserire la mancata programmazione da parte dell’ente locale, ormai da anni, del periodo estivo, in cui le famiglie con situazioni di precarietà sociale o quelle con bambini in situazione di fragilità manifestano maggiori bisogni. Questo periodo è principalmente lasciato alla buona volontà, ovviamente da lodare, delle associazioni del volontariato, mentre esso andrebbe programmato in modo strutturale e per tempo e in modo assolutamente trasparente.
Primi anni di vita e sostegno alla genitorialità. Tra gli aspetti positivi c’è il lavoro che il direttore della neonatologia dott. Tirantello e la sua équipe hanno avviato per cercare di adeguare la care dei bambini che transitano dal reparto, subito dopo la nascita. Lodevole anche la nascita dell’associazione dei genitori, già molto attiva (PIGITIN Piccoli giganti in TIN), che ha svolto diversi eventi di sensibilizzazione. Il reparto opera con forte riduzione del personale, soprattutto medico, e senza il supporto di uno psicologo che, dopo un contratto a termine, non è stato più rinnovato. All’interno del reparto non è possibile ad oggi utilizzare una care che risponda a questo delicato periodo di fragilità del bambino ricoverato e della famiglia, così come vorrebbero le ricerche scientifiche più aggiornate e le buone pratiche avviate in tanti centri italiani…
Ad oggi non è chiaro cosa stabiliranno i decreti attuativi della 107. L’orientamento è che gli asili nido debbano diventare l’inizio del percorso educativo, facendo unico polo con la scuola dell’infanzia. A Siracusa si parla da mesi di asili nido solo in termini di irregolarità, che, se ci sono state, è indispensabile che emergano e vengano perseguite. Mentre si attendono i pronunciamenti della magistratura auspicherei che si parlasse di qualità, che certamente sarà presente, ma che nessuno valuta. La carenza di valutazione dei progetti è una lamentela da me già espressa più volte in passato, ma non pare sia mai stata recepita.
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I dati che si riferiscono agli asili nido accreditati con il Comune ci dicono che i bambini iscritti sono 243 e i posti vacanti 135. Questo dato certamente merita una più attenta riflessione. Si attende intanto da anni un regolamento sulle tagesmutter! Da alcune ricerche risulta che il 55% dei bambini che entrano al nido vivono situazioni di disagio, di cui 19% di disagio profondo. La normalità è pertanto del 45%. Le stesse ricerche dimostrano che un lavoro attento riduce nel tempo il disagio al 30%, di cui il 5% di tipo profondo. Il mio ufficio ha ricevuto quest’anno più segnalazioni di genitori che hanno lamentato la difficoltà di inclusione di bambini con disabilità nella scuola dell’infanzia, fino a netti rifiuti in assenza degli insegnanti di sostegno. Il sostegno alla genitorialità dovrebbe essere uno degli obiettivi più importanti da perseguire per una comunità…
Senza uno studio dei bisogni, senza una programmazione e un lavoro di rete che stabilisca attraverso quali strumenti giungere a cambiamenti strutturali, stabilendo gli investimenti economici ed umani non si giunge ad avere una città educativa… Mancando un progetto organico e di rete che metta insieme le risorse istituzionali e comunitarie presenti sul territorio si prosegue in un cammino di interventi disorganizzati, frammentari e discontinui, dove la centralità non è il bambino, ma il bisogno dell’adulto. Pertanto nessuno si pone il problema di quali sono i luoghi dell’intercettazione del disagio.
Con questa relazione vorrei presentare al Consiglio Comunale precise richieste: chiedo di avviare immediatamente le procedure per la nomina del nuovo Difensore dei diritti dei bambini, in considerazione del fatto che il mio mandato scade ad agosto ed è bene che non ci sia discontinuità; un atto di indirizzo sulle criticità che oggi e in passato ho messo in evidenza affinché le diverse Istituzioni, ognuno per la propria parte, prenda consapevolezza che ci sono diritti dei bambini non rispettati e di cui sono responsabili; e infine che ci sia, da parte del Consiglio Comunale, un preciso atto di indirizzo per la costituzione di un Tavolo Tecnico per l’infanzia, un luogo dove le istituzioni si mettano in rete e quindi si parlino, dove i rappresentanti delle Istituzioni (e non loro delegati) e quelli della società civile si confrontino sulle criticità, partendo da analisi serie e valutazione dei bisogni; stabiliscano percorsi e buone prassi condivise, tempi e gerarchie di intervento; abbiano una vision comune di cosa significa far diventare Siracusa una città educativa. Questa ottima intuizione infatti non può restare un titolo o peggio ancora uno slogan che poco modifica la vita dei bambini”.

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