Sparirà il bollo auto. Ma occhio ai giochi di prestigio

E’ un provvedimento che si vuole spacciare come riduzione delle tasse. Regalo di Renzi a discapito delle Regioni che già masticano amaro. E il governo si rifarebbe aumentando le accise

 

La Civetta di Minerva, 13 maggio 2016

Occhio alle bufale. C’è chi sostiene che il governo starebbe per eliminare le agevolazioni sul bollo auto per le vetture storiche (al fine di incassare, si dice, 78 milioni di euro in più). A noi la cosa non risulta. Né ci par vera, in quanto, al contrario, sono allo studio misure opposte, cioè di eliminazione del bollo auto: la tassa più odiata dagli italiani.

C’è addirittura chi si diverte a mettere in giro notizie clamorose, come quella secondo la quale il cittadino potrebbe rifiutarsi di pagare il bollo auto, che sarebbe illegittimo (prima bugia) e che non esisterebbe in altri paesi europei (seconda bugia). Invitiamo i nostri lettori a non prestare ascolto a notizie di tal genere e a non lasciarsi indurre in tentazione di non pagare e di resistere ad una eventuale successiva ingiunzione avviando un procedimento giudiziario davanti alla Corte Europea, cioè impelagandosi in una contesa certamente onerosa e senza prospettiva alcuna di successo.

Ma, al netto di queste bufale, qualcosa bolle in pentola in merito alla questione del bollo inviso agli italiani. A Renzi serve una mossa a sorpresa, che possa solleticare interessi diffusi ed allettare gli elettori. Qualcosa che possa funzionare come l’abolizione dell’IMU sulla prima casa. E in Italia ci sono più possessori di automobili che proprietari di case. Anche chi vive in una casa non sua (presa in affitto) di solito è possessore di un’auto, magari vecchiotta e malandata ma necessaria per gli spostamenti privati, a cui tutti siamo forse troppo abituati.

Sostengono i ben informati che Renzi avrebbe messo all’opera il suo team di collaboratori per studiare i dettagli dell’operazione, che si riserverebbe di annunciare, a sorpresa e con effetti speciali, magari alla vigilia delle amministrative di giugno o forse anche più in là, in autunno, quando saremo chiamati a pronunciarci sulla riforma costituzionale da lui voluta, che ha ridimensionato ma non abolito il Senato, privandolo della funzione legislativa ma trasformandolo in una Camera di nominati (scudati con l’immunità) e lasciandogli un potere di ostruzionismo piuttosto pericoloso.

Sul referendum confermativo di tale discutibile riforma costituzionale (piuttosto pasticciata) Renzi ha deciso di giocarsi la possibilità di continuare a sedere sulla poltrona di premier. Errore politico che gli può costar caro. Molti cittadini avremmo preferito una eliminazione della seconda Camera e una riduzione di seggi della prima nonché una decurtazione del trattamento economico e dei privilegi assurdi di cui i nostri politici non sanno privarsi (a partire dal vitalizio). Il renzismo ci sta invece propinando una soluzione che non convince i più autorevoli costituzionalisti e che lascia perplessi anche noi, semplici cittadini. In più c’è il fatto che Renzi sta deludendo parecchio. Tutto ciò ci fa propendere per la bocciatura della sua deludente e pasticciata riforma. Così pare che lui stia architettando un colpo d’ala che, sferrato nel momento più difficile, dovrebbe consentirgli di riprendere quota. E il bollo auto potrebbe essere un argomento molto allettante per una platea di elettori più estesa di quella dei proprietari di case.

Ma cosa verrà fuori esattamente? Ovviamente nessuno sa già cosa caverà dal cilindro il maghetto fiorentino. Forse si tratterà solo di una eliminazione del bollo per tre anni e solo per le auto nuove; o forse l’esenzione dal pagamento del bollo sarà estesa a 5 anni per gli acquirenti di un’auto green. Ma che vuol dire auto green (verde)? Se uno la compra bianca o rossa o di un altro colore, sarà tagliato fuori dal beneficio dell’esenzione? La cosa riguarderà le auto elettriche? O stiamo per passare all’auto ad idrogeno? Quando la smetteranno di prenderci in giro con i loro messaggi criptati da espressioni in lingua straniera? I francesi chiamano loi travail (legge lavoro) quello che da noi è stato definito jobs act. Divagazioni linguistiche a parte, l’ipotesi che l’esonero riguardi solo auto nuove e non inquinanti è minimalista.

Renzi ha bisogno di stupire e accalappiare con un annuncio speciale tutti gli italiani o quasi. E dunque siamo propensi a ritenere che abbia più possibilità di cogliere il vero l’ipotesi di quanti immaginano una eliminazione totale del bollo auto. Che oggi risulta essere pagato da 50 milioni di persone ed evaso dal 12% di quanti sarebbero tenuti a pagarlo. Forse c’è qualcosa di esagerato in questa stima, ma noi lasciamo volentieri il compito della verifica agli esperti e ci limitiamo a considerare cha pacchia sarebbe il tributo di consensi per l’annunciatore di una tale lieta novella. I possessori di più auto dovrebbero decretargli una beatificazione. Santo subito! O premier a vita!

Ma attenzione: gli italiani non sono poi tutti ingenui. Anzi molti di loro sanno che sotto ogni spettacolo di prestidigitazione c’è un trucco. E se applaudono il prestigiatore di turno, lo fanno solo perché apprezzano lo spettacolo divertente, non certo perché credano alla magia. Nel caso degli spettacoli di Silvan o di David Copperfield o di Dynamo apprezzano l’esibizione quanto più il trucco non si appalesi. Ma nel caso di un politico che li voglia menare per il naso, la reazione potrebbe essere controproducente. Potrebbero reagire in vario modo. Potrebbero formulare mille ipotesi maliziose. E magari azzeccare quella giusta.

Reagirebbero male probabilmente molti presidenti di Regione, poiché il gettito del bollo-auto è destinato alle casse delle Regioni. Accetterebbero senza obiettare un taglio di entrate che ammonterebbe complessivamente a 5,9 miliardi di euro i governatori delle Regioni, già penalizzate da precedenti tagli di trasferimenti di risorse? Molti di loro hanno giudicato severamente l’incitamento di Renzi a disertare la consultazione referendaria sul regalo fatto ai petrolieri con la proroga delle concessioni sino ad esaurimento dei giacimenti. Il potere centrale non potrebbe sognarsi di fare ai governatori un nuovo sgarbo o di penalizzare ulteriormente le Regioni. Dovrebbe impegnarsi ad indennizzarle subito con trasferimenti di risorse alternative. Da prelevare dove?

Noi non siamo esperti di trucchi, giochi di prestigio e trappolerie simili. Ma sappiamo come pensa il popolo, perché ne facciamo parte. Ad Augusta esiste un detto con cui si spiega una sorta di compensazione apparente o inconcludente: «calari di puppa e chianari di prua». Nel caso della eliminazione del bollo-auto vari amici da noi interpellati hanno ipotizzato la seguente spiegazione del trucco: un aumento delle accise che frutti almeno l’ammontare della tassa che verrebbe eliminata. Occhio all’avverbio “almeno”. I più malpensanti hanno ipotizzato che, approfittando della circostanza attuale, che vede il prezzo del petrolio mantenersi piuttosto basso, il governo potrebbe giocare il tiro mancino di prelevare dalle nostre tasche, attraverso un aumento delle tasse sui carburanti, una somma ben maggiore dell’importo del bollo-auto. Gabbati e mazziati!

Insomma, molti temono una ennesima beffa: il premier annuncerebbe trionfalmente l’eliminazione di una tassa odiosa, ma preleverebbe dalle tasche del popolo illuso un gettito addirittura superiore. E manterrebbe per il bilancio statale il surplus prelevato, lasciando alle Regioni solo quanto basterebbe per evitare altre sollevazioni dei governatori. Sarebbe una strategia perfetta… per gabbare il popolo e ottenerne il consenso elettorale. Ma non sempre le ciambelle riescono col buco.

Forse questa volta Renzi farebbe bene a porre attenzione, perché la trovata potrebbe andargli buca: potrebbe non allettare nessuno. E farebbe bene anche a guardarsi dal pretendere un prelievo di maggior gettito attraverso l’aumento delle accise (ovvero della tassazione) sui carburanti. Ma, se riuscirà a varare la misura al netto di ogni trucco a danno dei cittadini, la cosa potrà comunque giovargli: potrà certamente dire che avrà contribuito a semplificare la vita agli automobilisti, evitando loro il fastidio di dover ricordare altri versamenti, da effettuare attraverso procedure insopportabili. Inoltre avrà sconfitto quel 12 % di evasione della tassa sul bollo, se è vero che di tale entità sia veramente il mancato introito. Infine, spostando la tassazione sul consumo di carburante, invoglierà non pochi cittadini a possedere più auto (ammesso che se lo possano permettere): la spyder per il periodo estivo, l’auto d’epoca, la macchina ricevuta in regalo per qualche importante occasione, da conservare gelosamente nella rimessa…

Le auto ferme non inquinano. E possono avere un valore, anche semplicemente affettivo. E le relative assicurazioni potranno anche essere sospese, se le auto saranno usate solo stagionalmente. Infine non solo la tassa pagata “alla pompa” non consentirà evasioni, ma forse sarà anche più equa. E chi andrà a piedi o in bicicletta non sarà tassato per l’auto che conserverà in rimessa. Tutto sommato il provvedimento sarebbe ben accolto per vari motivi, ma Renzi non si illuda di restaurare la sua immagine ormai troppo appannata e di recuperare la credibilità perduta. E soprattutto non bari sull’entità del prelievo sostitutivo.

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